#ISRAELIRANWAR. USA: “Yemen – Arabia Saudita, solo scaramucce”. Chiusa la via del petrolio Saudita per la UE a causa degli attacchi a Yanb. IDF: Hezbollah si prepara alla guerra

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Secondo un rapporto di Erem News il governo statunitense starebbe valutando una proposta iniziale per una “tregua petrolifera” con l’Iran, un piano incentrato sulla creazione di passaggi sicuri per le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Le fonti affermano che l’obiettivo di questo piano è ridurre il rischio di interruzioni nei flussi di petrolio e stabilire un quadro operativo per garantire la sicurezza del transito delle navi; tuttavia, non è ancora chiaro come l’Iran e i paesi della regione reagiranno a questa proposta. 

E ancora, riguardo all’Iran e agli Stati Uniti, l’organo di controllo del Pentagono ritiene che lo sforzo bellico contro l’Iran stia vacillando a causa della carenza di munizioni e di “colli di bottiglia” nella produzione; la fabbricazione di motori a razzo a propellente solido, la disponibilità di esplosivi e carburante di alta qualità e il reclutamento di manodopera specializzata rappresentano infatti le maggiori criticità logistiche che attualmente ostacolano l’Operazione Epic Fury.

In merito alla questione Arabia Saudita – Houthi, l’ambasciatore USA in Israele: “Non credo che la situazione sia grave quanto sembra. Stiamo assistendo indubbiamente ad alcune scaramucce tra Arabia Saudita e Yemen, ma la situazione non è effettivamente degenerata coinvolgendo l’intera regione. E questa è una buona notizia. Gli Stati Uniti e gli Houthi restano impegnati a rispettare il cessate il fuoco, e questo è un fatto positivo”. Gli Houti oggi hanno cominciato a colpire la regione di Hadramawt. Secondo Bloomberg, il Primo Ministro britannico Andy Burnham sta valutando la possibilità di fornire aiuti militari all’Arabia Saudita per la sua lotta contro gli Houthi, incluso l’invio di consiglieri militari a Riad. Secondo fonti diplomatiche, ci sono state comunicazioni tra “Israele” e l’Arabia Saudita, con la mediazione degli americani, per fornire all’Arabia Saudita supporto di intelligence contro il movimento “Houthi”.

Nel frattempo le operazioni di carico del petrolio sono state sospese a Yanbu: “L’Arabia Saudita ha informato le raffinerie di petrolio europee che le spedizioni di greggio previste per questo mese sono state cancellate in seguito alla chiusura dell’oleodotto Est-Ovest”.

Secondo l’Agenzia israeliana per l’energia atomica: In Iran sono presenti 440 kg di uranio arricchito, quantità equivalente a 10 bombe nucleari. Sempre da Israele si apprende che la giornalista, Nqaa Hamed, di Press TV che filmava le incursioni dei coloni in Cisgiordania è stat arrestata dalla polizia di Israele a sud-est di Betlemme.

Dallo Yemen, ​​Muhammad Al-Bukhaiti, membro dell’ufficio politico di Ansarallah arriva una dichiarazione: “Il Sud [dello Yemen] ha la sua gente, ed è essa la più titolata a governarlo.” «L’Arabia Saudita dovrebbe togliere la mano da loro.» Ciò conferma che Ansarallah non sta cercando di conquistare Aden con la forza, bensì di stabilire buoni rapporti con uno Stato yemenita meridionale indipendente”.

In Iran vengono segnalati diffusi disservizi al sistema di posizionamento globale (GPS) tramite le applicazioni “Waze” e “Google Maps” in diverse località del Paese.

Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornata alle ore 15:30 del 15 settembre. Secondo i dati del Congressional Research Service, le perdite dell’aviazione statunitense durante la guerra con l’Iran sono state le seguenti: 4 × F-15E distrutti; 1 × F-35A danneggiato dal fuoco nemico; 1 × A-10 distrutto; 7 × KC-135 danneggiati o distrutti; 1 × E-3 danneggiato; 1 × HH-60W danneggiato; 4 × AH-6 distrutti dalle forze statunitensi; 1 × AH-64 abbattuto; 1 × MH-60 precipitato; 1 × MQ-4C precipitato: Circa 30 MQ-9 distrutti. Axios ha riferito la dichiarazione di un funzionario statunitense: “Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana ha utilizzato delle imbarcazioni nel tentativo di sequestrare una nave della marina statunitense nello Stretto di Hormuz”.

Le IDF hanno annuncia l’arresto di un giovane palestinese di Kafr Qasim, sospettato di aver tentato di fabbricare ordigni esplosivi e di aver pianificato un attentato contro una sede dell’azienda tecnologica “Amdox”.

Continuano gli attacchi. Gaza da parte delle IDF: Due esplosioni nella città di Gaza a ovest di Gaza City. Due incursioni militari israeliane hanno avuto luogo nel quartiere di Sheikh Radwan, a nord della città di Gaza, un morto e diversi i feriti. Il bombardamento israeliano ha colpito dei palestinesi all’ingresso della moschea di al-Furqan, sulla Terza Strada nel quartiere di Sheikh Radwan (Gaza City), uccidendo Sharif Shadi Labad, paramedico della Protezione Civile di Gaza, e il bambino Muhammad Abd al-Zainati, oltre a ferire altre persone. Veicoli delle IDF aprono il fuoco verso aree a sud di Khan Yunis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza.


Segnalazioni preliminari di un investimento intenzionale (incidente di tipo “hit-and-run”) vicino all’insediamento israeliano di Ariel, nel nord della Cisgiordania.

Ulteriori attacchi israeliani registrati in Libano. In una sola ora nel pomeriggio del 15 settembre: otto attacchi aerei condotti da caccia israeliani nel Libano meridionale. 2 attacchi nell’area di Al-Mansouri; Un attacco tra i villaggi di Zoutar e Mifdoun: Un attacco tra i villaggi di Zoutar e Nabatieh al-Fawqa; Un attacco nell’area di Wadi Zabqin; Un attacco nell’area di Wadi Serbin.; Un attacco nell’area di Al-Qantara; Un attacco nell’area di Hanin.

Il sito web israeliano Walla riferisce che gli ufficiali del Comando Settentrionale avvertono che la permanenza dell’esercito israeliano in posizione statica all’interno del territorio libanese comporta un rischio a lungo termine e potrebbe causare perdite. Gli ufficiali avvertono che Hezbollah non manterrà indefinitamente una totale moderazione senza sferrare una risposta significativa. Secondo le valutazioni, la leadership dell’organizzazione sta monitorando attentamente gli sviluppi riguardanti l’Iran, poiché la situazione dipende da Teheran. Gli ufficiali osservano che il gruppo ha già iniziato a rafforzarsi e a prepararsi per la fase successiva, incrementando l’uso di droni guidati a fibra ottica, rivelatisi efficaci nei recenti scontri. E ancora avvertimento da parte di ufficiali militari: “Hezbollah si prepara alla guerra” Ufficiali militari in Israele affermano che vi sono prove indicanti come Hezbollah stia radunando forze in preparazione al lancio imminente di una guerra contro Israele”.

L’Esercito israeliano: “Ieri (lunedì), durante le operazioni nell’area di Mount Ross (Har Dov), le forze della Brigata di Montagna (810) hanno rinvenuto una rampa di lancio e dei razzi appartenenti a Hezbollah. L’IDF non permetterà a Hezbollah di nuocere ai cittadini dello Stato di Israele o alle sue forze, e continuerà a operare per eliminare le minacce in conformità con l’accordo di cessate il fuoco”.

Attacchi aerei statunitensi colpiscono aree desertiche siriane.

