Schiave del sesso in Cina

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Myanmar – Naypyidaw 02/07/2013. La tratta delle donne Kachin sta crescendo lungo il confine tra Cina e Myanmar. A denunciarlo è l’ultimo rapporto (giugno 2013) dell’Associazione delle donne Kachin, con sede in Thailandia. 

Dietro l’aumento del fenomeno, stando al rapporto, starebbe il malgoverno del Myanmar: le politiche statali non fanno molto contro la stagnazione dell’economia, forzando così le donne Kachin a migrare. Anche i progetti multinazionali provocano gli spostamenti, senza che poi ci sia un ritorno in termini di sviluppo economico per la regione. Inoltre, il governo limita l’istruzione per le donne e in questo modo anche la possibilità lavorativa. In più il Myanmar ha bloccato gli aiuti da parte delle organizzazioni umanitarie; all’Onu è stato permesso di prestare assistenza agli sfollati solo nel giugno 2013, per la prima volta dopo quasi un anno. 

In questo modo i migranti intercettano le donne in cerca di occupazione e le inducono alla schiavitù sessuale. Le donne rappresentano il 70 per cento della “merce” trafficata, il resto sono per lo più bambini. Alcune di loro vengono vendute come future spose, in particolare in Cina, dove la politica del figlio unico ha portato a 117 uomini ogni 100 donne. Entro il 2020 6 milioni di uomini (secondo fonti non ufficiali) si troveranno ad affrontare il problema della mancanza di una moglie; le donne Kachin sono delle perfette sostitute, per la loro pelle chiara e la vicinanza al confine. Inoltre, la cultura cinese predilige i figli maschi e le donne Kachin sono considerate “fertili portatrici di bambini”. Il prezzo per una donna arriva a 6500 dollari Usa; sono comprate per lo più da imprenditori cinesi, ma anche gli operai, che non possono permettersi la dote per una moglie cinese, commissionano un broker per l’acquisto di una Kachin. I trafficanti, spesso, imparano le usanza locali, si travestono da broker e promettono delle doti alle famiglie Kachin, che poi non danno; quasi nessuno paga i 150 dollari Usa, che corrisponde al salario mensile pagato alle lavoratrici per attirarle nello Yunnan. Le donne Kachin destinate alla prostituzione, nel sud della Cina, hanno un valore minore: per loro gli acquirenti sono disposti a pagare 300 dollari Usa. 

La povertà, la conflittualità nella regione e gli alti guadagni del mercato nero sono sia le cause che le conseguenze del traffico di donne Kachin. Le leggi vigenti in Cina, Myanmar e Thailandia non prevedono misure per individuare e condannare i responsabili e finché non si interviene in maniera più incisiva il problema non può essere controllato e tantomeno risolto.