Libano. Dieta mediterranea addio

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LIBANO – Beirut 20/07/2014. Secondo un recente studio della Lipid Technology, i libanesi usano poco olio d’oliva e troppo gli oli vegetali come quello di mais e di girasole, provocando uno squilibrio che aumenta il rischio di obesità e malattie correlate.

«Anche se il Libano confina con il Mar Mediterraneo, la dieta libanese è lontana dalla dieta mediterranea tradizionale (…) Rispetto ad altri paesi del Mediterraneo, il Libano ha uno dei consumi di pesce e frutti di mare più basso (…) Gli sforzi dovrebbero concentrarsi sui modi di aumentare il consumo di pesce e olio d’oliva». I risultati, che sono stati pubblicati nel numero di giugno della rivista Lipid Technology, dimostrano che la dieta libanese è molto diversa dalla dieta mediterranea tradizionale, che è ricca di frutta e verdura, olio d’oliva, pesce, noci, latticini e cereali integrali. Lo studio, realizzato da un team guidato da Omar Obeid, professore di nutrizione umana presso l’Università americana di Beirut, ha utilizzato i dati per il Libano ottenuti dalla Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite. I grassi costituiscono tra il 30 e il 40 per cento della dieta di un libanese, secondo i dati. Circa il 40 per cento di quei grassi derivano da oli vegetali, soia, girasole e olio di mais. Solo il 2,2 per cento delle calorie consumate da una persona libanese provengono da olio di oliva e i libanesi consumano anche molto meno pesce rispetto ad altri paesi del Mediterraneo. I dati della Fao rilasciati nel 2014 mostrano che il Libano ha uno dei più bassi tassi di consumo di olio d’oliva nel Mediterraneo, dopo Grecia, Italia, Marocco, Portogallo, Spagna e Siria e, soprattutto, Francia e Turchia; stessa cosa per il consumo di pesce. Inoltre, il pesce consumato in Libano è fritto, per la gran parte, in olio vegetale, usato principalmente per la cottura mentre quello d’oliva è usato per il condimento. Il consumo eccessivo di oli vegetali e i bassi livelli di olio d’oliva e di pesce nella dieta portano ad uno squilibrio degli acidi grassi omega-3 e omega-6 presenti negli oli di pesce e in quelli vegetali, rispettivamente. Questo squilibrio di acidi grassi, che sono essenziali per il funzionamento del corpo, può portare a infiammazione nel corpo che contribuisce alla malattia di cuore. Una dieta con un migliore equilibrio di diversi tipi di grassi è più sano, i ricercatori hanno detto. Lo squilibrio è aggravato dal dall’uso in crescita di alimenti trasformati, di sciroppo di fruttosio, di carne, di bevande zuccherate, di cereali raffinati e di “cibo da fast food”.