
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la visita del primo ministro iracheno Ali Al-Zaidi negli Stati Uniti ha rilasciato diverse dichiarazioni. In riferimento all’Iraq a parte ricordare che ha ucciso Qassem Soleimani, numero uno dei Pasdaran a Baghdad ha detto che considera il paese medio orientale un partner strategico. Ricordiamo che l’Iraq è il terzo produttore di petrolio OPEC.
Nei confronti della ripresa della guerra con l’Iran dopo aver detto che per ora l’America si è limitata a colpire gli impianti militari, notizia smentita da immagini che mostrano industrie dell’acqua a Illam e la Kish Water and Electricity Engineering colpite, ha minacciato che se non si aprirà lo Stretto: “La prossima settimana attaccheremo centrali elettriche e ponti, a meno che gli iraniani non si siedano al tavolo delle trattative”.
Il Presidente ha anche detto che: “Chiunque abbia a che fare con Hezbollah sarà soggetto a Sanzioni previste da una legge che stiamo cercando di far approvare”. E ancora ha detto: “Ridurremo i costi statunitensi per la NATO”. Infine ha dichiarato che: “Penso che il Medio Oriente, che ci crediate o no, si stia unendo. Ci stiamo sbarazzando del prepotente del Medio Oriente. L’Iran era il prepotente del Medio Oriente. Hanno prevaricato l’Iraq. Hanno vessato ogni paese. C’era paura in tutto il Medio Oriente. Ora non c’è più paura”.
Il 15 luglio: “Oggi, l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro sta intensificando i suoi sforzi per interrompere e indebolire la rete di spedizioni illecite e di elusione delle sanzioni di Mohammad Hossein Shamkhani (Shamkhani). Questa azione rientra nell’ambito degli sforzi in corso del Tesoro per aumentare la pressione economica sul regime iraniano dopo la ripresa degli attacchi destabilizzanti nello Stretto di Hormuz. La rete di Shamkhani rimane una forza trainante per le esportazioni di petrolio iraniano e si è espansa nel trasporto marittimo globale di container e nel commercio di materie prime”, – Dipartimento del Tesoro.
I media israeliani riportano che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu probabilmente incontrerà il Presidente Trump lunedì 20 luglio e che il Presidente libanese Joseph Aoun dovrebbe incontrare Trump martedì 21 luglio. Il dialogo Israele Libano prosegue a Roma in Italia, sesto round di colloqui.
Il 15 luglio, l’autorità aeronautica del regime israeliano ha emesso una direttiva urgente alle unità di controllo del traffico aereo, consentendo agli aerei cisterna americani di atterrare nuovamente all’aeroporto Ben-Gurion. Secondo quanto riportato dai media israeliani, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha protestato ufficialmente con l’esercito israeliano e i funzionari americani hanno contattato i capi della sicurezza israeliani per esprimere la loro rabbia per la decisione. I danni all’aeroporto Ben-Gurion hanno raggiunto i 700 milioni sicli (valuta israeliana) entro la fine del mese scorso, e le previsioni dicono che se gli aerei cisterna americani non verranno rimossi dall’aeroporto, i danni raggiungeranno i 2 miliardi di shekel entro la fine dell’anno.
Continuano le tensioni tra gli Haredi e il governo Netanyahu : “Brucerai a Gaza dentro un carro armato”… Un colono Haredi affronta un soldato israeliano durante una manifestazione contro la coscrizione nell’esercito di occupazione a Gerusalemme”.
Sempre il 15 luglio in un comunicato stampa del Movimento palestinese Al-Ahrar in merito alla continua detenzione da parte di Israele di (43) prigionieri della Striscia di Gaza dopo la scadenza delle loro condanne: “Condanniamo la continua detenzione da parte delle autorità di Israele di 43 prigionieri della Striscia di Gaza, nonostante la scadenza delle loro condanne, un comportamento che conferma ancora una volta il disprezzo di Israele per tutte le leggi e le convenzioni internazionali”.
[…] Chiediamo al Comitato Internazionale della Croce Rossa, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni per i diritti umani di intraprendere azioni serie ed efficaci per fare pressione su Israele affinché li rilasci immediatamente, e di non accontentarsi di dichiarazioni di condanna che non dissuadono più Israele dal continuare i suoi crimini. […]
Il presidente libanese Joseph Aoun ha chiesto il permesso alle autorità israeliane per riparare una conduttura idrica danneggiata dopo che un attacco di droni israeliani ha distrutto una tubatura che riforniva d’acqua un quartiere di Tiro, in Libano.
