KOSOVO. Niente bitcoin mining a causa dei blackout

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Il governo del Kosovo ha deciso di vietare il mining di criptovalute nel paese a causa della crisi energetica e della mancanza di energia durante i mesi invernali.

Ad annunciarlo nei giorni scorsi, rirporta BneIntellinews, il ministro dell’economia del Kosovo Artane Rizvanolli. Il mining di criptovalute usa quantità significative di elettricità per alimentare i computer che risolvono equazioni crittografiche per essere ricompensati con valuta. Era diventato popolare nelle parti settentrionali del paese dove i residenti avevano ricevuto elettricità gratuita per anni, ma la crisi energetica in corso ha costretto Pristina a cercare modi per controllare l’uso di energia.

La decisione si è basata su una raccomandazione fatta dal comitato tecnico del governo per le misure di emergenza nel settore dell’approvvigionamento energetico, che è stato istituito alla fine del 2021. Finora, il comitato ha tenuto due riunioni per identificare e raccomandare misure per affrontare gli effetti negativi della crisi energetica globale. «Le forze dell’ordine fermeranno la produzione di criptovalute con il supporto di tutte le istituzioni pertinenti che identificheranno i luoghi di tali attività», ha detto Rizvanolli in un post su Facebook.

Il Ministro ha aggiunto che la decisione ha lo scopo di affrontare qualsiasi mancanza improvvisa o a lungo termine di capacità di produzione, trasmissione o distribuzione di energia elettrica al fine di superare la crisi energetica senza aggravare ulteriormente la situazione. Il governo del Kosovo ha deciso il 24 dicembre di imporre tagli giornalieri di corrente pianificati per un periodo di 60 giorni come parte delle misure di emergenza per affrontare la crisi energetica.

Il sistema energetico kosovaro sta affrontando enormi difficoltà a causa del significativo aumento del consumo di elettricità, dell’insufficiente produzione interna di energia e della crisi energetica globale che ha portato a un enorme aumento dei prezzi dell’elettricità sui mercati internazionali.

Prima dell’attuale crisi energetica, il mining di Bitcoin nel nord del Kosovo, popolato principalmente da etnia serba, era fiorito poiché gli abitanti della regione non aveva pagato nulla per l’elettricità dalla fine del conflitto Kosovo-Serbia nel 1999. Il numero di minatori e di investitori in criptovalute in Kosovo è aumentato vertiginosamente dopo che il valore del bitcoin ha iniziato a salire rapidamente nel 2017.

Tuttavia, l’11 ottobre 2021 la Corte di base di Pristina ha annullato una decisione sul pagamento di 40 milioni di euro di bollette elettriche per i consumatori di quattro comuni settentrionali dominati dai serbi, addebitati tra il 2012-2017 agli altri consumatori.

Anna Lotti