Le sanzioni russe favoriscono Astana

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KAZAKHSTAN – Astana. 07/04/14. Secondo l’agenzia stampa CA-NEWS (KZ) – Il ministero del Petrolio e del Gas kazako, sta lavorando sulla possibilità di aumentare le esportazioni di petrolio nel caso in cui saranno rafforzate le sanzioni contro la Russia. Secondo il Kursiv.kz a dirlo è stato il ministro per il petrolio e del gas Uzakbay Karabalin.

«Non conosciamo l’effetto delle sanzioni e la cosa principale per noi è essere in condizione di esportare. Se le sanzioni impatteranno sulle esportazioni russe dobbiamo prendere le decisioni giuste». Ha detto Karabalin.

Il ministro avrebbe dichiarato: «dobbiamo pensare ad altre possibilità», «considerare diverse opzioni». L’idea sostanzialmente è quella di cercare altre vie per distribuire il gas e il petrolio. 

«Forse la via si uscita è quella di passare attraverso il Mar Caspio, attraverso l’Azerbaigian, la Georgia sul Mar Nero, in più c’è il porto kazako di “Batumi”, con le sue capacità. Il nostro porto di Aktau fornisce fino a 12 milioni di tonnellate di petrolio» ha detto il capo del MOG.

Inoltre, Karabalin ha sottolineato che Astana sta osservando il “riscaldamento” dell’Iran. E Ancora altro monitorato speciale è la Cina. «Oggi, (…) abbiamo un gasdotto che ha una capacità di 20 milioni di tonnellate nel sito di Atasu-Alashankou ma non siamo ancora riusciti a sfruttarlo appieno. Abbiamo in programma nei prossimi due anni di rafforzare questo settore, al fine di completamente l’estrazione e trasporto dei 20 milioni di tonnellate che potremmo mandare in Cina. Inoltre, sappiamo che in direzione sud Uzbekistan, Turkmenistan c’è una grande richiesta di petrolio». Ha detto Karabalin.

Secondo il capo Minneft e gas, nel caso di restrizioni all’esportazione russa di gas e petrolio, vi sarà una grande quantità di petrolio che verrà richiesta al Kazakistan.

«Da un lato è una buona notizia, così vendiamo più petrolio kazako, superando anche il saldo indicativo che è indicato nei contratti. Ma d’altra parte – per riempire il mercato dobbiamo far lavorare le nostre raffinerie che non sono adeguate per le grandi richieste. Dobbiamo trovare un equilibrio. In generale, tendiamo le direttive del governo», – ha concluso il ministro.