La Turchia alla conquista del Kurdistan

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Il ministro dell’Economia turco Zafer Caglayan ha visitato Arbil, in Iraq, l’8 giugno per siglare un accordo in base al quale una società turca costruirà una centrale elettrica nel nord dell’Iraq, nella regione semi-autonoma curda. L’accordo fa parte di un più ampio sforzo turco di sviluppare ed espandere le infrastrutture energetiche nel nord dell’Iraq, in particolare nel territorio controllato dal governo regionale del Kurdistan (KRG).

Lo sforzo di Ankara ha in realtà fini politici. Si inserisce, più esattamente, nel bel mezzo di una controversia sul controllo delle ricchezze energetiche dell’Iraq tra il governo centrale iracheno a Baghdad e il KRG. Aumentando la sua influenza economica e politica sul KRG, la Turchia può costringere Arbil a tenere a freno la militanza curda nel nord dell’Iraq e nella stessa Turchia, e ancora può utilizzare i suoi legami con il KRG per formare una difesa più forte contro l’influenza iraniana in Iraq e nella regione, e potenzialmente ridurre la dipendenza della Turchia dalle importazioni russe o iranianiane di gas naturale e diventare così un vero e proprio un polo energetico regionale. Ma l’Iran probabilmente utilizzarà la sua notevole influenza in Iraq per respingere i piani della Turchia e militanti curdi mettendo così a repentaglio gli investimenti di Ankara, attaccando le infrastrutture energetiche.