#ISRAELYEMENWAR. Yemen: fallisce la coalizione araba, USA pronti a intervenire per dividere la regione in favore di Israele. Ansar Allah si rafforza

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L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dallo Yemen come secondo membro chiave della coalizione guidata dall’Arabia Saudita segnala il fallimento della strategia militare della coalizione e un ulteriore spostamento degli equilibri di potere a favore di Ansar Allah. Questa mossa indebolisce il governo in esilio e intensifica gli scontri interni tra il Consiglio di Transizione Meridionale (STC) e le fazioni sostenute dall’Arabia Saudita nello Yemen meridionale e orientale, e potrebbe spingere i gruppi del sud a dichiarare la secessione e a corteggiare gli sponsor stranieri.

Il ritiro degli Emirati Arabi Uniti dallo Yemen, quindi, segna una grave battuta d’arresto e una svolta nella guerra civile del Paese. Le conseguenze principali includono fratture all’interno della coalizione saudita-emiratina, un grave indebolimento del governo in esilio, il rafforzamento di Ansar Allah, un crescente vuoto di potere nel sud e il rischio di un coinvolgimento più profondo da parte di un altro attore esterno, potenzialmente gli Stati Uniti che cercheranno una frammentazione in Yemen in favore della gestione della regione pro Israele. 

L’uscita emiratina dal dossier Yemen equivale a un fallimento del progetto di “coalizione araba”; negli ultimi anni, l’Arabia Saudita ha perso due partner principali, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, in operazioni congiunte. Anche se è troppo presto per trarre conclusioni definitive. 

L’influenza degli Emirati Arabi Uniti sulle isole strategiche dello Yemen come Socotra, Abd al-Kuri, Mayun e altre fa parte di un progetto più ampio per il controllo delle rotte marittime attraverso il Golfo di Aden e il Mar Rosso, rafforzato da accordi formali con il governo in esilio e sostenuto da stati occidentali e Israele.

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte yemenita aggiornata alle ore 14:00 del 3 gennaio. 

Prosegue l’operazione del governatore di Hadramaut “Taking Over of Camps” che invita la popolazione della provincia a svolgere il proprio ruolo nazionale e storico. I Fronti Hadhramaut e Al-Mahra: A Hadhramaut, le linee del fronte a nord rimangono invariate, con Al-Khasha‘a che funge da principale linea di contatto. Le città di Al-Qatn, Tarim e Seiyun nel Wadi Hadhramaut sono ancora sotto il controllo meridionale. Le forze di Al-Dara‘ Al-Watani (Scudo Nazionale) si sono ridistribuite a Ramah e Thamud nel deserto nord-orientale e hanno preso posizione lungo il confine tra Yemen e Arabia Saudita, probabilmente preparandosi a spostarsi verso Al-Sawm, sul lato orientale del Wadi Hadhramaut.

I combattimenti continuano tra le forze d’élite Hadhrami, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, e i combattenti tribali del Consiglio Tribale Hadhramaut intorno a Ghayl Bin Yamin, così come a Wadi Khard e Al-Ays, sulla costa dell’Hadhramaut. Di recente, i combattenti tribali hanno ripreso la base di Nohub e respinto le forze dell’STC dalle periferie di Wadi Khard e Al-Ays.

Ad Al-Mahra, il Generale Barjash, comandante della Seconda Regione Militare, ha ribadito il suo sostegno all’STC e ha dichiarato che non cederà le sue posizioni alle forze dello Scudo Nazionale sostenute dall’Arabia Saudita. Ha inoltre esortato i civili a tenersi lontani da siti e installazioni militari.

Fronte di Abyan: “Sugli assi settentrionali di Abyan, le operazioni dell’STC contro elementi di Al-Qaeda stanno procedendo lentamente e hanno prodotto pochi risultati tangibili. Le cellule di Al-Qaeda continuano a operare in segreto. A parte l’integrazione delle forze di reazione rapida del distretto di Jishan, non si sono verificati cambiamenti significativi”.

Fronti di Marib e Al-Jawf: Unità della Brigata dei Giganti si sono ritirate da Harib e Al-Abdiyah (a sud di Marib), così come dai fronti di Kitaf e Al-Baqa nel nord di Saada, ridistribuendosi a Hadhramaut e Shabwah. Questo ridistribuimento ha indebolito le linee rivolte verso Ansar Allah, dando ai combattenti della resistenza yemenita l’opportunità di riprendere l’avanzata da Harib verso Shabwah occidentale in caso di futuri scontri.

Non si sono registrati cambiamenti significativi sugli altri fronti e le Forze Armate yemenite (allineate con Ansar Allah) continuano a osservare il cessate il fuoco in vigore dal 2023.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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