#ISRAELIRANWAR. Netanyahu: “Non si possono fare rivoluzioni dall’aria, ci deve essere anche una componente di terra”. Libano: già 1001 morti. Tre navi anfibie e 2500 Marine USA in viaggio verso Kharg

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Il Segretario alla Guerra statunitense Hegseth sulla guerra con l’Iran: “Il mondo, il Medio Oriente, i nostri ingrati alleati in Europa, persino parte della nostra stampa, hanno solo una cosa da dire al Presidente Trump: ‘Grazie!’” Hegseth ha confermato che il Pentagono sta richiedendo circa 200 miliardi di dollari per la guerra con l’Iran: “Ci vogliono un sacco di soldi per uccidere i cattivi”.

Si ricorda che gli Stati Uniti hanno speso tra i 2 e i 3 trilioni di dollari durante i 23 anni di guerra in Iraq e 2,3 trilioni di dollari in Afghanistan dal 2001 al 2021. E in Iran, 200 miliardi di dollari in tre settimane.

In seguito a dichiarazioni contrastanti provenienti da diverse testate giornalistiche su Joe Kent, attribuite ad alti funzionari dell’amministrazione Trump, la CBS News riporta che l’FBI sta indagando sull’ex direttore del National Counterterrorism Center, Joe Kent, per presunte fughe di notizie classificate. L’indagine sarebbe stata condotta prima delle sue dimissioni dalla Divisione Investigativa Criminale dell’FBI.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha dichiarato di aver avvertito Netanyahu dell’inammissibilità di colpire gli impianti petroliferi e del gas in Iran e ha promesso di fermare tali attacchi. La notizia è stata confermata in conferenza stampa da Benjamin Netanyahu.

Tra le azioni in discussione per arginare la crisi petrolifera a causa della situazione a Hormuz, gli Stati Uniti potrebbero revocare le sanzioni sul petrolio iraniano, il Segretario del Tesoro statunitense Bessent lo ha dichiarato a Fox Business.

Alla domanda : ”Ha intenzione di inviare altre truppe nella regione?”, Trump: “No, non invierò truppe da nessuna parte. Se lo facessi, di certo non ve lo direi.”

La guerra con l’Iran ha causato l’espulsione involontaria di cittadini americani dalla regione. Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che oltre 70.000 americani sono rientrati negli Stati Uniti dall’Asia occidentale dall’inizio della guerra imposta all’Iran durante il Ramadan.

Il Presidente della Repubblica Turca di Cipro del Nord, Tufan Erhurman, ha risposto alle critiche sulle azioni della Turchia in merito alle tensioni militari nella regione: “Criticano gli F-16 inviati qui dalla Turchia e si ritengono in diritto persino di commentare la questione”. “Secondo lo status di questo Paese, la Repubblica di Turchia è garante dell’intera isola. E la Francia? E i Paesi Bassi? Che status hanno dal punto di vista dell’isola?”. 

La Francia sta preparando una missione a livello ONU per sbloccare lo Stretto di Hormuz. Una possibile opzione potrebbe essere l’adozione di una risoluzione sostenuta dai paesi del Golfo e dall’Europa. Ciò consentirebbe la formazione di una più ampia coalizione internazionale per garantire la sicurezza della navigazione. L’ambasciatore iraniano in Francia ha dichiarato che la nuova Guida Suprema del Paese è viva e vegeta. Il diplomatico ha anche smentito l’esistenza di un bunker in cui si nasconderebbero i politici iraniani.

Lo Stato Maggiore francese prenderà provvedimenti dopo che le coordinate della portaerei Charles De Gaulle sono state divulgate tramite lo smartwatch di un soldato, ha riferito l’AFP.

Il ministro israeliano dell’Energia e delle Infrastrutture Eli Cohen: “I danni alla rete elettrica nel nord sono localizzati e di lieve entità”. Le squadre delle compagnie elettriche sono già sul posto e hanno ripristinato l’energia nella maggior parte delle zone interessate. L’energia verrà ripristinata a breve anche nelle zone rimanenti. Inoltre, i bombardamenti nel nord non hanno causato danni significativi alle infrastrutture in Israele. A fare da eco alle sue parole quelle dell’amministratore delegato della Haifa Oil Refinery Company: “L’incendio scoppiato questa sera nelle raffinerie di petrolio di Haifa ha causato danni per un valore di 6 milioni di NIS”.

