KUWAIT. Petrolio: gas vs energia sostenibile, c’è ancora bisogno di combustibili fossili

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Una filiale della società turca Odaş Enerji diventerà partner di Multiservicios Tomlam CA per la produzione di petrolio in Venezuela. Il finanziamento iniziale sarà di 6 milioni di dollari (173,5 milioni di lire) sarà fornito da Çan2 Thermal a Multiservicios Tomlam, di cui deterrà una quota del 60,4%, fino alla fine di maggio del prossimo anno. Verranno creati ulteriori investimenti tenendo conto del reddito operativo che verrà ricevuto dalla produzione dopo la messa in funzione dell’impresa. Si segnala che dal 20 al 50% degli utili operativi di Çan2 Thermal sarà destinato a nuove attività nel settore energetico al fine di diversificare i ricavi.

Secondo il comunicato, la società svolgerà attività di produzione per conto della Compagnia statale venezuelana di petrolio e gas (PDVSA) in un blocco produttivo composto da quattro giacimenti. Si stima che le riserve petrolifere del giacimento ammontino a 593 milioni di barili.

Il tutto arriva alla luce delle preoccupazioni del segretario generale, Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, OPEC, Haitham Al-Ghais, che in una intervista nei giorni scorsi ha espresso preoccupazione per la sostenibilità del sistema energetico globale.

Al-Ghais, ha osservato che «il mondo si sta muovendo verso investimenti nelle energie rinnovabili, mentre gli investimenti nei combustibili fossili sono diminuiti negli ultimi anni, il che a sua volta metterà sicuramente a repentaglio l’economia globale. La sicurezza energetica Inciderà anche sui prezzi di molti beni».

E ancora il segretario generale dell’Opec ha sottolineato «che il mondo ha bisogno di “chiarezza” energetica, non “caos” energetico», aggiungendo che vi è la necessità di investire 14mila miliardi di dollari nel settore del petrolio e del gas entro il 2045.

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro del Petrolio del Kuwait, Saad Al-Barrak, che ha accusato i paesi occidentali di doppi standard. Saad Al-Barrak ha dichiarato, «che gli appelli dei paesi occidentali ad accelerare la transizione dai combustibili fossili dimostrano doppi standard e evidente selettività. Sono stati i primi a non mantenere la promessa di abbandonare il carbone e a investire ancora di più in esso». E ancora ha detto che i paesi del Golfo rifiutano “l’abbandono del petrolio e del gas” perché queste risorse costituiscono la base della loro economia e da esse dipende l’attuazione di programmi di sviluppo a lungo termine nelle regioni più povere del mondo.

Anna Lotti

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