KIRGHIZISTAN. I militari tagiki si sono ritirati dal territorio kirghizo dopo gli scontri

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Lunedì 3 maggio il servizio di frontiera kirghiso ha annunciato che Kirghizistan e Tagikistan avevano portato a termine il ritiro delle unità militari dalle aree di confine, come parte di un ritiro concordato a seguito di una serie di conflitti mortali avvenuti a fine aprile. Lo riporta Sputnik News.

Un portavoce del servizio di frontiera kirghisa ha dichiarato: «Le parti hanno completato il ritiro del personale aggiuntivo e delle attrezzature lontano dal confine di stato e al suo interno. A seguito del ritiro delle truppe, durante la notte non sono stati registrati né incidenti né scontri a fuoco. Al momento la situazione è stabile. La commissione congiunta, composta da ufficiali dei ministeri della difesa del Kirghizistan e del Tagikistan e dedicata al monitoraggio del territorio in cui sono stati dispiegati personale e attrezzature supplementari, sta continuando a ispezionare le aree lasciate dalle forze e le attrezzature militari aggiuntive».

La situazione al confine tra Tagikistan e Kirghizistan vicino all’impianto di presa dell’acqua di Golovnoy si è intensificata il 28 aprile, a seguito degli scontri scoppiati tra i residenti delle zone di confine dei due paesi.

Il conflitto è esploso il 29 aprile al confine tra la regione di Batken, in Kighizistan, e la regione di Sughd, in Tagikistan. Prima che venisse dichiarata la tregua, si sono susseguiti una serie di bombardamenti che hanno provocato decine di morti e feriti da entrambe le parti.

Gli scontri armati avrebbero dovuto riprendere il giorno successivo, ma la sera stessa entrambi i paesi hanno deciso di porre fine ai combattimenti e di ritirare le truppe e i materiali militari dal confine.

Il Kirghizistan ha affermato che durante gli scontri del 28-29 aprile 34 cittadini kirghisi sono stati uccisi, 178 sono rimasti feriti e 50.000 persone sono fuggite.

Secondo Bishkek, 78 case private, due scuole, un sito medico, due posti di blocco al confine, un asilo nido, 10 distributori di benzina, un edificio della polizia e otto negozi sono stati distrutti nella regione sud-occidentale di Batken in Kirghizistan.

Il Comitato per le emergenze nella regione di Sughd, a nord-ovest del Tagikistan, ha poi aggiunto che durante gli scontri erano state distrutte 14 case private e danneggiate due case e un edificio di manutenzione in tre quartieri della città di Isfara, oltre ad un edificio scolastico e a una casa privata nel villaggio di Ovchikalacha, nel distretto di Bobojon Gafurov. Non sono però state registrate vittime.

Il 1 maggio le truppe tagike si sono ritirate dal territorio kirghiso e il 2 maggio il capo del Comitato statale per la sicurezza nazionale del Tagikistan, Saimumin Yatimov, in occasione della visita all’exclave di Vorukh del paese in Kirghizistan, ne ha dato ufficialmente l’annuncio.

Coraline Gangai