#ISRAELIRANWAR. Porte aperte al dialogo Stati Uniti – Iran, ma tutti si preparano alla guerra. L’autorità per il Golfo Persico Iraniana detta i confini e chiede il pedaggio. Libano, duri scontri nel sud

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Continua l’impegno del Pakistan come mediatore, e c’è un ennesimo documento inviato dall’Iran agli Stati Uniti in cui si apprende da rumors che il cardine è la garanzia di sicurezza per la fine del conflitto, entrambe le parti però si stanno preparando per la ripresa degli scontri. 

Il 20 sera, Netanyahu e Trump hanno parlato per un’ora. Si tratta della loro seconda lunga telefonata nell’ultima settimana. Secondo alcune fonti, Israele è sotto pressione per tornare in guerra, ma le valutazioni suggeriscono che sia solo questione di “quando”, non di “se”. Alti funzionari israeliani stanno spingendo Trump a muoversi verso un accordo o almeno a dare un’altra possibilità alla diplomazia. Tuttavia, nonostante le pressioni degli alleati più stretti e dei Paesi del Golfo, Trump sta ancora considerando l’opzione di un attacco. Un funzionario israeliano ha dichiarato: “Questa questione non è stata esclusa”. I prossimi giorni, in concomitanza con la festività di Shavuot, saranno cruciali per il processo decisionale. Il coordinamento è completo e non ci sono disaccordi tra Netanyahu e Trump. Fonti israeliane: “scarse possibilità di raggiungere un accordo, la ripresa dei combattimenti è inevitabile”.

Inoltre gli Stati Uniti hanno schierato cacciatorpediniere con armi laser nel Mar Arabico a sud-est dell’Iran, scrive The War Zone. I cacciatorpediniere USS Spruance e USS John Finn, che rientrano nell’area di responsabilità del Comando Centrale dell’Aeronautica Militare statunitense per il Medio Oriente (CENTCOM), sono armati con un sistema laser ODIN (Optical Dazzling Interdictor, US NAVY) progettato per accecare e disorientare i velivoli d’attacco senza pilota.

Trump sull’Iran: “Stiamo imponendo un blocco navale all’Iran chiamato Muro d’Acciaio. Vedremo come andranno le cose con l’Iran. Gli abbiamo inflitto colpi duri e potremmo essere costretti a infliggerne di ancora più duri. Nessuno può sfondare il blocco navale che imponiamo all’Iran. Sequestreremo altre petroliere iraniane”.

Al Arabiya: “Gli Stati Uniti hanno informato il Pakistan che non accetteranno concessioni sulla questione nucleare e sullo Stretto di Hormuz”. Le fonti hanno aggiunto che l’Iran considera “insufficienti” le garanzie statunitensi per porre fine alla guerra. Trump: “non concederò all’Iran concessioni petrolifere finché non firmeremo un accordo. Non abbiamo offerto nulla del genere. Aspetteremo ancora qualche giorno per una risposta dall’Iran”. La Guida Suprema dell’Iran Sayyed Mojtaba Khamenei ha risposto “che l’uranio arricchito deve rimanere in Iran”, Reuters.

Un rappresentante del Ministero degli Esteri iraniano: “Continua lo scambio di messaggi tramite l’intermediario pakistano. Il ministro degli Interni pakistano è arrivato per facilitare lo scambio di messaggi e fornire ulteriori chiarimenti sui documenti inviati tra le parti. L’obiettivo principale di Teheran è porre fine alla guerra su tutti i fronti (compreso il Libano), sbloccare i beni congelati e porre fine alle attività di disturbo e alla “pirateria marittima” contro le navi mercantili iraniane”.

Il Regno dell’Arabia Saudita esprime profondo apprezzamento per la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump Trump darà alla diplomazia la possibilità di raggiungere un accordo accettabile che ponga fine alla guerra, ripristini la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz allo stato precedente al 28 febbraio 2026 e risolva tutte le questioni controverse in modo da garantire la sicurezza e la stabilità della regione. L’Arabia Saudita apprezza inoltre molto gli sforzi di mediazione in corso da parte del Pakistan sulla questione. L’Arabia Saudita si aspetta che l’Iran colga questa opportunità per evitare le pericolose conseguenze di un’escalation e risponda con urgenza agli sforzi per far progredire i negoziati al fine di raggiungere un accordo globale che porti a una pace stabile e duratura nella regione e nel mondo.

