#ISRAELIRANWAR. Trump e Ghalibaf dissentono su tutto. Creato meccanismo per sciogliere i nodi. Yemen: Houthi minacciano Israele nel Somaliland

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La fase negoziale tra Stati Uniti e Iran è entrata in una strozzatura politica da cui sarà difficilissimo uscire. Con, in aggiunta, dichiarazioni del tutto inappropriate e per alcuni versi errati da parte del Segretario della NATO, Marke Rutte che sembra stia facendo il portavoce degli Stati Uniti e non dell’Alleanza atlantica. 

Mark Rutte, ha dichiarato a Fox News che circa 500 aerei militari statunitensi sono decollati da basi in Italia per partecipare agli attacchi degli Stati Uniti e del governo israeliano contro l’Iran. Ha inoltre rivelato che tra 4.000 e 5.000 voli militari sono stati effettuati da varie basi europee a supporto delle operazioni militari contro l’Iran. In Italia a rispondergli con dimostrazioni satellitari e di tracciamento è itamilradar che ha dimostrato come l’Italia abbia di fatto adempiuto ai suoi obblighi ottemperando agli accordi e nulla di più, permettendo solo voli logistici e tecnici. 

Per tornare alla strozzatura politica l’ultima parola l’ha avuta il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf che risponde alle affermazioni degli Stati Uniti secondo cui i beni iraniani sbloccati verrebbero utilizzati per acquistare prodotti agricoli americani. “L’unico raccolto che stiamo raccogliendo è quello che avete piantato voi: decenni di sfiducia. È biologico, abbondante e autoctono” ha scritto Ghalibaf. ”Ma a quanto pare gli Stati Uniti esportano solo soia OGM, promesse non mantenute e chiacchiere inutili.”

L’amministrazione Trump richiede 672 milioni di dollari di finanziamenti per la rimozione del materiale nucleare iraniano e non si sa a che titolo, visto che della questione nucleare secondo la delegazione iraniana e dei mediatori non se ne è parlato. 

Tra i grattacapi statunitensi inoltre, le dichiarazioni dei militari statunitensi che si sono letteralmente infuriati per le dichiarazioni del ministro per la Guerra Pete Hegset secondo cui nelle basi americane come quella in Kuwait ci sono stati solo feriti lievi. Alla CBS i soldati hanno riferito che l’esercito statunitense ha minimizzato la gravità delle loro ferite nel tentativo di presentare la guerra in una luce migliore di quanto non fosse in realtà.

Un’altra questione che non vede soluzione è quella del pedaggio a Hormuz: “Teheran ha informato Washington di “non addebitare né ricevere alcun altro pedaggio per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”, nonostante le false informazioni che si stanno diffondendo, ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla piattaforma social TruthSocial.

Secondo il leader americano, se queste informazioni sono false, “i negoziati devono cessare immediatamente”. Ha anche sottolineato che gli Stati Uniti hanno trasferito denaro all’Iran e “non hanno stanziato fondi dal loro bilancio”. “L’Iran ha disperatamente bisogno di cibo e lo acquisteremo per loro esclusivamente dagli Stati Uniti”, ha sottolineato Trump. L’Iran ha smentito non solo, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC): “La rotta che alcune parti hanno annunciato per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, senza coordinamento con l’Iran, è inaccettabile e rappresenta un pericolo. Il passaggio di navi al di fuori delle rotte da noi designate è pericoloso e proibito. Sconsigliamo qualsiasi transito al di fuori di queste rotte”.

Alla fine gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato di istituire un canale di comunicazione per ridurre le tensioni e risolvere le questioni controverse, ha dichiarato il vicepresidente statunitense J.D. Vance in un’intervista a UnHerd. Ha chiarito che si tratta di un meccanismo di contatto tra la parte iraniana e gli stati dell’Asia centrale. Comando delle Forze Armate statunitensi. L’Iran e gli Stati Uniti inizieranno le discussioni sulle clausole rimanenti del Memorandum d’intesa, comprese le questioni nucleari, solo dopo l’attuazione delle clausole 1, 4, 5, 10 e 11.

