KAZAKHSTAN. Dove esportare il grano, ora che il mercato afgano è chiuso?

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Con l’Afghanistan che vive nell’incertezza politica e di sicurezza, il principale produttore di grano dell’area, il Kazakistan, ha iniziato a esplorare nuovi mercati per il suo grano e la sua farina.

L’impasse, precipitata dalle mosse degli Stati Uniti per tagliare l’accesso dei Talebani alle riserve della banca centrale afgana, sta creando danni su due fronti: il popolo afgano viene spinto in una catastrofe umanitaria che peggiora di giorno in giorno, e il Kazakistan ha perso il suo principale acquirente di questo prodotto, riporta Eurasianet. Due terzi della farina esportata dal Kazakistan nel 2020 sono stati acquistati dall’Afghanistan, che ha anche comprato grano dal Kazakistan. Un altro dei principali fornitori di farina dell’Afghanistan era l’Uzbekistan, che a sua volta utilizzava grano kazako per la produzione.

L’Unione del grano del Kazakistan ha detto che la perdita del mercato afgano comporta che 3 milioni di tonnellate di grano sono attualmente senza un mercato. Le barriere fisiche limitano le opzioni di esportazione del Kazakistan. I principali acquirenti sono stati abitualmente i paesi vicini come il Kirghizistan, l’Uzbekistan, il Tagikistan e il Turkmenistan, che comprano quantità minori rispetto all’Afghanistan e che importano anche dalla Russia.

Una nuova opzione è la Georgia, che sta cercando di diversificarsi dalle sempre più costose importazioni russe, ma ci sono molte difficoltà a riguardo.

L’Iran, che è raggiungibile dal Kazakistan attraverso il Turkmenistan o il Mar Caspio, è un’altra opzione. Una prolungata siccità quest’anno ha aumentato la domanda di importazioni e queste possono arrivare tra i 6 e gli 8 milioni di tonnellate di grano, secondo il segretario della commissione agricoltura nel parlamento iraniano.

Ma l’Iran è messo come l’Afghanistan colpito dalle sanzioni internazionali, il che complica la loro capacità di pagare i fornitori in Kazakistan. Poi c’è la Cina. Pechino ha creato grossi grattacapi al Kazakistan a novembre, quando ha imposto condizioni draconiane sui passaggi di frontiera come parte delle sue misure per contenere la diffusione del Covid-19.

I produttori kazaki sperano che la comunità internazionale non lasci l’Afghanistan alla deriva e che assicuri comunque che i prodotti alimentari continuino ad essere consegnati al paese come parte delle operazioni umanitarie. Ha espresso la preoccupazione, tuttavia, che la generosità russa e statunitense possa essere architettata per sostenere i propri rispettivi produttori agricoli.

Maddalena Ingrao