ITALIA. La Giornata della Memoria tra le tensioni Hamas Israele

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Il 23 gennaio nella sala stampa di palazzo Chigi si è svolta la Conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il Giorno della Memoria, patrocinate dal Consiglio dei Ministri. La Conferenza è stata tenuta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), Noemi Di Segni, e a cui ha partecipato anche il coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, Generale Pasquale Angelosanto. Sia per il sottosegretario Mantovano che per la presidente dell’UCEI Di Segni il Giorno della Memoria e la memoria stessa dell’Olocausto quest’anno devono ancor più essere commemorati, alla luce delle distorsioni che sono nate dopo lo scoppio delle ostilità tra Israele ed Hamas.

Il sottosegretario Mantovano ha prontamente ricordato come, quest’anno, il Giorno della Memoria si è trovato legato agli eventi in corso che stanno coinvolgendo Israele, accostando la data del 27 gennaio, quella del Giorno della Memoria, a quella del 7 ottobre 2023, momento da cui è iniziata una guerra che sta coinvolgendo proprio Israele. Il parallelismo è necessario, dal momento in cui gli eventi che si sono rincorsi dal 7 ottobre 2023 hanno facilitato il progressivo riemergere di un antisemitismo, latente, ma pur sempre presente. Infatti, sottolinea il Sottosegretario, la sovrapposizione tra la critica al governo del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e la ricerca di rendere le comunità ebraiche complici delle scelte del governo israeliano è chiaramente intollerabile, frutto di un determinismo, che porta a colpire indiscriminatamente le comunità ebraiche, alludendo così ai recenti fatti di Vicenza. 

Il Governo, rifiutando questo accostamento, ritiene che le iniziative, che partono da quelle legate alla Giornata della Memoria, serviranno a far fronte a l’emersione di quell’antisemitismo celato, che, come già rilevato da tempo dall’intelligence, è ben diffuso nel web e in ambienti accademici e che è stato reso ancora più chiaro con le recenti manifestazioni pro-palestinesi, riferendosi primariamente a quelle pro-Hamas. Proprio per tale motivo è ancor più essenziale non rinunciare alla memoria della Shoah, e ciò è dal 2009 lavoro centrale del Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

La Giornata della Memoria assume quindi la forma di una sorta di tratto di penna che sottolinea, per il Sottosegretario, ovvero la selezione che si fa quando si immagazzina nella nostra memoria ciò che si ritiene importante, degno di essere ricordato e necessario per il presente e futuro. Con la lettura del celebre scritto di Martin Niemöller sull’inerzia intellettuale dinnanzi alle politiche e alle azioni dei nazisti, il Sottosegretario ha voluto evidenziare come l’odio nei confronti di una singola confessione religiosa o popolazione, è sempre un odio ben più vasto, che nel caso degli ebrei, porta con sé anche quello per i cristiani, e in generale per gli occidentali. Su questo sfondo, il governo sta prendendo le mosse per portare avanti iniziative per la Giornata della Memoria, seguendo il percorso già tracciato con l’istituzione della Fondazione Museo della Shoa a Roma. A ciò si aggiunge l’incremento della dotazione per i viaggi della memoria per gli studenti, pari a 6 milioni di euro. 

La presidente dell’UCEI Di Segni, similmente, ha espresso timori per gli effetti a cascata degli eventi sviluppatisi a seguito del 7 ottobre 2023, e in particolare sull’affioramento di sentimenti antisemiti diffusi, anche negli ambienti accademici, politici e più istituzionali, e all’uso di parole inappropriate, come genocidio, o alterate nel contesto. Ringraziando il governo per il proprio impegno alla lotta contro questi sentimenti di odio nei confronti del popolo ebraico, la Presidente ha però ribadito che, proprio alla luce degli episodi antisemiti, si sta assistendo in alcuni ambienti della società ad un affievolimento del ricordo della Shoah, che suscitano un certo allarmismo e un consequenziale monitoraggio in Italia, a differenza di quello che succede in Israele, dove la società è molto più compatta, a prescindere dalle idee politiche e dei giudizi sull’operato del governo israeliano. In relazione agli eventi della Giornata della Memoria c’è una doverosità nel portarli avanti, secondo la Presidente, per non sottrarsi a questo momento di commemorazione. 

Gli eventi in corso nel quadrante mediorientale non devono essere strumento per mettere in ombra la Memoria, anche perché la Shoah, come ogni altra tragedia, conserva specificità e per tale ragione deve essere tutelata in sé. In Italia, poi, è anche rilevante per le responsabilità che il paese e il fascismo hanno avuto, per cui è sempre necessario interrogarsi su ciò che è stato raggiunto, puntando al lavoro dell’educazione e della cultura per una convivenza quotidiana, che non può dipendere esclusivamente dal lavoro delle forze dell’ordine. In relazione alle iniziative per il Giorno della Memoria si enunciano le decine di eventi negli atenei universitari, il Concerto “L’infanzia rubata” il 25 gennaio alle 21.00 all’Auditorium Parco della Musica, il lavoro continuo dell’International Holocaust Remembrance Alliance sulla strategia al contrasto all’antisemitismo (per la quale si punta ad un aggiornamento e ad un’approvazione formale nel 2024) a cui si aggiunge il progetto della Carta dei luoghi della memoria, ed infine la Mostra itinerante sui campi di sterminio a Venezia. Quest’anno, però, ha rimarcato la Presidente, non ci sarà la Maratona in diverse cittadine dell’Italia, per motivi di sicurezza e ciò suscita ancor più sdegno se si pensa ai casi delle adunate con il saluto romano e dei movimenti violenti di centri sociali.

Emergono nuove sfide per la lotta all’antisemitismo, che s’intrecciano agli eventi che stanno scuotendo il quadrante geopolitico mediorientale, ai problemi legati al lascito di retaggi culturali in Italia e a un problema sulla percezione di sicurezza, ma che, al tempo, stesso non affievoliscono la potente volontà della comunità ebraica di commemorare la Giornata delle memoria, di ricordare la tragedia dell’Olocausto e di premere per nuovi strumenti, anche normativi, che tutelino la sicurezza della comunità. D’altra parte il Governo conferma il sostegno alla comunità ebraica e al contrasto ai fenomeni legati all’antisemitismo, ricordando anche l’operatività nella garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza, sempre in un’ottica di necessario bilanciamento dei diritti, nei limiti costituzionali.

Marta Felici

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