KURDISTAN. La terra senza pace

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La questione curda siriano-irachena diventa sempre più sensibile. L’Iraq in particolare modo deve giostrarsi tra tre fuochi: la territorialità irachena, le relazioni con la Turchia e quelle con l’Iran.

Nella zona del Kurdistan iracheno vi sono molte comunità curde diverse tra loro e che spesso non vanno nemmeno d’accordo alcuni sono filo iraniani, altri filo turchi, altri filo americani altri sono combattenti e basta. Spesso sono esuli che vanno e vengono dalle zone così dette curde tra Siria, Iraq, Iran e Turchia.

I turchi hanno dichiarato guerra al PKK che sta in Iraq da 45 anni. Mentre gli iraniani non vogliono sentir parlare del Mek ( Mujahiddin e Kalk) e del Khomala partito curdo iraniano dichiarato illegale in Iran. Teheran e Baghdad hanno siglato di recente un accordo che mira a mantenere il partito Khomala e il Mek sul suolo iracheno ma disarmato e lontano dai confini con l’Iran.

Questa settimana, si apprende dai media iracheni, tramite dichiarazione dell’Ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, Hussein Kanaani, che Teheran ha mandato squadra di esperti in Kurdistan per verificare quanto compiuto sul campo per la rimozione al confine dei gruppi curdi iraniani dell’opposizione.

Il Comitato per l’implementazione degli accordi di sicurezza tra Iraq e Iran ha incontrato nei giorni scorsi la controparte a Teheran. Sotto la guida del Comandante in capo delle forze armate, il Consigliere per la sicurezza nazionale a Teheran a capo di delegazione di sicurezza per completare implementazione degli accordi di sicurezza tra i due paesi. In una dichiarazione Consigliere per la Sicurezza nazionale, Qasim al Araji ha dichiarato: «I risultati ottenuti che non si vedevano dal 1991. Il premier sta seguendo avanzamento degli accordi. L’Iraq non permetterà che proprio territorio diventi rampa di lancio per attacchi volti a destabilizzare paesi vicini».

Fonti governative hanno fatto sapere che la delegazione per la sicurezza irachena è a Tehran per informare gli funzionari iraniani del piano per trasferire le posizioni dei gruppi e partiti di opposizione curdi, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, del governo iracheno e del governo regionale del Kurdistan e per discutere la richiesta iraniana di consegnargli alcuni membri del partito di opposizione curdo, finora il governo iracheno ha rifiutato perché ciò violerebbe le norme internazionali in materia di asilo per motivi umanitari.

Il parlamentare del blocco Sadiqun, Ahmed al Moussawi, ha dichiarato in merito alla questione curda nel nord dell’Iraq che l’Iraq intende cooperare con l’Iran, chiudendo il quartier generale dell’opposizione iraniana nel nord del paese, non concedendo stipendi e non sostenendo il PKK; d’altro canto la Turchia non sta collaborando con il governo iracheno per risolvere la questione del PKK, la quantità di acqua proveniente dall’Iran (14%) non è paragonabile a quella dalla Turchia e continuano le violazioni turche della sovranità irachena.

Anna Lotti

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