Sono state diffuse immagini satellitari che mostrano la distruzione e le conseguenze in Arabia Saudita a seguito di attacchi presumibilmente condotti dalle forze di Ansarallah in risposta al bombardamento di obiettivi civili e residenziali. Nel pomeriggio del 15 settembre le sirene di allarme aereo stanno suonando in Arabia Saudita in seguito a un attacco su larga scala lanciato dagli Houthi. Il Principe ereditario Mohammed bin Salman arriva in Egitto.

La scorsa notte, l’Arabia Saudita ha probabilmente lanciato per la prima volta missili balistici cinesi DF-15A contro obiettivi controllati dagli Houthi. L’Aeronautica militare saudita ha colpito una torre di comunicazione degli Houthi in Yemen.

Il Portavoce del movimento Ansar Allah in Yemen, Mohammed Abdul-Salam: “Il regime saudita prosegue i suoi attacchi contro lo Yemen, con oltre 350 raid in pochi giorni che hanno colpito proprietà pubbliche e private, causando vittime tra la popolazione civile”. “Riguardo alla recente operazione nella regione costiera occidentale, la situazione si è normalizzata”. “Le istituzioni statali sono presenti e svolgono le loro funzioni al servizio della popolazione; non si sono verificati atti di rappresaglia, il che riflette l’impegno etico e umanitario dell’esercito yemenita. Al contrario, l’Arabia Saudita continua la sua strategia di ricatto e intimidazione verso la comunità internazionale, citando minacce alla navigazione nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb e diffondendo informazioni false e prive di fondamento reale, nel tentativo di trascinare alcune parti internazionali nelle sue inutili avventure in Yemen e di ripetere tentativi già rivelatisi fallimentari”.

Gli Houthi continuano la loro marcia verso sud. L’obiettivo dell’attacco a Taif era una base militare; le sirene di allarme aereo sono risuonate anche in una zona della regione della Mecca. In direzione di Taizz, gli Houthi sono avanzati in quattro aree. A nord, il gruppo è avanzato verso sud-est all’interno del distretto di Jabal Habashi, nel tentativo di ricongiungersi con i propri compagni che stanno avanzando nella stessa zona. Ansar Allah prende di mira un convoglio militare nell’area di ‘Abra’, nella provincia di Hadhramaut, utilizzando droni.

Negli ultimi quattro giorni, le forze sostenute dall’Arabia Saudita hanno subito circa 275 perdite (tra morti, feriti e catturati) negli scontri sul fronte di Al-Jawf. Inoltre, 85 veicoli e mezzi corazzati appartenenti alle forze lealiste saudite sono stati distrutti o messi fuori uso durante gli scontri sul fronte di Al-Jawf.

Ampie zone della regione nord-occidentale della provincia yemenita di Lahij sono state prese e le forze Houthi di Ansar Allah ne hanno assunto il pieno controllo. Le milizie sostenute dagli Emirati Arabi Uniti (note come brigate “Al-Ujala”) si sono ritirate dalla maggior parte delle aree nella parte sud-occidentale del governatorato di Lahij, a seguito di significativi avanzamenti delle forze di Ansar Allah. Si monitora da vicino l’avanzata del movimento Ansar Allah anche verso l’area di Falh, nel governatorato di Marib.

Incidente nello Stretto di Hormuz. Un’imbarcazione ha riportato danni dopo essere stata colpita da un missile lanciato nella sua direzione. L’Iran rivendica l’abbattimento di un terzo drone MQ-1 appartenente all’esercito americano distrutto dal sistema di difesa aerea del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nello spazio aereo sopra lo Stretto di Hormuz.

Il vicegovernatore della provincia iraniana di Hormozgan ha dichiarato che due pescherecci, situati vicino al porto di Kargen nel Golfo Persico, sono stati attaccati da un drone statunitense. Diversi pescatori risultano dispersi e sono in corso le operazioni di ricerca. Secondo Barak Bitish di Canale 15 Israele : “L’Institute for International Security and Science ha rivelato che, nelle ultime settimane, l’Iran ha bloccato gli ingressi dei tunnel occidentali presso il sito “Mount Axe” usando la sabbia. La copertura arriva dopo le minacce di Trump discolpare il sito.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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