
Secondo il Wall Street Journal, la ragione principale del ritardo dell’attacco americano all’Iran è la mancanza di potenza di fuoco americana nella regione in questa fase. Il presidente Donald Trump sta rinviando la decisione di colpire l’Iran mentre la Casa Bianca conduce consultazioni interne e discute con gli alleati sui tempi di tale operazione e sulla possibilità che destabilizzi significativamente il regime, secondo cinque fonti negli Stati Uniti, in Israele e nei paesi arabi a conoscenza della situazione che hanno parlato con Axios.
Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con Trump mercoledì e gli ha chiesto di attendere per dare a Israele più tempo per prepararsi a una possibile ritorsione iraniana. Una fonte israeliana ha affermato che, oltre alle preoccupazioni relative a un’azione di ritorsione, l’attuale piano statunitense include attacchi contro obiettivi di sicurezza in Iran, ma Israele non lo considera abbastanza forte o efficace da destabilizzare significativamente il regime islamico.
Secondo Forbes, la portaerei americana a propulsione nucleare CVN 72 Abraham Lincoln si sta dirigendo verso il Medio Oriente. Quando il 15 gennaio il presidente Donald Trump ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca che le uccisioni in Iran erano “cessate”, apparentemente allontanandosi da una possibile azione militare, l’intelligence statunitense non aveva ancora confermato che le uccisioni di manifestanti in Iran fossero definitivamente cessate, riportano fonti della CNN.
Il rappresentante speciale della Casa Bianca Witkoff ha espresso le richieste degli Stati Uniti all’Iran, che vogliono includere nell’accordo. Interrompere l’arricchimento dell’uranio; ridurre gli arsenali missilistici; ridurre di circa il 60% il materiale nucleare arricchito; smettere di sostenere i proxy regionali. In cambio, all’Iran viene offerta la revoca delle sanzioni e il ritorno nella comunità internazionale. Gli Stati Uniti ritengono che Teheran possa scendere a compromessi a causa della crisi economica.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti impone nuove sanzioni all’Iran. Il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin: “Gli Stati Uniti sono fermamente al fianco del popolo iraniano nella sua richiesta di libertà e giustizia.” Su ordine del Presidente Trump, il Dipartimento del Tesoro sta imponendo sanzioni ai vertici iraniani coinvolti nella brutale campagna. Tra i sanzionati, Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran.
In ogni caso gli Stati Uniti, fa sapere il Segretariato di Stato statunitense: “Continueremo a impedire al regime iraniano di accedere al sistema bancario globale finché continuerà a “opprimere il suo popolo””. Permane lo stato di allerta nelle basi di difesa aerea in Israele e il divieto di uscire da alcuni settori.
A parlare della questione iraniana e delle relazioni USA – Israele – Iran, Lawrence Wilkerson, già assistente di Colin Powell: “CIA, MI6 e Mossad si sono spacciati per civili per uccidere, incendiare e saccheggiare in Iran. Le proteste in Iran – finanziate dalla “macchina per uccidere” Trump – sono state dirottate principalmente dal Mossad israeliano, in combutta con la CIA e l’MI6″, afferma il colonnello statunitense. “Quello che hanno fatto in Iran è comportarsi come se fossero cittadini iraniani e uccidere iraniani, e uccidere iraniani, e incendiare, e saccheggiare e depredare”, afferma l’ex capo di stato maggiore degli Stati Uniti.
I media Israeliani fanno sapere che: “Israele al momento mantiene il silenzio e nessun funzionario ha rilasciato commenti ufficiali sulle accuse secondo cui gli Stati Uniti avrebbero rinunciato a lanciare un attacco contro l’Iran. Non è chiaro se Trump abbia effettivamente fatto marcia indietro o se stia cercando di ingannare l’Iran”.
Donald Trump ha annunciato la formazione di un Consiglio di Pace per supervisionare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Questo fa parte della seconda fase del piano della Casa Bianca per risolvere il conflitto nella regione. La composizione del Consiglio sarà annunciata a breve.
Il Consigliere del Presidente francese per gli affari mediorientali, Anne-Claire Legendre: “Accogliamo con favore l’annuncio del passaggio di Witkoff alla seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza. È necessario lavorare con urgenza per introdurre aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Siamo preoccupati per i continui bombardamenti israeliani nel Libano meridionale. Apprezziamo gli sforzi del governo libanese per limitare le armi nelle mani dello Stato”.
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem: “Hamas è pronta a entrare in contatto con i palestinesi per discutere la questione delle armi della resistenza. La priorità del movimento ora è avviare una vera e propria operazione di soccorso per salvare le città della Striscia di Gaza”.
