La Bolivia ferma l’autostrada amazzonica

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Il presidente boliviano Evo Morales ha rescisso il contratto con la brasiliana Oas per la costruzione del tratto autostradale che sarebbe dovuto passare attraverso la foresta pluviale amazzonica nella regione di Tipnis.

Lo stesso Morales ha già anunciato che il prossimo passo sarà la rescissione di similari contratti previsti nelle regioni di Villa Tunari e San Ignacio de Moxos. In una conferenza stampa a La Paz, il presidente boliviano ha detto che la causa della rescissione starebbe nell’inadempienza contrattuale della società brasiliana che «avrebbe sospeso i lavori senza giustificazione o autorizzazione», ho poi aggiunto che la società di San Paolo avrebbe in più occasioni ignorato le istruzioni governative e non avrebbe rispettato diversi obblighi contrattuali. Morales non ha detto se i lavori riprenderanno o se l’Oas verrà risarcita. La società costruttrice al momento non ha ancora risposto alla mossa presidenziale. I lavori nel tratto incriminato erano stati sospesi nel 2011 dopo una serie di proteste da parte delle tribù indigene. I protestanti denunciavano che l’autostrada avrebbe distrutto la foresta pluviale, avrebbe aperto le porte ai coltivatori di coca e al traffico relativo. Dopo un appoggio iniziale in nome dello sviluppo nazionale, Morales aveva ritirato il suo sostegno in seguito al diffondersi in tutta la Bolivia della protesta. Il progetto autostradale è sponsorizzato dal Brasile per unire la foresta amazzonica brasiliana ai porti sul Pacifico di Perù e Cile.