
Il Consiglio di Sicurezza russo ha confermato che il cessate il fuoco in corso tra Stati Uniti- Israele e Iran è una copertura per l’invasione di terra dell’Iran da parte degli Stati Uniti. Alcuni media americani hanno confermato che “Fonti ben informate segnalano preparativi per nuovi attacchi contro l’Iran”.
Questo nonostante il fatto che i missili iniziano a scarseggiare. Nelle fasi iniziali della guerra con l’Iran, l’esercito statunitense, in particolare il 1° Battaglione del 121° Reggimento di Artiglieria da Campo della Guardia Nazionale del Wisconsin, che utilizza il sistema missilistico di artiglieria ad alta mobilità M142 (HIMARS), ha utilizzato l’intero arsenale di missili a guida di precisione di nuova generazione (PrSM), e le munizioni di riserva sono state rapidamente prodotte da Lockheed Martin, secondo quanto riportato da Aviation Week.
Il Senato degli Stati Uniti blocca le risoluzioni guidate da Sanders per fermare 450 milioni di dollari di vendite di armi a Israele (40-59 e 36-63). Nel frattempo il 19 aprile scadranno le deroghe per la fornitura, la vendita e lo scarico di petrolio greggio e prodotti petroliferi di origine iraniana. E le esportazioni di petrolio statunitensi hanno raggiunto il record di 5,2 milioni di barili al giorno la scorsa settimana. La portavoce della Casa Bianca Leavitt: “Due banche cinesi hanno ricevuto lettere dal Tesoro degli Stati Uniti. Se possiamo dimostrare che c’è denaro iraniano che transita attraverso i vostri conti, allora siamo disposti “Imporre sanzioni secondarie.”
Sebbene i preparativi per la guerra non si siano arrestati, gli Stati Uniti riferiscono che prossimamente a Islamabad ci sarà un secondo round di colloqui, atteso per oggi l’arrivo di delegazione pakistana in arrivo da Teheran.
I Democratici hanno presentato una risoluzione per l’impeachment di Hegseth il secondo quanto riportato da Axios. Il capo del Pentagono è accusato di sei capi d’imputazione: “Aver iniziato una guerra illegale contro l’Iran; Attacchi contro civili; Negligenza nella gestione di informazioni sensibili; Ostruzione del controllo parlamentare; Abuso di potere e politicizzazione dell’uso della forza militare; Azioni che danneggiano la reputazione degli Stati Uniti e delle sue forze armate”.
L’Israel Hayom — di proprietà di Miriam Adelson, una delle maggiori finanziatrici del Partito Repubblicano in America — ha apertamente detto: “Israele non ha altra scelta che ristabilire una zona di sicurezza, questa volta priva di popolazione civile”.
In una dichiarazione congiunta europea: “Chiediamo che il Libano sia incluso negli sforzi regionali di de-escalation”. E ancora l’Europa sta elaborando un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz dopo la guerra, guidato da Macron e dal Regno Unito, ma senza gli Stati Uniti. L’idea è quella di creare una missione di difesa internazionale che escluda i paesi direttamente coinvolti nel conflitto, come Stati Uniti, Israele e Iran, per renderla più accettabile, soprattutto a Teheran. I leader dei 27 paesi dell’UE hanno ricevuto inviti a partecipare a un vertice a Cipro alla fine di questo mese. Saranno presenti anche i principali partner regionali per discutere della situazione in Medio Oriente
L’Italia ha sospeso l’accordo di cooperazione in materia di difesa con Israele, che prevede lo scambio di equipaggiamento militare e la ricerca tecnologica. Il Presidente Emmanuel Macron: “Ieri ho avuto due colloqui telefonici con i presidenti iraniano e americano”. “Ho esortato i presidenti iraniano e americano a riprendere i negoziati interrotti a Islamabad, a chiarire i malintesi e ad evitare un’ulteriore escalation”.
Diverse autocisterne americane sono arrivate all’aeroporto Ben Gurion in Israele nella giornata del 15 aprile. Il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz: “Gli Stati Uniti e Israele hanno definito la rimozione del materiale arricchito dall’Iran come una condizione preliminare per porre fine alla campagna”. Benjamin Netanyahu afferma che l’Europa è “infetta da una profonda debolezza morale”.