Per l’Iran infine rimane un nervo scoperto l’ennesima dichiarazione di Donald Trump sull’attacco alla scuola di Minab: “Non credo che siamo stati noi.” Sono morti 168 bambini. “Il missile statunitense ha colpito in pieno il corpo del martire Makan Nasiri, senza lasciare traccia. Non è stato trovato nemmeno un singolo capello”. Ha detto Trump in merito all’attacco. Dall’Iran però fanno sapere che oltre 100 test del DNA effettuati sui campioni sono risultati negativi per Makan.

Gli iraniani inoltre sono stati infastiditi dalla presenza di Jared Khusner in Svizzera che sulla social sfera viene definito un agente straniero, intendendo che sia al soldo di Israele. 

Benjamin Netanyahu, primo Ministro di Israele è in piena campagna elettorale tra le dichiarazioni: “C’è ancora del lavoro da fare in Libano. Abbiamo condotto numerose operazioni in Iran e stiamo lavorando per impedirgli di acquisire un’arma nucleare. L’acquisizione di un’arma nucleare da parte dell’Iran rappresenta una minaccia esistenziale per noi e lo impediremo. Stiamo creando una zona cuscinetto di sicurezza nel Libano meridionale per impedire a Hezbollah di lanciare attacchi contro di noi. L’Iran non acquisirà un’arma nucleare finché sarò Primo Ministro e manterremo le zone cuscinetto di sicurezza nel Libano meridionale”.

Il progetto del Grande Israele va oltre l’attuale premier. L’ex primo Ministro israeliano Naftali Bennett e rivale di Netanyahu nelle future elezioni: “Se il tuo unico messaggio è uccidere il nemico, esaurisci il tuo capitale diplomatico prima ancora di aver finito. Gran parte del mondo pensa che Israele voglia annettere Gaza e il Libano. Quindi offri una visione diversa: “Il mio obiettivo è una nuova Gaza. Il mio obiettivo è un nuovo Libano.” Poi spieghi come arrivarci. Distruggere Hamas fa parte di questo percorso, non è la visione in sé. I leader arabi non si svegliano la mattina pensando ai palestinesi. Lo sai tu. Lo so io. A nessuno di loro importa veramente della questione palestinese. A cosa tengono i leader arabi? Alla propria opinione pubblica. A ogni leader arabo importa dell’umore della gente comune. E se la loro opinione pubblica è in preda all’odio contro Israele perché veniamo costantemente presentati sotto una luce terribile, allora anche se promettessimo uno Stato palestinese, non sarebbe necessariamente d’aiuto. In ogni caso, c’è una cosa che non farò: non metterò in pericolo lo Stato di Israele con uno Stato palestinese. Non lo appoggerò”.

Il Ministro della Difesa israeliano Katz ha ribadito che: “Anche se gli Stati Uniti chiederanno il ritiro di Israele dal Libano, non ci ritireremo dal Libano”. Ancora Jacob Rothschild: “La mia famiglia ha creato Israele”.

Il ministro per gli Affari Esteri dell’Iran AbbasAraqchi ha informato telefonicamente il suo omologo saudita, Faisal bin Farhan, sull’andamento dei negoziati e sui progressi compiuti nell’attuazione delle intese. Araqchi e Bin Farhan hanno esaminato gli sviluppi e hanno sottolineato l’importanza di proseguire le consultazioni e di mantenere i canali diplomatici. Araqchi e Bin Farhan hanno concordato di rafforzare la cooperazione congiunta con l’obiettivo di sostenere la stabilità regionale e far avanzare il processo negoziale.

Il 25 giugno come ogni giovedì a parlare al grande pubblico, il numero uno di Ansar Allah in Yemen, Sayyed Abdul-Malik al-Houthi che ha messo in guardia Israele: “Prenderemo di mira qualsiasi presenza israeliana nella regione del Somaliland. Stiamo monitorando attentamente gli sviluppi nella regione del Somaliland e gli sforzi del nemico israeliano per dominare il Golfo di Aden, Bab al-Mandab e il Mar Rosso. Chiediamo ai paesi costieri del Mar Rosso di assumere una posizione unitaria contro le attività di Israele. Non rimarremo passivi di fronte a qualsiasi dispiegamento o concentrazione di forze sioniste nel Somaliland e, se necessario, agiremo per colpire qualsiasi attività nemica nella regione del “Somaliland”.

E ancora al-Houthi ha detto: […] “Non accetteremo la continuazione dell’aggressione, di Israele e del blocco americano-saudita dello Yemen. Ci impegneremo per liberarcene con tutti i mezzi legittimi, confidando nella nostra giusta causa”.

