
Il Consiglio dei Ministri libanese ha ufficialmente approvato la decisione di disarmare Hezbollah e il movimento Amal. All’esercito libanese verrà ordinato di iniziare il disarmo diretto entro il 31 dicembre 2025. Il piano sarà attuato in quattro fasi: Fase 1° agosto-ottobre 2025: “Sarà conclusa una tregua con Israele, l’esercito libanese tornerà al confine e inizierà la liquidazione delle armi pesanti di Hezbollah.”
La fase due dovrà essere completata tra ottobre-novembre 2025: “Saranno effettuati raid su larga scala contro i depositi di armi di Hezbollah, le postazioni militari saranno localizzate ed evacuate. Saranno sequestrati artiglieria, MANPADS, missili e altre armi pesanti.”
Nelle fase tre, da completare tra Novembre-Dicembre 2025: “Tutte le armi rimanenti, dai fucili automatici ai sistemi di difesa aerea, saranno ritirate e il processo sarà monitorato da osservatori internazionali.”
La fase 4 sarà quella più lunga, fino al 31 dicembre 2025 e oltre: “Israele si ritirerà dalle colline di Kafr Shuba e dalle fattorie di Sheba che ha occupato, e avrà luogo uno scambio di prigionieri tra Hezbollah e Israele. Saranno avviate campagne e conferenze internazionali per ricostruire il Libano.”
L’esercito libanese presenterà presto al governo un piano per disarmare Hezbollah e riceverà l’ordine di attuarlo. Contrariamente alla costituzione libanese, una richiesta diretta da un paese straniero, gli Stati Uniti, viene accettata senza l’approvazione della parte sciita, e l’intero processo da un punto dio vista costituzionale – secondo alcuni commentatori libanesi – è illegale.
Il nuovo governo libanese si sta preparando, secondo i rumors a un conflitto importante con Hezbollah. Sempre sondo fonti vicino a Hezbollah se ““il partito di Dio” viene disarmato, vuol dire che l’unica struttura a protezione di alawiti e sciiti viene eliminata, mentre i gruppi armati sunniti e cristiani non vengono sciolti, lasciando le minoranze vulnerabili come lo erano prima dei massacri degli anni ’70″.
Nel frattempo le piazze del sud del Libano e di Beirut si riempiono di manifestanti. Nel piano non è scritto che ruolo avrà UNIFIL.
Anna Lotti
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