#ISRAELIRANWAR. USA – Iran continua la tregua armata. Petroliere iraniane sfondano il blocco statunitense. Libano: continuano le operazioni IDF nel sud del Paese

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È stata una notte intensa quella tra il 7 e l’8 maggio nello stretto di Hormuz e nel sud dell’Iran. Secondo fonti social OSINT E HUMINT quattro eventi hanno segnato il paese tra il 7 e l’8 maggio. Segnalate attività di difesa aerea iraniana a Malard contro micro-droni (alcune fonti parlano di un test di difesa aerea), nessun incidente; la difesa aerea nel sud ha intercettato con successo 2 droni ostili; presunti attacchi/esplosioni a un molo nel sud; la Marina statunitense ha attaccato una petroliera iraniana e le forze iraniane hanno risposto al fuoco attaccando la nave della Marina statunitense. Israele ha negato qualsiasi coinvolgimento in ostilità contro l’Iran. Secondo Teheran oltre che al coinvolgimento statunitense vi sarebbe quello degli Emirati Arabi Uniti.

Il ministro degli Esteri Marco Rubio l’8 maggio: “Dobbiamo ricevere una risposta dall’Iran e spero che questo ci porti a un serio processo negoziale”. Gli attacchi di giovedì erano separati dall'”Operazione Mighty Fury”.

Gli esiti di questi quattro eventi non sono al momento molto chiari. Sia gli Stati Uniti che l’Iran hanno delle versioni che divergono notevolmente. Inoltre il ministro degli Esteri iraniano, Araghchi, smentisce il rapporto della CIA e afferma che la capacità di lancio di missili e droni è aumentata e si attesta al 120% anziché al 70%, come dichiarato dalla CIA.

Secondo un giornalista iraniano, gli Stati Uniti hanno tentato di far entrare clandestinamente 3 cacciatorpediniere della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz, ma hanno incontrato la reazione delle forze armate iraniane.

Il Comando militare congiunto iraniano Khatam Al Anbiya ha dichiarato: “L’esercito americano, ha violato il cessate il fuoco prendendo di mira una petroliera iraniana in navigazione dalla costa iraniana nella zona di Jask verso lo Stretto di Hormuz e un’altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz, di fronte al porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Contemporaneamente, hanno lanciato attacchi aerei contro aree civili in collaborazione con alcuni paesi della regione sulle coste di Bandar Khamir, Sirik e dell’isola di Qeshm. Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran hanno immediatamente reagito attaccando navi militari americane nella parte orientale dello Stretto di Hormoz e a sud del porto di Chabahar, causando loro danni significativi. L’America […] e i paesi che la sostengono devono sapere che la Repubblica Islamica dell’Iran, come in passato, risponde con forza e senza la minima esitazione a qualsiasi aggressione e invasione”. Secondo l’Iran: “Il monitoraggio dell’intelligence indica danni e 3 navi nemiche si sono rapidamente allontanate dall’area dello Stretto di Hormuz”.

Fox News ha confermato che gli Stati Uniti hanno attaccato una base navale a Minab. L’esercito statunitense afferma che “nessun obiettivo statunitense” è stato colpito. “Le forze iraniane hanno lanciato diversi missili, droni e piccole imbarcazioni mentre le navi USS Truxtun (DDG 103), USS Rafael Peralta (DDG 115) e USS Mason (DDG 87) transitavano nel canale marittimo internazionale” — CENTCOM.

Negli ultimi tre giorni di tregua armata si sono contati i seguenti eventi: il porto di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti è stato attaccato, un attacco che l’Iran ha negato. Arabia Saudita e Kuwait hanno bloccato l’accesso degli Stati Uniti alle loro basi aeree, ritenendo che Trump avesse minimizzato l’attacco a Fujairah. Gli Stati Uniti sono stati costretti a interrompere il “Progetto Freedom”. Giovedì a mezzogiorno, gli Stati Uniti hanno attaccato una petroliera iraniana nello Stretto di Hormuz.

Arabia Saudita e Kuwait hanno poi revocato la decisione di limitare l’accesso degli Stati Uniti alle loro basi aeree. L’Iran ha attaccato tre navi della US Navy che stavano tentando di attraversare lo Stretto. Gli Stati Uniti hanno attaccato l’isola di Qeshm e Minab in risposta agli attacchi iraniani a Fujairah e alle sue navi. L’Iran ha nel contempo abbattuto 2 droni ostili.

