Made in Italy in crescita nel mercato eurasiatico

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ITALIA Roma, 25 giugno 2013. Volano gli scambi tra l’Italia e l’Unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan nel primo trimestre 2013.

La crescita del business – secondo l’analisi del Centro studi di Intesa Sanpaolo su base Istat – è infatti del 5% con la nuova ‘troika commerciale’ asiatica (assieme Russia, Bielorussia e Kazakistan rappresentano l’83% del potenziale economico dell’ex Urss) e addirittura del 14% nell’interscambio con la sola Russia. Ma l’Unione doganale tra i 3 Paesi (a cui partecipano dal 29 maggio scorso anche Ucraina e Kyrgyzistan in qualità di paesi osservatori) è per le imprese italiane un’enorme chance commerciale in parte ancora inespressa, nonostante la crescita del 50% negli ultimi 5 anni. L’Unione doganale è nata per facilitare i rapporti commerciali con i principali partner internazionali attraverso l’istituzione di regole, in linea Wto, in favore del libero mercato. Un regime tariffario comune, la riduzione di atteggiamenti protezionistici, lo snellimento della burocrazia e gli incentivi allo scambio e agli investimenti comuni sono i capisaldi dell’Unione doganale, che può rappresentare un’autentica rivoluzione per il suo principale partner, l’Europa (con cui vanta il 60% degli scambi commerciali globali) e per l’Italia – al terzo posto tra i Paesi Ue dietro a Germania e Olanda – che nel 2012 ha fatto affari per 34,4mld di euro. Ancora meglio sta andando nel primo trimestre 2013, con un +5% raggiunto in primis da 750 imprese italiane operanti in Eurasia (4,4 mld il valore degli investimenti diretti – Ide) per lo più nei settori dell’energia, dell’agro-alimentare, della moda, delle telecomunicazioni e dell’auto. Altra nota positiva è la lieve diminuzione del saldo della bilancia commerciale, storicamente sfavorevole per il nostro Paese: le importazioni verso i tre Paesi hanno infatti segnato un +3% mentre l’export made in Italy è cresciuto dell’9,65%. In totale, dei 9mld di scambi nel primo trimestre, il nostro fabbisogno di energia e carburanti ha pesato per 6,25mld mentre l’export (soprattutto macchinari meccanici, tessile e abbigliamento) ha segnato 2,75mld, con un saldo negativo di 3,5mld di euro. Ancora più marcata la crescita italiana in Russia, secondo i dati forniti dal Centro Studi di Intesa Sanpaolo. Nel primo trimestre di quest’anno il valore degli scambi del quarto partner mondiale del Cremlino è volato a +14%, per un valore complessivo di 8mld di euro. Cresce l’export dall’Italia (+13,2%) ma cresce altrettanto l’import (+14,8%), con un saldo negativo di quasi 3mld di euro.

L’area in questione, che conta complessivamente 180mln di abitanti e un Pil complessivo da 2 trilioni di dollari, riflette un nuovo possibile eldorado per l’export italiano. Oltre alle crescenti relazioni con la Russia, infatti, sono enormi le potenzialità offerte dal ponte strategico a costo zero con gli altri 2 Paesi. Nel Kazakhstan, destinato ad entrare nella top 5 mondiale dei produttori petroliferi, gli scambi commerciali si sono sestuplicati nell’ultimo decennio, con l’Italia maggior partner commerciale Ue grazie a una quota del 13% sul totale degli scambi. Ma il nuovo hub strategico per le ventimila imprese nostrane impegnate nelle esportazioni verso i 3 Paesi eurasiatici è soprattutto un ponte fondamentale per raggiungere il completo sodalizio commerciale tra l’Unione Europea e quella eurasiatica, con l’attesa Unione economica eurasiatica, prevista a partire del 2015.

 (Fonte Associazione Conoscere Eurasia)