JINM. Al Qaeda approfitta del colpo di stato

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Mentre in Mali, a Bamako, la situazione si fa tesa, secondo un account locale il gruppo qaedista Jamaat Nusrat al Islam wal Muslimin – JNIM, sembrerebbe aver difficoltà a frenare la Katiba Macina di Amadou Kouffa che continua attacchi contro lo stato nella provincia di Sikasso per cercare di imporsi al posto dello stato.

Si apprende anche che è stata attaccata la postazione dei ranger nella notte a Zantièbougou, circa a 30km da Bougouni, zona ovest della provincia di Sikasso. Di fatto si tratta di una fase importante per JNIM che con il ritorno nella zona di Sikasso mira a controllare tutta la frontiera con Burkina Faso (quindi anche il Niger) e mettere nel mirino Kayes e il Senegal accerchiando Bamako. Una situazione questa di cui si parla sempre poco ma che dovrebbe preoccupare anche fuori dai confini del Mali.

È stato segnalato sulla social sfera qaedista degli Shabab somali che JNIM avrebbe approfittato del golpe per prendere il controllo di una località non meglio definita come Wakoye. Se la notizia non trova conferme per ora né negli account locali né in quelli qaedisti ufficiali, dimostra però come bisognerà fare attenzione ad un eventuale tentativo di ripresa del territorio da parte del gruppo qaedista.

D’altronde, così come nel 2012 da Kati arrivò il golpe che depose il presidente Amani Toumani Touré, fu anche l’inizio della cavalcata del Movimento per la liberazione dell’Azawad – MNLA, poi soppiantato nella lotta da AQMI, MUJAO e Ansar Dine da nord in direzione di Bamako che scatenò poi l’intervento francese a supporto dell’alleato maliano. I jihadisti furono allora fermati a qualche centinaia di chilometri dalla capitale. Oggi però lo scenario è molto più complicato, visto che JNIM oggi controlla ufficiosamente parte del confine con il Burkina Faso e quello che non controlla è perché si scontra non con l’esercito maliano, ma con Daesh.

Redazione