In Libano continuano gli attacchi nonostante la proclamazione americana di un cessate il fuoco di Donald Trump sul suo social Truth che dovrebbe essere in vigore dalle 23:00 ore italiane del 16 aprile. Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu solo il 15 aprile dichiarava: “Ho ordinato all’esercito di continuare a inviare rinforzi nel Libano meridionale”. E ancora Netanyahu: “Continueremo a colpire Hezbollah e (noi) decideremo la battaglia di Bint Jbeil”. Alle sue parole hanno fatto eco quelle del Ministro israeliano Itamar Ben-Gvir: “Spero davvero che non si arrivi a un cessate il fuoco in Libano. Credo che abbiamo ancora molte missioni da svolgere. Vedo quanto Netanyahu si stia impegnando e continuo a dirgli: Siamo con te”. Subisce pressioni costanti. Il Primo Ministro è sottoposto alla pressione più forte al mondo. Hezbollah deve essere distrutto e annientato. Questo è il nostro compito”.
Joseph Aoun all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi: “Gli attacchi israeliani contro il Libano hanno causato una grave catastrofe umanitaria e il Libano ha bisogno di assistenza urgente”.
Hajj Wafiq Safa, all’Associated Press: “Il partito (Hezbollah ndr) non è vincolato da alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra il Libano e Israele. Per quanto riguarda i risultati di questi negoziati tra il Libano e il nemico israeliano, non ci interessano né ci preoccupano affatto, e non siamo vincolati da ciò che verrà concordato”.
Trump ha annunciato il 16 aprile si terranno i colloqui tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il Presidente libanese Joseph Aoun. I due leader si incontreranno per la prima volta in 34 anni. E ha annunciato successivamente il cessate il fuoco.
Per quanto concerne Hormuz, il Ministero della Difesa iraniano: Qualsiasi tentativo da parte di una potenza straniera di interferire nella situazione nello Stretto di Hormuz non farà altro che aggravare la crisi del mercato energetico. Trump fallirà nel suo tentativo di intervenire nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman. L’Amministratore delegato di Total: “preferiamo pagare i pedaggi all’Iran piuttosto che la chiusura dello Stretto di Hormuz”, Le Figaro.
L’Iran ha preparato un numero sufficiente di missili e UAV per ulteriori operazioni di combattimento. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero della Difesa iraniano, Reza Talaeenig, in assenza di un accordo di pace con gli Stati Uniti. “Le riserve strategiche delle forze armate, in termini di potenziale missilistico, capacità dei droni, munizioni e altri tipi di armi, sono garantite in modo da poter continuare azioni offensive e difensive efficaci per sconfiggere ulteriormente gli avversari”, ha dichiarato al canale televisivo iraniano SNN.
Il Ministro degli Interni iraniano:” L’Iran non si lascerà influenzare dall’illusione di imporre un blocco, poiché possiede oltre 8.000 km di confini terrestri e marittimi. I funzionari delle province di confine devono agevolare l’importazione di beni di prima necessità per neutralizzare la minaccia di un blocco contro l’Iran”. Mohammad Esmail Kowsari, parlamento iraniano: “Nonostante le sanzioni, commerciamo facilmente con i paesi vicini; siamo un popolo d’azione”. Mohsen Rezaee, consigliere militare senior della Guida Suprema iraniana, Ayatollah Mojtaba Khamenei: “Non cederemo in alcun modo sulle nostre 10 condizioni nei negoziati attraverso un blocco navale. A differenza degli americani che temono una guerra continua, noi siamo pienamente preparati e abituati a una guerra di lunga durata.”
Il Ministero degli Esteri cinese: il blocco navale statunitense contro l’Iran è “irresponsabile e pericoloso” e potrebbe minare ulteriormente il fragile cessate il fuoco. L’ambasciatore iraniano in Cina afferma: “nessuna spedizione di armi dalla Cina è stata inviata all’Iran”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle 15:30 del 16 aprile. Il Pentagono invierà circa 6.000 soldati aggiuntivi a bordo della portaerei CVN 77 George H.W. Bush, la sua scorta e circa 4.200 altri soldati del gruppo anfibio Boxer e dell’11ª Unità di Spedizione dei Marines. Il loro arrivo è previsto per la fine del mese di aprile.
Trump si sta preparando per “operazioni di terra” in Iran che dovrebbero durare diverse settimane, ha detto una spogliarellista, citando i suoi numerosi clienti soldati che sono stati chiamati in Medio Oriente, Daily Star. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato al Wall Street Journal: Più di 15 navi da guerra statunitensi stanno partecipando alle operazioni di blocco contro l’Iran. Finora, la Marina statunitense non ha trovato mine iraniane.
