LIBANO. Beirut chiede aiuto al FMI: rischio fallimento vicino

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Il governo libanese ha formato un comitato per studiare come affrontare le scadenze incombenti del debito sovrano, tra cui un Eurobond da 1,2 miliardi di dollari in scadenza a marzo, riporta la TV locale al-Jadeed, ripresa da Reuters.

Il Libano sta studiando diverse opzioni per le sue scadenze di Eurobond, tra cui quella se pagare, ha detto il ministro delle finanze dopo un incontro con il presidente e il governatore della banca centrale il 13 febbraio. Il presidente del Libano Michel Aoun ha chiesto poi ai ministri di iniziare a lavorare sul bilancio dello stato del 2021.

I detentori di obbligazioni del Libano potrebbero dover cancellare il 70% dei loro investimenti e il valore della valuta del paese potrebbe essere tagliato della metà in un salvataggio del Fondo Monetario Internazionale.

Il Libano ha formalmente richiesto l’aiuto tecnico del Fmi il 12 febbraio per cercare di evitare un vero e proprio collasso economico. Resta da vedere se questo si trasformi in un salvataggio formale, possibile sulla carta.

Questo cancellerebbe il capitale delle banche, e il costo della ricapitalizzazione delle banche si aggirerebbe intorno al 25% del prodotto interno lordo del Libano. L’assistenza tecnica del Fmi potrebbe aiutare a limitare le tensioni. 

Sarà anche necessario un taglio della spesa pubblica dal 3 al 4% del Pil per evitare che il peso del debito cresca. L’austerità si concentrerà sulla riduzione dei salari del settore pubblico e sulla revisione dell’azienda elettrica statale. 

Come è accaduto in Egitto nel 2016, è probabile che il Fmi insisterà affinché – come condizione preliminare per un accordo – le autorità svalutino la sterlina libanese. I tassi di cambio del mercato nero sono ora circa il 30% al di sotto del tasso ufficiale del paese, ma l’ultima revisione del Fmi sul Libano ha stimato che la valuta è stata sopravvalutata del 50%.

Graziella Giangiulio