#ISRAELIRANWAR. Non si riesce a trovare una soluzione SU Hormuz e nucleare. Hezbollah utilizza droni dotati di telecamere termiche per colpire le IDF nel Libano meridionale

62

Molto difficile la trattativa Iran – Stati Uniti. Il fine settimana è stato pieno di annunci poi smentiti. Nel frattempo l’Ambasciatore iraniano in Cina: “La Cina ha presentato un’iniziativa in quattro punti per la pace e la stabilità nella regione mediorientale”. Piano che né gli Stati Uniti né l’Iran hanno voluto presentare al pubblico.

Non solo il presidente degli Stati Uniti si trova in difficoltà con Israele che ad ogni passo dell’accordo ricorda a Trump che l’Iran non deve possedere il nucleare. 

La sera del 23 maggio, alle 20:00 circa ore italiane, il vicepresidente statunitense Vance è tornato di corsa alla Casa Bianca così come Hegseth. Trump ha convocato una riunione sulla sicurezza relativa all’Iran. E mentre l’Iran e Stati Unititi tramite il mediatore Pakistan si stanno per accordare per un rinvio di 60 giorni in materia nucleare ecco che Trump fa una sua dichiarazione: “Non concluderò alcun accordo che non sia vantaggioso per Israele”. Trump annuncia che un Memorandum d’intesa con l’Iran è stato “in gran parte negoziato”. Aggiunge che i dettagli finali dell’accordo saranno annunciati a breve. In Iran c’era Asim Munir, ricevuto dal ministro degli Interni iraniano Eskandar Momeni per definire l’accordo.

Ali Hashem di Al Jazeera rivela i dettagli riportati della bozza finale del Memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti: “Fine del conflitto regionale su tutti i fronti, Libano compreso: Sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani; Rimozione del blocco navale statunitense; Riapertura dello Stretto di Hormuz sotto “supervisione iraniana”; Ritiro della maggior parte delle forze statunitensi dal Medio Oriente; Le due parti entrerebbero quindi in un periodo di 30 giorni per risolvere le restanti questioni nucleari, con la possibilità di estendere i negoziati se entrambe le parti lo desiderano”.

Improvvisamente tutto salta e si rinvia una telefonata con i Paesi del Golfo Persico. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim afferma: “Iran e Stati Uniti non sono d’accordo su uno o due punti di un possibile memorandum d’intesa. I negoziati per un accordo reciproco sono in corso e, a causa di quelli che sono stati definiti ostacoli creati dagli Stati Uniti, la questione non è ancora stata definita”. Una fonte iraniana ha dichiarato che l’Iran insiste nel rivendicare i propri diritti su Hormuz e che questo messaggio è stato trasmesso al mediatore pakistano. Se gli Stati Uniti continueranno a creare ostacoli, un accordo sarà impossibile.

Alla fine, quello che sembra un accordo fatto, viene azzerato dalla Casa Bianca perché “non prevede ancora un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran e ritiene che potrebbero volerci diversi giorni”. Trump: “il mio accordo è l’opposto di quello di Obama ed è migliore di molto”. Marco Rubio: “Siamo riusciti ad entrare in Venezuela e a rimuovere uranio altamente arricchito. Il sistema iraniano si è rifiutato persino di discuterne. Questo deve cambiare.”

Il dietrofront di Trump sull’accordo con l’Iran rivela come Netanyahu lo controlli in tempo reale ha dichiarato Mohammad Marandi, accademico iraniano, della delegazione per i negoziati Iran – Stati Uniti. “Sembrava che Trump si stesse comportando in modo ragionevole. Ma penso che probabilmente dopo aver parlato con Netanyahu e dopo che i neoconservatori e i sionisti hanno iniziato a fare pressione… abbia cambiato idea ancora una volta. Ha completamente ribaltato la sua posizione”, afferma Marandi. “Se ciò fosse vero, nessun accordo sarebbe possibile”, chiude.

Channel 12 ha riferito che Tel Aviv sta monitorando attentamente la bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran. Tel Aviv teme che Teheran possa beneficiare di un allentamento delle sanzioni senza risolvere la questione nucleare. Fonti mediatiche israeliane hanno riferito che anche Netanyahu ha convocato i leader dei partiti della coalizione di governo per una riunione la sera del 23 maggio. Il politico israeliano Avigdor Lieberman: “Trump sta sottoponendo l’intero Stato di Israele a un’umiliante esperienza con Netanyahu”.