Ed ora uno sguardo alla battaglia nel sud del Libano:
Asse dei villaggi orientali: da Blida a Mays al-Jabal, la situazione rimane invariata. Le forze israeliane si astengono dal mostrarsi a ovest di queste città, sarebbero esposte al fuoco diretto della resistenza.
Asse di Al-Hujair: Il nemico è posizionato principalmente nell’area del progetto di Taybeh. La situazione rimane invariata a Deir Siryan, da cui Israele si è ritirato. Le IDF hanno tentato di avanzare nuovamente dalle loro posizioni tra Al-Qantara e Taybeh verso la città di Al-Qantara. Hanno aperto una via di aggiramento che ha raggiunto l’area di Al-Khazzan ad Al-Qantara. Colpite dal fuoco della resistenza, che ha distrutto quattro carri armati Merkava e due veicoli blindati per il trasporto truppe. Non sono riuscite a raggiungere il fiume Litani dalla direzione di Taybeh o di Wadi al-Hujair.
Asse di Khiam: La resistenza mantiene la sua capacità di impedire alle IDF di avanzare verso la zona settentrionale. Le IDF hanno diffuso notizie di progressi verso Debbin, ma queste notizie sono state smentite da fonti sul campo. La strada da Debbin a Marjayoun ed Ebl al-Saqi rimane aperta al transito dei civili.
Asse di Arkoub: Le IDF hanno intensificato i suoi attacchi negli ultimi giorni, senza tuttavia modificare il proprio schieramento di terra. I raid aerei hanno colpito alcuni dei suoi villaggi, come Shebaa, Hebarieh e Halta, accompagnati da simultanei bombardamenti di artiglieria.
Per quanto concerne Hormuz anche nella giornata del 16 aprile, altre 2 petroliere sanzionate dagli Stati Uniti hanno forzato il blocco. I dati di tracciamento mostrano che la petroliera GNL “G Summer” è passata tra Larak e Qeshm e ora si trova nel Golfo Persico. E la superpetroliera “Hang Lu” ha seguito la stessa rotta poco dopo. Durante il terzo giorno del blocco navale statunitense: le navi sanzionate continuano a transitare.
Dopo 47 giorni in Iran torna parzialmente e solo per alcune imprese internet. I danni all’Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani ammonterebbero a 270 miliardi di dollari.Con un ordine del Ministro dell’Interno ai governatori di frontiera per neutralizzare la minaccia di blocco navale Il Ministro dell’Interno scrive: “Qualsiasi cospirazione e illusione di sanzioni e blocco non porterà da nessuna parte. I governatori di frontiera, utilizzando i poteri speciali loro delegati, devono neutralizzare la minaccia di blocco navale e contrastare il nemico anche su questo fronte”.
Le immagini satellitari pubblicate dalla CNN mostrano che l’Iran sta sfruttando il cessate il fuoco per ripulire il fango e riparare i danni alle porte di uscita delle città e delle basi missilistiche, attaccate durante la guerra. È stato registrato l’utilizzo di varie attrezzature in diverse basi per ripristinarne la funzionalità. Il 15 aprile il generale pakistano Asim Munir è arrivato a Teheran nell’ambito del ruolo di mediazione del Pakistan, dopo che Islamabad ha tenuto il primo round di colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran, soprannominato “colloqui di Islamabad”. Al suo arrivo a Teheran, è stato accolto dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il Ministero degli Esteri pakistano: “La pace in Libano è necessaria per il successo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran”.
Il Portavoce dell’Esercito iraniano: Amir Hatami ha ordinato che, “in caso di invasione di terra del Paese, non venga lasciato in vita nemmeno un singolo invasore”.
Il Vice Comandante dell’Esercito iraniano, Generale di Brigata Sheikh: “La produzione di droni distruttivi dell’Esercito è aumentata di 10 volte. Il tasso di produzione dei nostri droni distruttivi nei 7 mesi successivi alla guerra dei dodici giorni è stato 10 volte superiore a quello del periodo precedente. Tutti i piani operativi attuati nella terza guerra imposta sono stati redatti dal martire Tenente Generale Mousavi 7 mesi prima di questa guerra e comunicati a tutte le forze, comprese l’Aeronautica e l’Esercito. Se il nemico volesse condurre un’altra operazione, il sistema della Repubblica Islamica la contrasterà senza dubbio con la lungimiranza dimostrata in precedenza”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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