S’infiammano i campi profughi in Libano

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LIBANO – Arsal 29/09/2014. Continuano le irruzioni dell’Esercito libanese nei campi profughi siriani soprattutto nelle zone nord lungo il confine siriano con la Siria.

Numerosi i militanti coinvolti nell’attacco dell’esercito, che prima di cercare di fuggire hanno dato alle fiamme parti dei campi, molti sono stati fermati e arrestati dai militari libanesi. I controlli hanno interessato le zone di Arsal e Tripoli (foto d’apertura di Mauro Consilvio), in particolare a Abi Samra Street, dove risiedono i appunto profughi siriani in cui si nascondono i terroristi.
Il comando dell’esercito – Direzione Orientamento – in una dichiarazione ha dettoche «Le unità dell’esercito schierate nella città di Tripoli hanno condotto incursioni in varie postazioni per trovare i sospetti che hanno eseguito atti violenti nei confronti dei cittadini e dell’esercito durante gli ultimi giorni. Arrestati una ventina di sospetti, e sequestrate le ingenti quantità possesso di armi, munizioni ed equipaggiamento militare in loro possesso». La Direzione ha poi sottolineato che «Mentre l’esercito libanese eseguiva i controlli per individuare i sospetti ad Arsal, tre membri su una moto hanno tentato di bruciare un altro campo siriano. L’esercito ha aperto il fuoco uccidendo un attentatore e ferendone gli altri due». In un’altra nota, è stato reso noto che le indagini su questi fatti sono in corso per definire le circostanze degli incidenti. Intanto alcuni siriani legati ai ribelli hanno innalzato la bandiera della ISIL di fronte al palazzo del comune di Arsal in segno di protesta contro queste misure dell’Esercito.
Le problematiche di questa guerra l’instabilità della regione che coinvolge l’esercito libanese sono state trattate giorni fa in un incontro tra il Generale Luciano Portolano, Force Commander di UNIFIL, e i vertici militari delle Lebanese Armed Forces (LAF): il Generale Kahawaji, Comandante delle LAF (nella foto), il Generale Salman, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate libanesi, il Generale Fadel, Direttore dell’Intelligence delle LAF, e infine, il Generale Janbay, Ufficiale Coordinatore del Governo libanese con UNIFIL.
Il Generale Portolano ha sottolineato l’ottimo lavoro svolto dalla LAF nel preservare l’integrità territoriale e nel mantenere la stabilità lungo le zone di competenza e ha espresso la vicinanza di UNIFIL e sua personale alle famiglie dei soldati libanesi morti nell’assolvimento del proprio dovere.
Particolare attenzione é stata riposta sul problema dei rifugiati siriani che, in fuga dalla guerra, continuano ad arrivare in Libano e che aggravano ancora di più la situazione già precaria. Ad oggi, secondo i dati forniti dall’United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR) in Libano risiedono oltre un milione di rifugiati siriani su una popolazione libanese che supera di poco i 4 milioni. Nell’Area di Operazioni di UNIFIL se ne contano oltre 54.000 che si aggiungono al circa mezzo milione che già popolavano questa zona del Libano. Il Force Commander si è detto particolarmente attento a questa problematica per l’impatto negativo che potrebbe avere sull’attuale equilibrio, sia per le tensioni sociali che potrebbero scaturire, sia per la possibile presenza di estremisti infiltrati, provenienti dalle alture del Golan.
Il Comandante di UNIFIL ha sottolineato l’importanza dello Strategic Dialogue che rappresenta un salto qualitativo nel processo di cooperazione e interazione con le LAF, volto a creare le adeguate e necessarie capacità in seno alle LAF per un graduale e completo trasferimento della responsabilità sulla sicurezza dell’Area di Operazione, da UNIFIL alle Forze Armate Libanesi.