La Turchia teme rivolte curde al confine siriano

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Continua l’ammassamento di truppe turche al confine con la Siria.

La Turchia ha inviato, ieri, un convoglio di circa 20 veicoli che trasportava truppe, batterie di missili e veicoli corazzati ai confini siriani a sud della regione, preoccupata per la sicurezza nazionale. Al momento non ci sono notizie in merito ad un possibile attacco turco contro la Siria, i movimenti delle truppe sono considerate strettamente precauzionali di fronte alla spirale di violenza in Siria. Il convoglio ha lasciato una base in provincia di Gaziantep per andare a sud nella provincia a Kilis. Almeno questo è quello che riferisce l’agenzia di stampa governativa, Anatolian. Alcuni testimoni hanno detto che le truppe e veicoli avevano lasciato una strada importante e che ora stazionano lungo la frontiera con la Siria. Riprese televisive hanno mostrato che c’erano almeno sei veicoli blindati davanti ai camion che viaggiano lungo una strada asfaltata. Autobus e camion coperti che sembravano trasportare persone. La Turchia, membro della NATO, negli ultimi mesi ha condotto una serie di dispiegamenti di truppe lungo il suo 911-km (566 miglia) al confine con la Siria, in preda alla rivolta per rovesciare il presidente Bashar al-Assad. Il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, un ex alleato Assad, è oggi tra i suoi critici più severi, chiede che Assad si dimetta dopo 16 mesi di rivolta che hanno visto la morte di migliaia di civili siriani.

Le tensioni tra i due Paesi si sono inasprite il 22 giugno, quando le forze siriane hanno abbattuto un aereo turco da ricognizione militare, uccidendo due piloti. Kilis ospita un importante centro per rifugiati siriani in fuga dalla violenza domestica, sono ospitati in Turchia, per ora, 44.000 rifugiati. Erdoğan la scorsa settimana ha ammonito il Partito terrorista dei lavoratori del Kurdistan (PKK), a non allearsi con i siriani, come già fatto nei giorni scorsi dal PKK che ha lanciato attacchi all’interno della Turchia, contro l’istituzione di campi all’interno del nord della Siria. In quella zona, a prevalenza curda, è stato risparmiata gran parte della violenza vista altrove in Siria, ma la Turchia è preoccupata che il PKK possa esercitare un influsso negativo sulle popolazioni curde, visto il vuoto di potere presente. Il PKK da 27 anni porta a vanti una campagna per l’autonomia in gran parte curda della Turchia sud-est, e più di 40.000 persone sono morte in nome dell’autonomia.