Lew: stop all’austerity europea

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BELGIO – Bruxelles. Il segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Jack Lew, a Bruxelles ha dato lezioni di economia all’Europa definendo come stupida l'”Austerity”.

Secondo il segretario del Tesoro statunitense le regole imposte dall’Unione europea per accedere ai finanziamenti europei sono «martellate» su alcune economie europee. Le politiche di “austerità”, ha riferito sempre Lew, hanno contribuito a distruggere le economie di Grecia, Portogallo, Regno Unito, e di molti altri paesi europei. Questi tagli alla spesa pubblica, progettati per ridurre il deficit di bilancio, sono la rovina delle economie europee. Perché la contrazione economica porta a meno gettito fiscale e quindi au aumento del debito pubblico. L’Europa dovrebbe ridurre o eliminare la sua maldestra “austerità” e dovrebbe al contrario spingere e perseguire “politiche pro-crescita”, suggerisce il segretario del Tesoro. Sostanzialmente l’europa dovrebbe, come hanno fatto gli USA allentare la presa e aumentare il debito pubblico per dare respiro all’economia. Un’azione che però negli USA non ha portato ai risultati sperati, non solo, Lew viene a fare il docente di economia e finanza in Europa proprio quando negli Stati Uniti si è deciso di dare vita a un piano di austerità. Il piano entrato in vigore il mese scorso prevede il taglio del 5% per molte categorie della pubblica amministrazione, un’azione che entra in vigore vista l’incapacità della politica USA di porre un freno al dissesto economico statunitense. 

L’Europa a differenza di Usa e del Giappone ha preferito mantenere una linea dura nei confronti dei debiti pubblici degli stati, ora quello che bisognerebbe fare e dare una sforbiciata alla creatività finanziaria, cassandra della finanza e di ripiego dell’economia mondiale. 

Avere conti in ordine, come ha dimostrato la Germania, serve per investire e far ripartire l’economia nei momenti di crisi economica. 

Forse la strada dell’austerità non è la migliore per uscire dalla crisi, ma non lo è nemmeno quella di continuare ad alzare il debito pubblico