KAZAKHSTAN. Ci si prepara ad accogliere un flusso di rifugiati afgani

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Nella social sfera kazaka si stanno diffondendo notizie sul possibile collocamento in Kazakistan di una parte dei rifugiati provenienti dall’Afghanistan, sotto il controllo dei talebani. Il Kazakhstan ha un ampio confine con l’Afghanistan. A quanto riporta Azzatiq, l’ostello dello Shymkent Art College ha detto che si stanno nell’ostello per ospitare i profughi: «In accordo con l’ordinanza sulla preparazione di 305 posti per gli immigrati dall’Afghanistan, da ieri sono stati preparati 100 posti».

L’amministrazione della città di Shymkent ha dichiarato di non poter fornire informazioni sulla possibile sistemazione dei rifugiati dicendo poi di rivolgersi alle autorità centrali di Nur-Sultan.

Il 15 agosto, il ministero degli Affari Esteri del Kazakistan ha smentito le notizie di un presunto «accordo raggiunto con il Kazakistan sull’ammissione temporanea degli afgani che lavoravano per il governo degli Stati Uniti», notizia poi né confermata né smentita: «Non posso ancora dire se i rifugiati afghani verranno a Shymkent o no. La situazione in Afghanistan cambia ogni ora», ha affermato il ministero degli Esteri kazako.

Lo stesso ministero ha poi detto che ancora non ci sono informazioni esatte sul numero di kazaki che vivono in Afghanistan. Secondo il ministero, circa 15 famiglie di etnia kazaka circa 200 persone censite vivono in Afghanistan.  

Il presidente kazako Kassym-Zhomart Tokayev “ha incaricato” il Ministero di aiutare a garantire la sicurezza e il possibile ritorno dei kazaki nella loro tera di origine. Il ministero degli Esteri ha fatto sapere che prima di ricevere il permesso di partire per i kazaki che desiderano trasferirsi in Kazakistan, dovranno seguire un iter ben preciso poiché queste persone «pur essendo di etnia kazaka, rimangono cittadini dell’Afghanistan».

Nur-Sultan ha anche affermato che nei giorni scorsi persone che si sono dette di etnia kazaka, ma non potevano dimostrare la propria etnia, si erano rivolti all’ambasciata kazaka a Kabul: «Non possono fornire alcuna prova. Alcuni di loro semplicemente non parlano kazako e non possono raccontare la storia del reinsediamento dei loro antenati nel territorio dell’Afghanistan e dei legami tribali» ha detto il Ministero. La presidenza kazaka ha creato una commissione speciale presso l’ambasciata di Kabul che valuterà l’affidabilità delle dichiarazioni dei ricorrenti.

Tommaso dal Passo