
Il vertice per il 25° anniversario dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai dovrebbe fornire indizi sulle ambizioni cinesi di un’Asia più multipolare.
Mentre l’attenzione strategica di Washington si sposta e le interruzioni nell’approvvigionamento di energia e cereali continuano a destabilizzare il Medio Oriente, la crescente presenza di Pechino in Asia centrale sarà al centro dell’attenzione in occasione del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) che si terrà questa settimana in Kirghizistan, riporta SCMP.
La presenza del presidente cinese Xi Jinping a Bishkek dovrebbe mettere in luce la capacità di questo gruppo di andare oltre la mera comunicazione diplomatica. Il vertice per il 25° anniversario della SCO dovrebbe inoltre fornire indizi cruciali sulle ambizioni di Pechino di un’Eurasia più multipolare in un momento di mutamento delle dinamiche di potere regionali.
Gli incontri di ieri e oggi hanno come tema “25 anni dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO): insieme per una pace, uno sviluppo e una prosperità sostenibili”. Si concentreranno sulla sicurezza regionale, la connettività, l’energia e la cooperazione digitale, affrontando al contempo sfide più ampie come l’Iran, l’Afghanistan e la sicurezza alimentare.
Secondo i dati del governo cinese, lo scorso anno gli scambi commerciali tra Cina e Asia centrale hanno raggiunto la cifra record di 106 miliardi di dollari, rendendo Pechino il principale partner commerciale dei cinque paesi messi insieme per la prima volta.
L’Accademia delle Scienze Sociali di Shanghai, ha affermato che la SCO e l’Asia centrale rivestono un’importanza particolare per Pechino: ”Con l’intensificarsi della competizione globale tra l’Occidente guidato dagli Stati Uniti e il Sud globale emergente in un contesto di ordine internazionale frammentato, Pechino ha attribuito maggiore importanza alla SCO e all’Asia centrale nel suo complesso (…) approfondendo il coinvolgimento e allineandosi più strettamente con i partner dell’Asia centrale, la Cina cerca di costruire un terreno comune e presentare un fronte più unito (…) Attraverso l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, la Cina può proiettare il proprio potere e influenzare diversi aspetti dell’ordine globale”.
Nella gerarchia diplomatica cinese, le Nazioni Unite rappresentano la piattaforma di più alto livello, mentre la SCO segue come l’organismo regionale più importante.
Fondata nel 2001 da Cina e Russia, l’attuale forum eurasiatico per la sicurezza e l’economia, composto da 10 membri, riunisce quattro stati dell’Asia centrale – Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan – e i nuovi membri Bielorussia, India, Pakistan e Iran. Il Turkmenistan è l’unico paese dell’Asia centrale non membro della SCO, ma partecipa spesso ai vertici come nazione ospite.
Xi Jinping ha più volte sollecitato la cooperazione tra i membri SCO e la creazione di una banca di sviluppo, visto che la sicurezza rimane la massima priorità di Pechino in Asia centrale, non solo lungo il confine occidentale, ma in tutta la regione, compresa la protezione dei principali progetti di connettività. Il vero valore strategico della regione deriva dalla sua geografia: situata al confine occidentale della Cina nello Xinjiang, funge da ponte cruciale tra Cina, Russia, Medio Oriente, Asia meridionale ed Europa.
Le infrastrutture sono un punto focale della SCO, come dimostra la ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan. Attualmente in costruzione dopo due decenni di negoziati e il recente via libera della Russia, la linea creerebbe un’arteria commerciale fondamentale, collegando la Cina con l’Asia centrale e da lì con il Medio Oriente e l’Europa, integrandosi al contempo con un collegamento commerciale terrestre con l’Afghanistan. La sicurezza rimarrà una sfida importante per la ferrovia, poiché il percorso attraversa terreni impervi e lunghe gallerie vulnerabili ad attacchi terroristici.
«Proteggere questa ‘linea vitale d’acciaio’ è fondamentale, poiché è considerata la porta d’accesso della Cina all’Asia centrale e al Golfo Persico», ha affermato. La ferrovia fa parte di un più ampio sforzo per sviluppare percorsi alternativi, come il “Corridoio di Mezzo” che collega l’Asia centrale e il Mar Caspio, il Mar Cinese Meridionale che collega il Golfo Persico al Caucaso meridionale, alla Turchia e all’Europa. Potenziali rotte attraverso l’Iran potrebbero fornire un ulteriore accesso al Golfo Persico e all’Asia meridionale, ma rimangono in fase di pianificazione a causa delle sanzioni imposte all’Iran e dell’instabilità regionale.
Nel frattempo, il crescente ruolo economico e tecnologico della Cina ha sollevato interrogativi sui suoi legami con la Russia, che rimane il principale partner per la sicurezza della regione.
L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai è servita anche come meccanismo per la gestione delle relazioni tra Cina e Russia e che i suoi limitati risultati pratici riflettono le differenze geopolitiche ed economiche tra i suoi membri.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno intensificato i rapporti con l’Asia centrale, con il Segretario di Stato Marco Rubio che dovrebbe visitare tutti e cinque gli ex stati sovietici subito dopo il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Lo scorso novembre, Trump ha ospitato i leader dei cinque paesi dell’Asia centrale in un vertice “C5+1” alla Casa Bianca per firmare accordi commerciali multimiliardari e accordi sulle catene di approvvigionamento di minerali critici.
Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti hanno fatto pressione su decine di paesi, tra cui il Kazakistan, affinché “scegliessero da che parte stare” nella cooperazione sull’intelligenza artificiale (IA). Si parla persino di invitare Trump nella regione, a sottolineare il crescente interesse di Washington.
Anna Lotti
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