Il primo Ministro di Israele Benjamin Netanyahu ammette che è difficile per lui influenzare le decisioni di Trump sull’Iran, Reuters. Uno dei funzionari israeliani che ha partecipato alle conversazioni private di Netanyahu ha affermato che il leader israeliano ha espresso preoccupazione per il memorandum d’intesa con l’Iran, attualmente in fase di discussione.

Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha chiesto a Netanyahu di perseguire la ripresa della guerra in Libano, Naharnet. “Gli attacchi con i droni non possono essere considerati una nuova normalità” e ha esortato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ad assumere una posizione più dura nel suo colloquio con Donald Trump.“È ora che il Primo Ministro sbatta il pugno sulla scrivania di Trump e gli dica che torneremo in guerra in Libano”, ha scritto Ben-Gvir su X. Secondo lui, Israele dovrebbe lanciare attacchi contro le infrastrutture energetiche libanesi e poi occupare la regione di Deir El Zahrani, nel sud del Paese.

“Israele non fermerà gli attacchi al Libano a prescindere da qualsiasi accordo con l’Iran” – dice l’ex inviato statunitense per l’Iran Robert Malley. “Non esiste alcuno scenario plausibile in cui Israele accetti di cessare gli attacchi contro il Libano, Gaza o lo Yemen nell’ambito di un accordo sul nucleare iraniano”, ha chiosato l’ex inviato statunitense.

Hezbollah ha annunciato di aver ricevuto un messaggio dal Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che conferma il sostegno “incrollabile” di Teheran alla milizia sciita. Il 24 maggio il Segretario Generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha commentato le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro i membri della fazione parlamentare dell’organizzazione terroristica nel suo discorso: “Le ultime sanzioni statunitensi mirano a esercitare pressione e riflettono l’incapacità di raggiungere i loro obiettivi. Se gli Stati Uniti aumenteranno ulteriormente la pressione, non avranno più nulla in Libano perché lo distruggeranno sotto gli occhi del suo popolo”.

Naim Qassem ha proseguito: “Resteremo sul campo e usciremo vittoriosi da questa guerra. Il nemico lascerà la nostra terra sconfitto e senza aver raggiunto nessuno dei suoi obiettivi”.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha commentato il discorso di Qassem: “Gli Stati Uniti condannano fermamente l’avventato appello di Hezbollah al rovesciamento del governo democraticamente eletto del Libano”. “Hezbollah ha ignorato gli appelli del governo libanese al cessate il fuoco. Al contrario, ha continuato a bombardare le posizioni israeliane e a spostare attivisti e armi nel Libano meridionale. Questa è una campagna volta a minare la stabilità del Paese per mantenere il proprio potere a scapito del futuro del popolo libanese”.

La squadra di mediazione per la risoluzione del conflitto è stata, nel fine settimana, allargata Trump ha tenuto una teleconferenza multinazionale con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Qatar, Giordania, Pakistan e Turchia. Ordine del giorno: Discussione sulla bozza di accordo con l’Iran. Il primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif elogia gli “sforzi per un accordo di pace” di Trump con l’Iran in seguito a una telefonata che ha coinvolto i leader di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Egitto, Giordania, Pakistan ed Emirati Arabi Uniti. 

Il 25 maggio una delegazione iraniana guidata dal Presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Doha nell’ambito dei negoziati diplomatici in corso nelle ultime settimane, per contribuire a porre fine alla guerra. La delegazione terrà anche colloqui con alti funzionari del Qatar su aspetti dei negoziati relativi alla fine della guerra. Anche Abdolnaser Hemmati, Governatore della Banca Centrale, si è recato in Qatar per discutere dello sblocco dei beni congelati e in qualità di membro della Commissione Economica per i Negoziati.