Gli Stati Uniti affermano che il cessate il fuoco non è ancora terminato.

Nel dettaglio: la sera del 7 maggio, gli Stati Uniti hanno attaccato una nave mercantile civile iraniana vicino alle acque di Minab, provocandone l’incendio. A bordo c’erano 15 marinai, 10 dei quali sono rimasti feriti e trasportati in ospedale, mentre gruppi locali e squadre di ricerca stanno cercando di accertare le condizioni degli altri 5 marinai — ha dichiarato il governatore di Minab all’agenzia Mehr.

Nella mattinata dell’8 maggio la Marina iraniana ha pubblicato un filmato che mostra il sequestro della petroliera “Ocean Koi”, che aveva violato le norme di sicurezza, avvenuto la scorsa notte. I commando della Marina iraniana, durante un’operazione speciale, hanno sequestrato e abbordato la petroliera “Ocean Koi”, che aveva tentato di “interrompere le esportazioni di petrolio”.

Questa petroliera sanzionata dagli Stati Uniti, è la JIN LI (precedentemente denominata OCEAN KOI), batte bandiera delle Barbados e, secondo la sua ultima posizione AIS di circa 34 ore fa, è stata avvistata nelle vicinanze di Barka, in Oman. Secondo una dichiarazione del Dipartimento di Relazioni Pubbliche dell’Esercito iraniano, questa petroliera avrebbe tentato di sfruttare la situazione preesistente per danneggiare e interrompere le esportazioni di petrolio iraniano e gli interessi della nazione iraniana. In base a una direttiva del Consiglio Nazionale di Sicurezza Nazionale (SNSC) e a un ordine giudiziario, è stata sequestrata dalla Marina iraniana.

La petroliera iraniana “HASNA”, che è stata colpita da un F/A-18 statunitense, è stata avvistata (segnale AIS) vicino allo Stretto di Hormuz 12 ore fa. Ieri le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che gli Stati Uniti hanno attaccato una petroliera iraniana in acque internazionali, costringendoli a reagire prendendo di mira i cacciatorpediniere statunitensi. Potrebbe trattarsi della petroliera di cui parlavano.

Il centro specializzato di tracciamento marittimo “TankerTrackers” ha riferito che negli ultimi due giorni, tre petroliere vuote appartenenti alla Compagnia Nazionale Iraniana di Petrolio, dopo essersi dirette verso l’Iran e aver attraversato la zona economica esclusiva del Pakistan, sono riuscite a superare la linea di difesa e il blocco della Marina statunitense.

Secondo il rapporto, queste petroliere, dirette verso l’Iran, sono riuscite ad attraversare l’area di sorveglianza delle forze statunitensi. Le tre petroliere hanno una capacità complessiva di circa 5 milioni di barili di petrolio greggio iraniano.

Inoltre, nonostante la forte censura da parte degli Emirati Arabi Uniti, stanno circolando filmati che mostrano quello che sembra essere fumo che si alza da un sito colpito all’aeroporto di Dubai. Fox News afferma che gli Stati Uniti hanno bombardato diverse petroliere VLCC vuote che stavano cercando di tornare in Iran e aggirare il blocco. Gli iraniani hanno negato. 

E mentre Iran e Stati Uniti continuano a scontrarsi nello stretto di Hormuz,  in Israele si registravano attacchi di Hezbollah dal Libano. 

Il portavoce dell’esercito israeliano ha riferito: “in due incidenti separati, Hezbollah ha lanciato alcuni colpi di mortaio e razzi lanciati contro le nostre forze nel Libano meridionale”. I media israeliani riferiscono di atterraggio di elicotteri militari per l’evacuazione presso l’ospedale Ziv di Safed e l’ospedale Rambam di Haifa, provenienti dal Libano meridionale

Un raid israeliano ha preso di mira la periferia della città di Sarira nella Bekaa occidentale. In risposta Hezbollah ha preso di mira la piattaforma Iron Dome a Jal al-Allam, a Tayibe si registra un’operazione di Hezbollah contro le forze israeliane. Salva di razzi di Hezbollah contro le IDF est della città di Bayyada con una salva di razzi

Attacco israeliano alla città di Harouf. E ancora Incursione tra le città di Ayta e Arki nel Libano meridionale. Raid nella città di Shaqra e a Zawtar al-Gharbia. 

In Iraq i media curdi iraniani: “Oggi il nostro quartier generale è stato oggetto di attacchi con droni nella regione del Kurdistan iracheno”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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