Abu Mujahid Al-Assaf, funzionario della sicurezza di Kata’ib Hezbollah in Iraq milizia legata all’Iran ha dichiarato a seguito della risposta di Ansar Allah agli attacchi sauditi: “Salutiamo le azioni dei nostri fratelli in Yemen e dichiariamo il nostro pieno sostegno […] per rompere il blocco imposto da Al Saud e porre fine all’influenza di Al Zayed, che ha solo aumentato le sofferenze del popolo yemenita oppresso […].
Hegset, ministro per la Guerra ha dichiarato che la missione internazionale in Iraq “entro la fine del prossimo settembre”.
Il Kuwait a seguito degli stacchi iraniani ha dichiarato: “La continua aggressione dell’Iran e dei suoi agenti in Iraq è una palese violazione della sovranità del Kuwait”.
Nel pomeriggio del 15 luglio una delegazione iraniana da Teheran è arrivata in Qatar.
Il Portavoce delle forze armate Yemenite, Generale di Brigata Yahya Sare’e: “Le forze armate affermano di essere pronte e vigili contro qualsiasi violazione dello spazio aereo e della sovranità del Paese, e non resteranno inerti di fronte ad alcuna aggressione […]”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian: “risponderemo alla retorica di Trump con i fatti e difenderemo ogni centimetro del nostro territorio”. Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi: “Gli Stati Uniti sono intervenuti e hanno violato tutti i loro impegni previsti da questo Memorandum d’intesa. Con l’azione annunciata stasera dagli Stati Uniti – la revoca del blocco navale iraniano – gli Stati Uniti hanno di fatto accantonato tutti i loro impegni previsti dall’Accordo di Islamabad. Hanno completamente smantellato il Memorandum d’intesa di Islamabad”.
Le forze armate Iraniane: “Durante la settima fase dell’Operazione Tuono, abbiamo preso di mira il sito di schieramento dei caccia F/A-18, un complesso residenziale militare e un grande deposito di equipaggiamento statunitense presso la base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania, utilizzando droni kamikaze. L’era degli attacchi mordi e fuggi è finita. Qualsiasi aggressione contro la nostra terra, il nostro mare o la nostra aria non resterà impunita e avrà un prezzo adeguato. Le nostre operazioni contro le basi militari statunitensi continueranno fino alla vittoria finale”.
Mohammad Reza Aref, vicepresidnete, ad Al Mayadeen: “Ciò che sta accadendo a Hormuz è un pretesto per attuare piani di egemonia sulla regione”. “Alla luce dei fatti giuridici, speriamo di poter affermare la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz”.
Gharibabadi, Vice Ministro degli Esteri: “Washington sta minacciando gli Stati membri della Corte penale internazionale con sanzioni, revoche di visti e pressioni politiche affinché smettano di cooperare con la Corte, al fine di proteggere funzionari e militari dei regimi americani e israeliani; un palese ricatto e intimidazione per soffocare la giustizia prima che raggiunga gli imputati sionisti americani”.
Nel frattempo arriva una smentita: “la Compagnia di Distribuzione dell’Elettricità di Teheran non ha pubblicato alcun programma di interruzione di corrente”. Ha detto il Vice Direttore Vendite e Servizio Clienti della Compagnia di Distribuzione dell’Elettricità di Teheran: Gli abbonati di Teheran possono ottenere informazioni sugli orari delle restrizioni e delle interruzioni di corrente nella loro zona di residenza solo attraverso i canali annunciati dalla Compagnia di Distribuzione dell’Elettricità di Teheran.
Ed ora uno sguardo gli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 16:00 del 15 luglio. Il Comando Centrale degli Stati Uniti: “Abbiamo deviato due navi mercantili che tentavano di rompere l’assedio dei porti iraniani sin dalla sua ripresa”. “Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha completato una serie di attacchi mattutini contro l’Iran alle 7:30 ET del 15 luglio”. CENTCOM ha lanciato munizioni di precisione contro sistemi di difesa costiera e siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull’isola di Greater Tunb durante l’ondata di 90 minuti. Gli attacchi hanno ulteriormente ridotto la capacità dell’Iran di attaccare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz.” – Comando Centrale degli Stati Uniti.
Nella notte nuove andate di lanci dall’Iran verso la Giordania, si è registrato un impatto in azione la difesa aerea.
Aerei Israeliani hanno lanciato un raid sul quartiere di Sheikh Ajlin a Gaza City il 14 sera. Un morto e un ferito nel bombardamento secondo fonti palestinesi. Nel pomeriggio del 15 luglio un drone israeliano ha colpito campo di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, ci sarebbe stato un ferito.
In Cisgiordania coloni sparano colpi di arma da fuoco dal nuovo avamposto a ovest del villaggio di Al-Mughayyir contro un veicolo i cui proprietari stavano cercando di raggiungere la loro terra nella zona, a nord-est di Ramallah. Giovani palestinesi hanno lanciato molotov contro le IDF durante un raid nella città di Sebastia, a nord-ovest di Nablus.