Trump ha invitato diversi paesi a normalizzare le relazioni con Israele nel caso in cui Washington e Teheran raggiungano un accordo di pace, Axios. I rappresentanti di Qatar, Pakistan e Arabia Saudita, che non hanno relazioni diplomatiche con Israele, sono rimasti sorpresi dalla richiesta del presidente della Casa Bianca, riporta il portale. C’è stato un momento di silenzio durante la telefonata e Trump ha scherzato, chiedendo se tutti fossero ancora in linea, ha detto uno dei funzionari. La firma degli Accordi di Abramo dovrebbe iniziare immediatamente da Arabia Saudita e Qatar. Il Primo Ministro pakistano, a seguito degli incontri a Doha: “Sono stati compiuti progressi significativi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e le cose si stanno muovendo nella giusta direzione”.

L’ambasciatore iraniano in Francia ha dichiarato che la Repubblica Islamica e l’Oman stanno discutendo l’introduzione di un sistema di pedaggio permanente per lo Stretto di Hormuz.

Migliaia di cittadini iraniani si sono radunati il 23 maggio in Piazza Enghelab a Teheran per esprimere il loro fermo sostegno al governo e alle forze armate e hanno chiesto risposte per l’attacco alla scuola di Minab. Ottimista sugli accordi il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei: “Iran e Stati Uniti sono nelle fasi finali della stesura di un memorandum d’intesa”. Secondo quanto riferito da un diplomatico iraniano, i negoziatori stanno attualmente discutendo la fine della guerra e del blocco navale americano, nonché questioni relative al rilascio dei beni iraniani congelati.

“La questione dello Stretto di Hormuz non riguarda gli Stati Uniti” ha comunque chiarito il Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Baqaei “Dovrebbe essere definito un meccanismo tra noi e l’Oman riguardo allo Stretto, e abbiamo avuto diversi incontri con la controparte omanita su questo argomento”.

Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters: “Non ci siamo impegnati a trasferire uranio arricchito; il programma nucleare non è incluso nell’accordo in questa fase. Se il memorandum d’intesa verrà approvato dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, sarà sottoposto a Mojtaba Khamenei per l’approvazione finale”.

Sempre Baqaei, poi, su X con ironia ha scritto a Trump: “Nella mentalità romana, Roma era il centro indiscusso del mondo. Eppure gli iraniani hanno infranto quest’illusione; quando Marco Giulio Filippo (Filippo l’Arabo) marciò verso est contro la Persia, la campagna non si concluse con una vittoria romana, bensì con una pace stabilita secondo i termini sasanidi: l’imperatore dovette scendere a compromessi!”

Più dure le dichiarazioni del Comandante Mohsen Rezaee, Consigliere della Guida Suprema iraniana. “Abbiamo il dito sul grilletto”. E ancora ha detto: “Se il nemico attacca lo Stretto di Hormuz, romperemo il blocco navale e potremmo ritirarci dal Trattato di Non Proliferazione (TNP). Siamo pronti a intervenire”.

Ed ora uno guardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 15:30 del 25 di maggio. Secondo i media israeliani: “Un drone imbottito di esplosivo è esploso improvvisamente all’interno di una base militare vicino all’insediamento di Shlomi, nella Galilea occidentale.” L’esercito israeliano afferma che un soldato è stato ucciso e altri due feriti, di cui uno gravemente, in un attacco di droni vicino al confine con il Libano venerdì. Secondo l’esercito, un drone esplosivo lanciato dal Libano ha colpito le forze israeliane intorno alle 14:20, mentre un secondo drone è poi caduto nella stessa area senza causare vittime.

Anche il 25 maggio, elicotteri di soccorso trasportano soldati israeliani dal Libano meridionale agli ospedali di Israele dopo che un carro armato israeliano Merkava è stato incendiato da razzi di Hezbollah nel Libano meridionale. I media israeliani lamentano che “Hezbollah ha lanciato droni contro le nostre forze e le città di confine; uno di questi è esploso a Metula e stiamo indagando sull’incidente”. Un attacco di droni registrato a Shomera. Il suono delle sirene d’allarme risuona di nuovo nell’insediamento di Shomera, nella Galilea occidentale, tra i timori di una terza infiltrazione di droni.

Sempre il 25 maggio i media israeliani riportano che: “Due piloti dell’aeronautica militare israeliana sono morti in un “incidente aereo” nel nord di Israele. Hanno partecipato a un attacco contro l’Iran”.

