
Secondo uno strumento di monitoraggio speciale del Paine Institute che ha tracciato le spese per munizioni nella guerra contro l’Iran ha mostrato che nei primi 16 giorni del conflitto, “le forze alleate hanno consumato 11.294 proiettili, per un costo stimato di 26 miliardi di dollari. La loro sostituzione potrebbe richiedere anni. Manca circa un mese o meno all’esaurimento delle scorte di missili intercettori THAAD per l’esercito statunitense. La situazione in Israele è ancora più critica. Si prevede che le scorte di missili intercettori Arrow si esauriranno completamente entro la fine di marzo”. Si legge nel report Paine.
L’Aeronautica israeliana ha iniziato a ricevere il nuovo elicottero imbarcato Sikorsky SH-60F Seahawk. Nell’esercito israeliano, l’SH-60F è soprannominato “Shalakh” (falco pescatore), continuando la tradizione israeliana di assegnare nomi ebraici agli aeromobili. Il nome è azzeccato, dato che l’SH-60F è un elicottero navale e “falco pescatore” è un uccello che caccia i pesci.
La richiesta iniziale di Israele per otto elicotteri SH-60F è stata approvata dagli Stati Uniti nel 2015. L’acquisto, effettuato tramite il programma Foreign Military Sales (FMS) e l’Excess Defense Agreement (EDA), risale generalmente al 2016, con l’approvazione del pacchetto di supporto da parte del Dipartimento di Stato americano nel luglio 2016. Le consegne sono state ritardate di diversi anni a causa della modernizzazione delle corvette Saar-6, posticipando la data di consegna prevista intorno al 2022.
Dopo un ulteriore ritardo di circa quattro anni, gli elicotteri SH-60F Seahawk sarebbero finalmente arrivati in Israele nelle scorse settimane. Sono stati consegnati via nave e trasportati allo stabilimento Elbit Systems Cyclone di Karmiel per le operazioni di assemblaggio, nell’ambito di una complessa operazione condotta dal Gruppo Taavura.
L’accordo per gli elicotteri Seahawk è alquanto insolito: l’Aeronautica Militare israeliana ha deciso di risparmiare acquistando elicotteri usati dismessi dalla Marina statunitense anziché nuovi. Tuttavia, quando gli elicotteri sono arrivati presso la società americana incaricata della loro modernizzazione, le loro condizioni tecniche erano peggiori del previsto. Ciò ha comportato un aumento dei costi e dei tempi di consegna, portando il costo totale a un livello simile a quello dei nuovi elicotteri e costringendo l’Aeronautica Militare a sostenere maggiori spese di manutenzione per gli elicotteri più vecchi.
Il ritardo è stato inoltre sfruttato per integrare ulteriori sistemi israeliani, tra cui armamenti non originariamente progettati per questi elicotteri. Dopo aver completato le modifiche meccaniche, gli elicotteri sono stati trasferiti in Israele per l’installazione di questi sistemi, in vista della loro entrata in servizio prevista a bordo delle corvette Saar-6m nel 2026.
Secondo quanto riportato, lo Squadrone Elicotteri 193 della Marina ha già avviato la transizione ai nuovi elicotteri. L’elicottero Eurocopter AS565MA Panther, noto in Israele come “Atalef” (Pipistrello), è stato ufficialmente ritirato dal servizio nel settembre 2025. Per ottimizzare le risorse, lo squadrone verrà trasferito dalla base aerea di Ramat David, dove ha operato negli ultimi 25 anni, alla base aerea di Palmachim, dove fu originariamente costituito. Palmachim ospita già squadroni di elicotteri Sikorsky UH-60 Black Hawk, l’equivalente terrestre del Seahawk, consentendo l’utilizzo di un’infrastruttura di manutenzione comune ed evitando costose duplicazioni tra più basi.
Il programma israeliano SH-60F “Shalakh” non rappresenta una trasformazione su larga scala dell’aviazione navale, bensì un’acquisizione mirata ed economicamente vantaggiosa di elicotteri collaudati, adattati per missioni di ricerca e soccorso (SAR), supporto marittimo e operazioni speciali. Sebbene il numero ufficiale di elicotteri previsti sia di otto SH-60F, alcuni potrebbero essere utilizzati come donatori di pezzi di ricambio o come elicotteri da addestramento.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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