Nel frattempo la neo nata Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico rivela i confini della sua “area di supervisione”. Le navi che transitano necessitano di “coordinamento con l’Autorità per le vie navigabili del Golfo Persico e di un permesso”. L’area di supervisione comprende la linea di connessione Kuh- e- Mubarak in Iran fino al sud di Fajairah negli EAU a est dello Stretto fino alla linea di connessione con la punta dell’Isola Qeshm in Iran fino a Al – Quwaim negli EAU ingresso ovest. Nelle ultime 24 ore, 26 petroliere e navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con il permesso dell’Iran, altre fonti parlano di 30 navi in transito dopo aver pagato il pedaggio. 

Mentre il 20 maggio un video mostra un attacco di droni iraniani contro petroliere non conformi nello Stretto di Hormuz, Agenzia di stampa Tasnim.

Continuano le critiche alla condotta del ministro Ben Gvir durante gli arresti degli equipaggi della Flottiglia Sumud. Il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni: “Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, tra cui molti cittadini italiani, siano sottoposti a un trattamento che viola la dignità umana. Il Governo italiano sta immediatamente adottando, ai massimi livelli istituzionali, tutti i provvedimenti necessari per garantire l’immediato rilascio dei cittadini italiani coinvolti”. “L’Italia chiede inoltre scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano. Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per richiedere chiarimenti formali sull’accaduto”.

Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar attacca Ben-Gvir: “Con questa vergognosa dimostrazione, hai consapevolmente arrecato danno al nostro Stato, e non è la prima volta. Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e coronati da successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati delle Forze di Difesa Israeliane al personale del Ministero degli Esteri e molti altri”.

In risposta il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Ben-Gvir: “Ci sono persone nel governo che non hanno ancora capito come comportarsi nei confronti dei sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il Ministro degli Esteri israeliano capisca che Israele ha smesso di essere un paese remissivo. Chiunque entri nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas riceverà uno schiaffo, e non porgeremo l’altra guancia”.

L’ex Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Gadi Eizenkot: “Ben Gvir danneggia deliberatamente l’immagine di Israele nel mondo per raccogliere like sui social network. Anche in questo caso, la responsabilità principale ricade sul Primo Ministro che lo ha nominato a tale incarico. Un Primo Ministro che ha a cuore il bene di Israele avrebbe dovuto licenziarlo molto tempo fa”.

Diversi aerei della Turkish Airlines sono atterrati all’aeroporto di Ramon in Israele per evacuare i membri della “Flotta di Gaza” catturati in Israele.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 21 maggio. Le forze IDF e Magav hanno sventato un tentativo di contrabbando di 26 pistole al confine giordano. Portavoce forze israeliane: il 21 maggio un combattente del Tzahal, è rimasto gravemente ferito, un ufficiale ha riportato ferite di media entità e altri due combattenti hanno riportato ferite di media entità a seguito dell’abbattimento di un drone esploso nel Libano meridionale. Nell’incidente, un ufficiale ha riportato ferite lievi e altri due combattenti hanno riportato ferite lievi. I feriti sono stati evacuati in ospedale per ricevere cure mediche; le loro famiglie sono state informate.

I media israeliani riportano che il personale di diversi ospedali in Israele nord ha ricevuto istruzioni di mantenere un alto livello di allerta e preparazione, in vista di valutazioni e preparativi per una possibile nuova fase di escalation o un rinnovato confronto militare con l’Iran che coinvolga Israele e gli Stati Uniti.

Un attacco di droni israeliani contro l’area vicino alla fabbrica di Abu Dan nel progetto di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, ha ucciso un palestinese e ne ha feriti altri due. Attacco missilistico nei pressi del sito di Qadisiyah da un aereo da ricognizione a ovest della città di Khan Yunis

Non va meglio in Cisgiordania,l’esercito israeliano apre il fuoco contro un veicolo e lo insegue nella città di Huwara, a sud di Nablus. Arrestato un sospetto per di aver tentato di investire israeliani vicino al checkpoint di “Za’tara”, a sud di Nablus.Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano coloni ebrei che rubano pecore palestinesi all’alba a Hiraybet Al-Nabi, Masafer Yatta, a sud di al-Khalil. Non solo le IDF hanno fatto irruzione nella città di Bani Na’im, a est di al-Khalil, nella Cisgiordania, terrorizzando e arrestando palestinesi in un’ulteriore escalation della repressione quotidiana contro la popolazione locale.

