
I dati di tracciamento dei voli indicano che da l sei febbraio, aerei da trasporto statunitensi sono partiti dal Texas verso l’Europa, con l’Asia occidentale come destinazione finale.
Dal 23 gennaio, sono stati effettuati più di 50 voli. Tra questi, almeno 10 voli sono attualmente operativi con destinazioni non rese note. Dei voli completati, 36 sono partiti da Fort Hood (sede della 69ª Brigata di Difesa Aerea: due batterie THAAD), 8 da Fort Bliss (sede del 32º Comando di Difesa Aerea e Missilistica dell’Esercito: tre batterie Patriot e tre batterie THAAD) e 6 dalla Base Aerea di Kadena (sede del 1º Battaglione di Difesa Aerea: sistemi Patriot).
Anche la base aerea tedesca di Spangdahlem ha emesso un NOTAM annunciando il passaggio a operazioni 24 ore su 24, indicando un aumento dei voli di trasporto statunitensi verso l’Europa e le basi aeree in Medio Oriente, voli che si ritiene trasportino sistemi di difesa aerea con l’Asia occidentale come destinazione finale. L’anno scorso, sono stati effettuati almeno 115 voli di trasporto per trasferire sistemi di difesa aerea alle basi in Asia occidentale.
Da parte. Iraniana sempre il sei di febbraio dopo la recente dichiarazione di una no-fly zone sulla provincia di Semnan, sono stati osservati diversi lanci di missili dall’Iran occidentale. I testimoni oculari parlano di scie di un missili balistici che secondo alcuni potrebbero essere quelle di lancio da Kermanshah o Asadabad.
E se Iran e Stati Uniti sono sempre più ai ferri corti con Israele pronto ad ogni evenienza, il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato in un’intervista a RT, in merito alle crescenti tensioni tra Washington e Teheran, che l’Iran è uno stretto alleato della Russia e che Mosca non può rimanere indifferente alle crescenti complessità regionali. Ha sottolineato che le tese relazioni tra Stati Uniti e Iran hanno un potenziale di esplosione non solo per l’Iran, ma per l’intera Asia occidentale.
Il Generale Abdolrahim Mousavi, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, ha annunciato che, “a seguito del conflitto durato 12 giorni e delle continue azioni USA-Israele, l’Iran è passato da una posizione difensiva a una dottrina offensiva e di attacco rapido. Questo cambiamento incorpora strategie asimmetriche e aggressive, progettate per consentire risposte rapide e decisive alle minacce. Ha sottolineato – in diretta televisiva – che la determinazione delle forze armate a confrontarsi con gli avversari è ai massimi livelli, avvertendo che qualsiasi errore di calcolo innescherebbe una risposta immediata e intransigente. Sostenuto dalla forza militare e dal sostegno popolare, l’Iran, rimarrà vigile e pienamente preparato ad affrontare qualsiasi forma di minaccia”.
E proprio in tal senso vanno i lanci di droni di osservazione nei confronti delle navi americane. I primi di febbraio gli Stati Uniti sentendi minacciati dal sorvolo di uno Shaed 129, hanno alzato in volo un F-35 e lo hanno abbattuto. Per ora entrambe le parti stanno solo mostrando le loro capacità militari e si stanno preparando al peggio. L’auspicio resta che si riesca a trovare una soluzione per via negoziale.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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