Fonti informate sulle consultazioni delle fazioni al Cairo per l’Ultra Palestine hanno fatto sapere che le fazioni palestinesi al Cairo stanno esercitando crescenti pressioni per escludere il Generale Sami Nisman, il cui nome è circolato per gestire il dossier sulla sicurezza nel comitato di amministrazione di Gaza, a causa di precedenti problemi di sicurezza, accuse e condanne per inadempienza nei suoi confronti. Le fazioni hanno informato i mediatori che mantenere Sami Nisman potrebbe “far saltare” la formazione del comitato e ostacolarne le possibilità di successo”.
Osama Hamdan, leader di Hamas ha lamentato le violazioni di Israele all’accordo con i suoi continui attacchi. E ha chiesto “agli Stati Uniti di intervenire. La palla è ora nel campo di Trump e Whitaker, e Washington deve dimostrare concretamente la portata dell’impegno di Israele nei confronti dell’accordo di cessate il fuoco”
Fonti israeliane fanno sapere che Ben Gvir si è opposto alla nomina del Dr. Ali durante l’ultima sessione di governo Shat è stato accusato di sostenere il terrorismo e di essere leale ad Arafat, ma il capo dello Shin Bet ha informato Ben Gvir che la nomina è fatta.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle 15:30 del 16 di gennaio. Il leader Houthi nel suo discordo del giovedì ha minacciato che qualsiasi presenza israeliana nel territorio della Somalia verrà attaccata, che si tratti di basi militari o simili.
Sempre dallo Yemen ma dal sud si apprende che in una dichiarazione dei sostenitori del Consiglio di Transizione del Sud durante la manifestazione a Mukalla: “Respingiamo la dichiarazione di scioglimento del Consiglio emessa a Riad e la consideriamo una misura illegittima”. “L’iniziativa di Mukalla annuncia la sua piena adesione ai contenuti della dichiarazione costituzionale emessa dal Presidente del Consiglio, Aidarous Al-Zubaidi”. I sostenitori del Consiglio del Sud hanno chiesto all’Arabia Saudita di revocare le restrizioni alla delegazione del Sud.
Il Consiglio Presidenziale dello Yemen ha nominato il Generale Mahmoud Salem Al-Subaihi e il Governatore dell’Hadhramout Salem Al-Khanbashi come membri del Consiglio.
Dalla Siria si apprende che in un’operazione congiunta siro-irachena è stata smantella una rete di produzione e contrabbando di stupefacenti. Le reti di contrabbando degli stupefacenti seguono le rotte: Beirut – Teheran.
Bombardamenti israeliani si sonno succeduti nel sud del libano dal pomeriggio del 15 gennaio fino alla tarda mattinata del 16 gennaio. Dopo i bombardamenti agli edifici nella città di Mashghara, nella Beqaa occidentale, droni hanno preso di mira Zoutra orientale e ancora, Kafardjal, Shoukin, Ponte di Qaqiya, colpita Jaroud di Hermel, Ras al-Aasi vicino a Hermel, nella Beqaa libanese.
Un elicottero dell’aeronautica militare israeliana si è schiantato durante un tentativo di trasporto a causa della rottura di un cavo in volo, ha riportato l’ufficio stampa dell’esercito. L’incidente ha coinvolto un elicottero multiruolo Yanshuf (in ebraico “Gufo”, una versione israeliana dell’UH-60 Black Hawk americano).
Sotto le minacce dell’Iran: il Capo di Stato Maggiore ha visitato la batteria Arrow – “È importante che ogni colono in Israele sappia che l’esercito israeliano è sempre pronto a difendere lo Stato. Adattiamo la nostra prontezza in base a una valutazione responsabile ed equilibrata”.
L’esercito israeliano ha ucciso negli attacchi a Gaza centrale del 15 gennaio a Deir Al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale il leader delle Brigate Al-Qassam, Abu Fuad Al-Houlie, insieme a lui sono morte altre tre persone. Due sono state uccise dal fuoco IDF vicino all’incrocio di Al-Uloom a Musai Rafah, raid aereo a est di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale.
Un bambino è stato ferito da colpi d’arma da fuoco delle forze IDF nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, e sono scoppiati scontri nel centro del villaggio. Le IDF hanno assaltato il villaggio di Kafr Malik, sempre a nord-est di Ramallah. I coloni hanno trasferito diverse case mobili per espandere l’insediamento avamposto stabilito nell’area di Ash Gharab, a est di Beit Sahour a Betlemme.
Le IDF hanno preso d’assalto la città di Silat Al-Harithiya, a ovest di Jenin. Due coloni sono rimasti feriti durante lo scontro palestinese in seguito a un attacco di coloni alla periferia della città di Hawara, a sud di Nablus.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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