Kirghizistan: civili tra le guardie di frontiera

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KIRGHIZISTAN – Biskek. 08/09/14. Il Parlamento del Kirghizistan ha votato in terza lettura il disegno di legge, secondo cui anche la popolazione delle zone al confine del Kirghizistan possono prendere parte al servizio per la protezione delle frontiere statali. Ne da notizia il RIA Novosti, citando il servizio stampa del corpo legislativo del paese.

 

Gli autori del disegno di legge sperano che con l’emanazione di questa norma, e quindi con l’opportunità di pagare la popolazione locale per il servizio di frontiera e il supporto delle agenzie di sicurezza nel paese aumenterà la sicurezza nel Paese. In modo particolare nelle zone montuose e aree remote, dove la frontiera praticamente è solo di tipo geografica. «La legge definisce i diritti e gli obblighi di tutela giuridica e sociale dei commissari di frontiera, dando loro l’autorità al fine di svolgere i propri compiti di commissari di frontiera e affidando al servizio anche un capitolo di spesa dedicato. Inoltre saranno fornite le uniformi e le radio mobili».

Secondo la legge, la guardia di confine non deve avere precedenti penali, aver svolto il servizio militare in passato. La più grande controversia ora sta nella decisione se affidare o meno alle guardie di frontiera le armi. L’orientamento è quello di affidare la scelta al servizio nazionale di Frontiera.  Dal gennaio di quest’anno, il presidente della società dei cacciatori della regione di Issyk-Kul del Kirghizistan, Alexander Barykin, in una zona montagnosa a 40 km dal confine con la Cina, ha ingaggiato una battaglia impari con un gruppo di 11 militanti armati che si erano infiltrati dal territorio di uno Stato Barykin è stato insignito della croce dell’Ordine di Manas dallo stato.