Il sito web israeliano Walla ha annunciato che il comandante della “401ª Brigata” e altri soldati dell’esercito israeliano sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di un drone lanciato da Hezbollah all’interno di un’abitazione nel Libano meridionale. La 401ª Brigata Corazzata dell’esercito israeliano ha già subito la perdita del suo comandante ucciso dalle Brigate Qassam nella Striscia di Gaza durante battaglie terrestri mentre l’attuale è stato gravemente ferito da Hezbollah in Libano. Secondo un dichiarazione di Canale 14 israelaino: “Questa mattina [21 maggio], intorno alle 8:00, Hezbollah ha lanciato un drone carico di esplosivo contro i soldati della 401ª Brigata che si trovavano all’interno di un edificio nel villaggio di Dibil. Il drone ha sfondato la rete anti-drone e ha colpito la facciata dell’edificio, ferendo i soldati con le schegge.” Il comandante della 401ª Brigata è rimasto gravemente ferito (un grave trauma cranico), così come un tenente colonnello. Il comandante è Meir Biderman.

Violenti scontri tra esercito israeliano e Hezbollah a Hadath, colpito carro armato e due bulldozer D9 dell’esercito israeliano dopo che le sue forze sono penetrate nel centro di Hadath, nel sud del Libano. Un drone di Hezbollah colpisce un veicolo militare israeliano nascosto sotto una copertura ad al-Bayada, nel Libano meridionale.

Israele ha bombardato il villaggio di Tebnine, nel sud del Libano. Aerei da guerra israeliani hanno bombardato la città di Yater, distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Drone israeliano in volo sopra la città di Zrarieh

IlComando Centrale dell’Esercito degli Stati Uniti: alo 20maggio, le forze statunitensi hanno fermato una petroliera iraniana nel Golfo dell’Oman che stava tentando di violare il blocco navale statunitense contro l’Iran. Dopo l’ispezione, la petroliera è stata rilasciata e le è stato ordinato di cambiare rotta.

Secondo la CNN: “L’Iran ha ripreso la produzione di alcuni dei suoi droni durante il cessate il fuoco, indicando un rapido ripristino di alcune capacità militari danneggiate dagli attacchi”. Le Guardie Rivoluzionarie israeliane avvertono che l’Iran estenderà il conflitto oltre la regione se l’aggressione riprenderà. In una nuova dichiarazione, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha lanciato un avvertimento diretto agli Stati Uniti e al governo israeliano, dichiarando che qualsiasi ulteriore atto di aggressione contro l’Iran porterà a un conflitto che si estenderà ben oltre i confini dell’Asia occidentale.

Un funzionario iraniano: “Abbiamo armi che non abbiamo ancora usato. Una fonte militare iraniana ha dichiarato a RIA Novosti in merito alla prontezza dell’Iran a contrastare un possibile nuovo attacco statunitense: “Abbiamo prodotto internamente armi avanzate che non sono ancora state utilizzate sul campo di battaglia e non sono state testate sul campo”. Ha aggiunto che Teheran non ha carenze in termini di infrastrutture e attrezzature per la difesa e possiede la capacità necessaria per contrastare qualsiasi attacco. La fonte ha sottolineato: “In termini di equipaggiamento e capacità di difesa, non abbiamo carenze che impedirebbero al Paese di difendersi. Questa volta, non intendiamo mostrare moderazione”.

Infine, Mohammad Baqer Qalibaf, Presidente del Parlamento iraniano: “Il popolo può essere certo che le nostre forze armate hanno sfruttato al meglio l’opportunità del cessate il fuoco per ricostruire le proprie capacità”. E ancora il Comandante dell’Esercito iraniano: “Siamo pienamente preparati a dare una risposta decisa a qualsiasi minaccia, aggressione o azione avventuristica contro il nostro Paese”.

Il collettivo di hacker iraniani Handala ha minacciato: “lanceremo devastanti attacchi transregionali contro le infrastrutture energetiche e digitali degli stati ostili”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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