In Libano nella sera del 14 luglio una forte esplosione è stata udita nel Libano meridionale, si apprende da fonti locali ch il suono è stato causato da un’esplosione effettuata dalle fIDF nella città di Kafr Tibnit, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Il 15 luglio rinnovati bombardamenti di artiglieria israeliana sulla città di Houla. Voli di droni israeliani sulle città di: Ansar – Mahmoudiyah – Al-Aishiyah – Qabrikha – Houmin Al-Fawqa – Habouch – Deir Al-Zahrani – Shumran. Venerdì 17 luglio si terrà una riunione virtuale (online) dell’esercito libanese per discutere i dettagli militari, definire in via definitiva le due aree sperimentali e stabilire la data di inizio dell’attuazione.
Un drone non identificato si è schiantato vicino al porto di Faw, nel sud dell’Iraq.
Il Kuwait è stato attaccato il 14 sera l’esercito kuwaitiano afferma di aver intercettato 6 missili e 33 droni. Una nave da guerra dell’esercito kuwaitiano è stata presa di mira e 4 membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Il 15 notte un drone iraniano ha colpito un magazzino in Kuwait. L’Iran ha colpito simultaneamente le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein.
Anche le basi usa in Bahrein sono state nuovamente colpite da attacco iraniano, potrebbero essere state utilizzate per la prima volta testate a grappolo. Un drone iraniano ha colpito la zona industriale di Ma’ameer in Bahrein. Più di 30 esplosioni segnalate in Bahrein prima della mezzanotte del 14 luglio, altre esplosioni almeno due registrate nelle prime ore del 15 luglio. Registrata attività di elicotteri statunitensi nei cieli del Bahrein.
Immagini satellitari del 15 luglio mostrano l’impianto di manutenzione degli aerei militari statunitensi presso la base aerea di Al Udeid in Qatar, prima e dopo l’attacco iraniano.
Le forze armate Ansarallah dello Yemen avvertono le compagnie aeree passeggeri di non sorvolare lo spazio aereo saudita fino alla revoca del blocco dell’aeroporto internazionale di Sana’a. Hanno rivendicato l’abbattimento di un aereo da ricognizione saudita “Wing Loong II” in territorio yemenita.
Nonostante le dichiarazioni di CENTCOM, un filmato di una nave mostra che questa è stata colpita dopo aver seguito il consiglio di Washington e ignorato gli avvertimenti dell’Iran nello Stretto di Hormuz.
Molti gli impatti in Iran nella notte tra il 14 e 15 luglio da attacchi americani. Il Ministro della Salute iraniano ha riferito che oltre 260 persone sono rimaste ferite e 30 sono morte negli attacchi statunitensi contro l’Iran meridionale. Colpite le città di: Ahvaz, diverse esplosioni registrate nel la regione del Khūzestān. Morti e feriti nella città di Bamur, nel sud dell’Iran a seguito di attacco statunitense. Preso di mira un impianto di produzione di acqua minerale a Dehloran, nella provincia di Ilam. Esplosioni udite a Bushehr. Esplosioni udite a Chabahar l centro di controllo del traffico marittimo di Chabahar è stato preso di mira per la seconda volta. Dal Governatorato di Hormozgan: “Alle 19:00 del 14 luglio, un punto sull’isola di Qeshm è stato colpito da proiettili nemici americani”. Agenzia Fars, citando la Kish Water and Electricity Engineering Company: La centrale elettrica sull’isola iraniana di Kish è stata danneggiata da attacchi terroristici americani. Bandar Abbas, colpita ancora una volta.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran ha rilasciato due comunicati nella notte tra il 14 e 15 luglio: Durante la terza ondata dell’Operazione Nasr 2, abbiamo colpito la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, distruggendo hangar per lo stoccaggio di armi, imbarcazioni e parti di velivoli nemici. Abbiamo anche preso di mira la rampa di lancio dei droni MQ-9 presso la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, distruggendo o danneggiando diversi droni”. Attacchi dicono i pasdaran in risposta a quelli americani e contro l’assedio a Hormuz da parte di CENTECOM. Secondo comunicato dei Pasdaran: “ […] Nella quarta ondata dell’Operazione Nasr, abbiamo preso di mira e distrutto completamente un magazzino appartenente alla Kuwait and Gulf Link Holding Company (KGL) a Mina Abdullah, in Kuwait. KGL è il principale centro di supporto dell’esercito statunitense in Asia occidentale. Le operazioni di rappresaglia […] continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso agli Stati Uniti fino alla fine dell’aggressione”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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