Kaesong, chiude il simbolo della cooperazione

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COREA DEL SUD – Seoul – 26/4/13. Secondo l’AP, Seoul ha dichiarato che intende far rientrare in patria i circa 175 sudcoreani ancora “ostaggi” nel complesso industriale gestito congiuntamente con la Corea del Nord, temendo per la la sopravvivenza del l’ultimo simbolo della cooperazione tra le due Coree.

La dichiarazione del ministro del paese responsabile delle relazioni inter-coreane è arrivata dopo che la Corea del Nord ha respinto la domanda di Seul di un colloquio proprio sul polo industriale. Seoul ha dato un ultimatum alla Corea del Nord, entro venerdì attende una risposta alla sua richiesta di trattative, perché è preoccupato per i suoi lavoratori che non hanno accesso al cibo e medicine. La Corea del Nord non ha permesso forniture ai lavoratori né a questi attraversare la frontiera dall’inizio di questo mese.

«Abbiamo preso la decisione inevitabile di riportare tutto il personale in territorio Su Coreano» ha detto il ministro dell’Unificazione Ryoo Kihl-jae. Ryoo ha esortato la Corea del Nord a proteggere la proprietà delle aziende sudcoreane a Kaesong e a garantire la sicurezza dei dirigenti sudcoreani quando rientreranno a casa. 

La Commissione di Difesa Nazionale di Pyongyang ha negato i colloqui perché ritiene i propositi di Seul falsi, a dimostrazione di ciò le continue esercitazioni militari USA-Sud Corea e la diffusione di volantini anti-Corea del Nord al confine.

Un’associazione di uomini d’affari della Corea del Sud con stabilimenti in Kaesong ha rilasciato una dichiarazione secondo cui si sentivano scioccati per la decisione di Seul di riportare i lavoratori in confine Sud Coreano.

Il distretto industriale di Kaesong situato al confine tra Nord e Sud Corea è la chiara dimostrazione del deterioramento dei rapporti tra Nord e Sud Corea. 

Nel frattempo, le esercitazioni militari continuano. Venerdì scorso, gli aerei hanno sorvolato sud-est della città della Corea del Sud Pohang e navi anfibie sono sbarcate sulla costa. La Corea del Nord è preoccupata per il continuo arrivo di mezzi militari dagli Stati Uniti, a est, portando la situazione già tesa ad un punto vicino all’esplosione. A riferirlo una nota della Corea del Nord. 

Il complesso di Kaesong nasce nel 2004 per unire il know – how della Corea del Sud con la manodopera e tecnologia a basso costo della Corea del Nord. Più volte al centro del dibattito tra cui un incidente grave che ha portato alla morte di 50 sudcoreani. 

«Seoul ha eseguito una mossa high-stakes», ha dichiarato Kim Han-jung, professore dell’Università Yonsei impegnato anche nelle operazioni di liberazione del Presidente Kim Dae-jung, sotto il quale nasce il distretto industriale di Kaersong «La situazione di stallo sul parco rischia di persistere per un lungo periodo di tempo. Ci vorrà un grande sforzo politico per ripristinarlo».

Tra i nodi da sciogliere anche quello degli stipendi. I sudcoreani pagherebbero stipendi da fame ai nordcoreani, solo 127 dollari al mese, che corrisponde a meno di un sedicesimo del salario medio dei lavoratori sudcoreani. Pyongyang ha anche lamentato che il Sud sta portando avanti piani militari nel caso in cui il Nord tenga in ostaggio i manager sudcoreani a Kaesong.