Hezbollah il 22 maggio conferma attacco al sistema di difesa missilistica Iron Dome presso la base aerea di Branitz, nei territori settentrionali, utilizzando droni Ababil. Nello stesso giorno rivendicato attacco contro veicolo di comunicazione dell’esercito israeliano in un attacco a sorpresa presso la base di Masgaf. Hezbollah ha anche preso di mira nel fine settimana un carro armato Merkava dell’esercito israeliano in un attacco a sorpresa nella città meridionale di Markaba, in Libano

Dal 2 marzo i morti sono stati in Libano 3.151 e 9.571 in feriti, secondo il Ministero della Salute libanese. Account libanesi lamentano che le IDF colpiscano deliberatamente i paramedici mentre tentano di recuperare i feriti. A partire dal 24 maggio, le IDF stanno conducendo attacchi su larga scala e insolitamente potenti in tutto il Libano meridionale. Nella serata del 24 maggio le IDF hanno emesso un ordine di evacuazione per le città di Mashghara, Qellaya e Sohmor nel distretto della Bekaa, nonché per Deirah, al-Zharqiya, al-Sharqiya Doueir, Zedbine, Nabatieh al-Tahta, Arab Salim e Kfarjoz nel distretto di Nabatieh. Hanno “ordinato” ai residenti di lasciare immediatamente le proprie case e di allontanarsi di almeno 1.000 metri. Questo avveniva mentre gli attacchi israeliani continuavano nel sud del Libano e nella valle della Bekaa, senza sosta e senza alcun preavviso, e mentre l’attività dei droni prosegue sulla capitale libanese, Beirut, e sulla sua periferia meridionale. Raid aerei sulla città di Nabatieh; un drone kamikaze di Hezbollah esploso vicino a un soldato israeliano e lo ha ucciso. 

Hezbollah ha iniziato a utilizzare droni dotati di telecamere termiche per colpire le forze di israeliane nel Libano meridionale. Oltre alle capacità di sorveglianza termica, Hezbollah ha aumentato significativamente l’uso di droni kamikaze. La sera del 24 maggio sono stati segnalati decine di attacchi con droni, molti dei quali contro “territorio israeliano”. Questo indica che Hezbollah ha aumentato la distanza percorsa da questi attacchi dalla linea di confine. Nella giornata del 25 maggio colpiti due Merkava appartenente alle IDF nella città di Debel; colpita la postazione di artiglieria israeliana nella città di Adaisseh con un drone d’assalto Ababeel. Israele compie incursioni a Tiro nel campo di Rashidieh. In risposta Hezbollah lancia razzi dal Libano meridionale verso concentrazioni di truppe Israeliane.

Segnalata attività di aerei da combattimento in Iraq. Secondo le prime notizie provenienti dall’Iraq, diverse strutture appartenenti alla milizia Hashd al-Shaabi, sostenuta dall’Iran, sono state recentemente attaccate nella provincia di Salah al-Din, nel nord-ovest del Paese. Tre persone sono state uccise e molte ferite. Fonti straniere suggeriscono che gli attacchi siano stati compiuti da un Paese del Golfo Persico, con l’Arabia Saudita ritenuta la più probabile responsabile. I filmati pubblicati mostrano una significativa attività di aerei cisterna americani che sorvolano l’Iraq e il Golfo Persico. Golfo al momento dell’attacco. Sempre il 25 maggio un aereo da trasporto militare statunitense è decollato da Tel Aviv e ha sorvolando il deserto di Samawah, in Iraq, per oltre 30 minuti.

Per quanto concerne Hormuz, secondo le Guardie Rivoluzionarie iraniane: “Nelle ultime 24 ore, 33 navi, tra cui petroliere, portacontainer e altre navi commerciali, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto il permesso, in coordinamento con le Guardie Rivoluzionarie e sotto la protezione della Marina”. Inoltre il 24 maggio un drone da ricognizione israeliano è stato abbattuto dalla difesa aerea iraniana, riporta IRIB. Il drone sorvolava la provincia di Hormozgan, che si affaccia sullo Stretto di Hormuz. Il drone veniva utilizzato per spionaggio e ricognizione. Il 22 maggio un drone israeliano Orbiter è stato abbattuto nel sud-est dell’Iran.

Mehr riporta: “Si sentono rumori di sistemi di difesa aerea nelle vicinanze dell’isola di Qeshm. Sono stati avvistati dei droni sull’isola di Qeshm, il che ha innescato l’attivazione dei sistemi di difesa aerea”.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/