Italia leader europeo nella green economy

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ITALIA – Roma 16/06/2014. Sole, acqua e vento sono sempre stati abbondanti nel Belpaese, ma fino a poco tempo fa non venivano adeguatamente sfruttati per la generazione di energia pulita.

Ora, però, la tendenza sembra definitivamente cambiata ed entro fine anno la produzione italiana di energia da fonti energetiche rinnovabili supererà quella derivante delle centrali termoelettriche alimentate a carbone e a gas naturale.

Già ad aprile, in realtà, le rinnovabili hanno sfiorato il sorpasso sulle fonti fossili, contribuendo al 49,1% della produzione netta totale di elettricità e al 43,7% della domanda. Nello specifico, tali percentuali sono state ottenute grazie ad una crescita esponenziale dell’idroelettrico (più 12% rispetto ad aprile 2013), favorito da un inverno ricco di precipitazioni a carattere nevoso e piovoso, ma anche l’eolico (+9,2%) ed il fotovoltaico (+2,3%) hanno proseguito la loro crescita che ormai dura da sette anni, mentre la produzione termoelettrica ha subito un calo del 10,2% rispetto allo scorso anno.
Questi risultati permettono all’Italia di collocarsi al vertice della classifica europea dello sviluppo della green economy. Ma c’è di più. Da uno studio della statunitense General Electric Company condotto sui 25 Stati Ocse più i Brics emerge che il nostro Paese è al terzo posto, preceduto da Danimarca e USA ed a pari merito con l’Ungheria, nella speciale graduatoria della “dinamicità”, la quale prende in esame gli sforzi fatti negli ultimi cinque anni per migliorare il mix energetico, abbassare le emissioni di Co2 e rendere più sostenibile la produzione di energia. Lo stesso report, tuttavia, mette in evidenza come le tariffe elettriche italiane mediamente tendano a crescere di più rispetto agli altri Paesi.
Il progresso delle FER, incoraggiato da incentivi e nuove tecnologie, rappresenta la volontà dell’Italia di recepire le richieste dell’Unione Europea in materia di riduzione dei consumi energetici nei settori elettrico, trasporti e termico mediante le fonti verdi per una quota del 17% entro il 2020 e l’esigenza di allinearsi ad una tendenza di sviluppo sostenibile prevalente ormai in quasi tutto il mondo. Secondo l’International Energy Agency (IEA), infatti, entro i prossimi tre anni la produzione globale da fonti rinnovabili supererà quella da gas e sarà il doppio di quella da fonte nucleare, inoltre nel prossimo quinquennio la crescita delle energie pulite sarà del 40%, tanto che alla fine del 2018 la potenza complessiva installata sarà pari a un quarto del totale.
Una recente ricerca curata da Clean Edge, istituto americano specializzato nel mercato delle tecnologie pulite, ha reso noto che negli ultimi anni ad incentivare con maggiore decisione lo sviluppo delle energie rinnovabili sono soprattutto Stati Uniti ed alcuni Paesi emergenti, in primis la Cina, e tra le clean technologies il fotovoltaico ha i margini di crescita maggiori, per tale ragione entro il 2021 la potenza generata da impianti fotovoltaici dovrebbe superare quella generata dai parchi eolici.
Ma l’energia pulita ha un suo costo. In Italia secondo l’AEEG gli incentivi alle rinnovabili nel 2014 graveranno sulle bollette per 12 miliardi di euro. È bene precisare, però, che attualmente ai consumatori italiani un impianto fotovoltaico, ad esempio, costa un terzo rispetto a cinque anni fa, mentre ai produttori 1 KWh di energia rinnovabile viene pagato di più di 1 KWh di energia “tradizionale”.