
Il futuro del Piano Casa non dipenderà soltanto dalle risorse disponibili, ma soprattutto dalla qualità della sua attuazione. È la convinzione espressa dal presidente del Dipartimento Sociale Nazionale di UN.I.COOP, Michele De Gasperis, che invita a considerare l’abitare come un sistema complesso fatto di servizi, inclusione e partecipazione.
Per l’esponente della cooperazione sociale, la rigenerazione urbana non può esaurirsi nella ristrutturazione degli immobili, ma deve contribuire alla nascita di quartieri più coesi e vivibili.
La proposta di UN.I.COOP parte dai Distretti dell’Economia Sociale, presentati nei mesi scorsi al CNEL, che puntano a mettere in rete cooperative, amministrazioni pubbliche, Terzo settore e realtà produttive locali.
Secondo De Gasperis, il Piano Casa dovrebbe dialogare con le strategie urbane dei territori, favorendo interventi che comprendano servizi sociosanitari, mobilità, welfare di prossimità, sviluppo economico e valorizzazione degli spazi pubblici.
UN.I.COOP ritiene inoltre fondamentale predisporre per ciascun intervento un Piano di gestione sociale dell’abitare, con obiettivi misurabili, responsabilità definite e strumenti di valutazione dell’impatto.
L’associazione conferma infine la disponibilità della propria rete cooperativa a collaborare con le istituzioni nazionali e locali nella costruzione di un modello che trasformi il recupero edilizio in un’occasione di crescita sociale, favorendo comunità inclusive e territori capaci di garantire benessere nel lungo periodo.
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