ISIS minaccia i curdi

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KURDISTAN – Erbil 04/08/2014. Lo Stato islamico ha annunciato il 4 agosto la volontà di espandersi ulteriormente nella Regione autonoma del Kurdistan dopo aver conquistato una serie di città e una vasta area nelle ultime 48 ore. 

«Le Brigate dello Stato islamico hanno ormai raggiunto il triangolo di confine tra Iraq, Siria e Turchia. Possa Dio Onnipotente permettere ai suoi mujaheddin per liberare tutta la regione», si legge in un comunicato.  Il gruppo jihadista ha preso il 3 agosto la città di Sinjar e altrie due città limitrofe. Il 2 agosto, aveva preso la città di Zumar; catturando poi la diga di Mosul.  Lo Stato islamico ha preso anche il giacimento di petrolio di Ain Zalah, aggiungendolo agli altri quattro già sotto il suo controllo.  Dopo aver preso Zumar, gli islamisti hanno issato le bandiere nere, un rituale che precede di solito le esecuzioni di massa dei loro avversari prigionieri.  «I mujaheddin hanno conquistato diverse zone controllate da bande curde e da milizie», si legge nella dichiarazione, rilasciata dal governatorato di Ninive. «In una serie di battaglie (…) i nemici apostati sono stati umiliati, decine sono stati uccisi e feriti e centinaia sono fuggiti». Sul suo account Twitter, poi, lo Stato islamico ha postato una foto di uno dei suoi combattenti mascherati in possesso di una pistola e seduto alla scrivania del sindaco di Sinjar. Il governo curdo non ha fornito dati sulle vittime né ha commentato le eventuali catture. In queste aree i peshmerga si erano installati dolo la rotta dell’esercito regolare iracheno del 9 giugno; oggi le forze peshmerga sono in gran parte dentro i vecchi confini della loro regione autonoma. La cattura di questo territorio permette anche agli uomini dello Stato islamico di spostarsi facilmente tra la seconda città irachena, Mosul, invasa il 10 giugno, e il confine siriano. Un membro del Partito dei lavoratori del Kurdistan, Suzdar Osta, dal canale televisivo Stark TV, ha avvertito che la caduta di Shangal porterà alla caduta di altre zone oggi sotto il controllo dei Peshmerga. Sempre il 4 agosto, il Pkk, dalle colonne del su o sito ufficiale, ha chiamato alle armi e all’unità tutti i curdi per combattere contro Isis: «Tutti i curdi nel nord, nell’est, nel sud e nell’ovest devono sollevarsi contro l’attacco ai curdi avvenuto a Sinjar». I peshmerga, poi, starebbero pianificando una controffensiva contro Isis, hanno rivelato dirigenti del Kprg il 4 agosto. Le sconfitte sarebbero state causate da un overstretching peshmerga, ma ora sono stati chiamati in un gran numero di combattenti per colpire di nuovo. Un colonnello peshmerga, dalla tv di stato, ha annunciato che il ritiro curdo era stato una mossa tattica per riprendere tutto il territorio perso in precedenza e anche riconquistare Mosul, la più grande città del nord dell’Iraq. «Li attaccheremo finché non saranno completamente distrutti e non mostreremo loro nessuna pietà (…) Abbiamo dato loro abbastanza opportunità e ci riprenderemo anche Mosul. Credo che entro le prossime 48-72 ore, sarà tutto finito».