A partire dal 24 di giugno la navigazione commerciale è ripresa attraverso lo Stretto di Hormuz provocando un calo dei prezzi globali del petrolio, l’Iran ha esportato 20 milioni di barili di petrolio greggio in un solo giorno. Tutto ciò mentre il primo Ministro del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani è arrivato a Muscat per avviare negoziati multilaterali sulla gestione a lungo termine, Reuters. Gli stati arabi del Golfo intendono chiedere un’esenzione assoluta dalle tasse di transito, mentre l’Iran dovrebbe controproporre tasse per i servizi ambientali, di navigazione e di sicurezza dopo un accordo temporaneo di 60 giorni di gestione senza strumenti. Il presidente Donald Trump ha dichiarato in precedenza che l’Iran ha assicurato agli Stati Uniti che non verranno chiesti pedaggi, affrontando la pressione simultanea degli estremisti repubblicani che criticano il quadro.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato al funzionario di Hamas Bassem Naim che la squadra negoziale iraniana solleverà la questione palestinese nei negoziati in corso. In una telefonata, Araghchi ha detto a Naim che la squadra iraniana solleverà anche la questione dell’aggressione in corso da parte dell’occupazione in tutti i forum internazionali.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 16:00 del 25 giugno. Il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), l’ammiraglio Brad Cooper, ha in programma una visita in Israele nel contesto degli intensificati colloqui tra Israele e Libano, mediati dagli Stati Uniti.

Israele ha puntato molto in questo momento di tregua sul lavoro dell’unità Hatzav è ora una delle principali “unità di intelligence” specializzata nel monitoraggio dei mass media in Medio Oriente. L’unità di raccolta informazioni Hatzav è subordinata al Corpo di Intelligence israeliano delle forze di occupazione israeliane, responsabile della raccolta di informazioni di intelligence e della decrittazione dei codici. In passato, Hatzav si concentrava sul monitoraggio di giornali, radio e televisione in Medio Oriente, ma recentemente ha spostato la sua attenzione sul monitoraggio dei social media, tra cui Twitter, Facebook, Telegram, TikTok e Instagram. L’unità in passato monitorava anche i forum online per ottenere informazioni utili all’intelligence.

Le IDF hanno annunciato la morte di un riservista nel Libano meridionale. Il Ministero della Difesa israeliano riferisce che un civile che lavorava per il Ministero della Difesa è rimasto ucciso nel crollo di un edificio nella Striscia di Gaza il 25 giugno mattina. Un bambino è stato ucciso e diverse altre persone, tra cui donne e bambini, sono rimaste ferite in seguito a un attacco delle IDF vicino alle tende per sfollati nella zona di Al-Mawasi a Khan Younis. I feriti sono stati trasportati al Nasser Medical Complex per le cure.

Il 24 pomeriggio, un carro armato israeliano Merkava ha preso di mira la città di Haddatha nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale, con diversi proiettili, Al Mayadeen TV. Un attacco di droni israeliani ha colpito un veicolo alla periferia di Kfar Remen, nella regione di Nabatieh, provocando due morti, Al-Jadeed. Il quotidiano israeliano Yediot Ahronot: “Un soldato israeliano è rimasto leggermente ferito durante un’esplosione avvenuta di notte nel sud del Libano e sono in corso indagini per accertare le circostanze dell’incidente”. Un israeliano è rimasto ucciso nel crollo del minareto di una moschea durante le “operazioni di demolizione” nel Libano meridionale.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha respinto un piano di transito precedentemente annunciato dall’Oman e dall’Organizzazione Marittima Internazionale. In una dichiarazione che sembrava contenere una velata minaccia di riprendere gli attacchi contro le navi mercantili e/o di ridurre le operazioni di sminamento, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato: “Il percorso proposto è inaccettabile e rappresenta un grave rischio per la sicurezza”. “Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è possibile solo tramite le rotte annunciate dalla Repubblica Islamica dell’Iran”.

Nel pomeriggio del 25 giugno registrato attacco a una nave al largo delle coste dell’Oman. L’UKMTO ha ricevuto una segnalazione di un incidente a 7,5 miglia nautiche a sud-est di Dahit, in Oman: una nave mercantile è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile non identificato, che ha causato danni al ponte di comando.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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