Il Ministero della Sicurezza di Stato israeliano e la polizia riferiscono che un riservista israeliano in servizio nel battaglione di difesa missilistica Iron Dome è stato arrestato e accusato di spionaggio a favore dell’Iran per denaro.

Benjamin Netanyahu: “Non si possono fare rivoluzioni dall’aria… ci deve essere anche una componente di terra”. “Ci sono molte possibilità per la componente di terra e mi prendo la libertà di non condividerle tutte con voi”. Netanyahu in un’intervista ai media israeliani: “Ci sono molti segnali che il regime iraniano sta crollando e stiamo lavorando per creare le condizioni per il suo crollo. Forse sopravviverà, forse no, ma se lo farà, sarà nel suo punto più debole”. Netanyahu ha anche affermato che Israele ha agito da solo negli attacchi contro un giacimento di gas iraniano e che Trump gli ha chiesto di astenersi da ulteriori attacchi. “Penso che gli americani apriranno lo Stretto di Hormuz e i prezzi del petrolio crolleranno”, ha dichiarato il primo Ministro israeliano.

Il Ministero della Salute libanese: 1.001 morti, 2.584 feriti dall’inizio dei combattimenti. Continuano gli scontri nel sud del Libano. 

Il Ministero degli Esteri siriano: “L’aggressione nel sud della Siria del 20 marzo avviene con pretesti inventati come parte della politica di escalation israeliana”. Il riferimento è all’attacco di Israele a Daraa in difesa dei drusi. 

L’amministratore delegato di QatarEnergy, Saad al-Kaabi, in un’intervista a Reuters: “Potremmo dover dichiarare la forza maggiore sui contratti di GNL per un periodo massimo di cinque anni, il che avrebbe ripercussioni su Italia, Belgio, Corea e Cina. Intendo dire, si tratta di contratti a lungo termine per i quali dobbiamo dichiarare la forza maggiore. Lo abbiamo già fatto, ma per un periodo più breve. Ora sarà per qualsiasi durata”. L’attacco iraniano di ieri sera ha distrutto il 17% della capacità di esportazione di gas naturale del Qatar e si prevede che le riparazioni richiederanno dai tre ai cinque anni. Sulla base delle stime di mercato prebelliche, l’Iran è riuscito a distruggere circa il 3,5% della capacità globale di GNL con un singolo attacco.

Il Qatar ha arrestato due analisti di Al Jazeera con l’accusa di sostenere l’Iran. Fonti mediatiche affermano che le autorità del Qatar hanno arrestato Saeed Ziad e Fatima Al-Samadi, analisti politici dell’emittente e del centro di ricerca Al Jazeera, con l’accusa di sostenere l’Iran nella guerra in corso.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver neutralizzato una rete terroristica, controllata e finanziata da Hezbollah e dall’Iran, coinvolta nel riciclaggio di denaro e nel finanziamento del terrorismo. Secondo il The National: “La polizia di Abu Dhabi arresta 109 persone per aver condiviso immagini degli attacchi iraniani”. 

Il portavoce di Ansar Allah in Yemen, Mohammed al-Bukhaiti, risponde duramente alle recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri saudita, il Principe Faisal bin Farhan. “Nel video, al-Bukhaiti mette sarcasticamente in discussione l'”etica islamica” saudita: “Il Ministro degli Esteri saudita afferma che l’Iran deve rispettare l’etica islamica. Che incredibile! È forse etica islamica aprire il proprio territorio all’America e all’entità sionista per attaccare l’Iran? Bombardare lo Yemen per 10 anni, distruggendo funerali, matrimoni, ospedali e moschee?”

Secondo l’Israel Hayom vi sarebbero tentativi di comunicare con l’Iran per tenere il settore energetico e lo Stretto di Hormuz fuori dall’equazione della guerra

L’accesso a Internet in Iran è oramai indisponibile da 20 giorni, secondo il servizio internazionale di monitoraggio di Internet NetBlocks.

L‘Agence France Presse, citando l’ambasciatore iraniano a Berlino Majid Neli, ha affermato che l’Iran ha chiesto alla Germania di chiarire il ruolo della base aerea americana di Ramstein nel conflitto. Le Forze di Difesa Israeliane confermano ufficialmente: “Un attacco aereo notturno ha ucciso Ali Mahmoud Naa’ini, portavoce e responsabile delle pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche”.

Si attende ufficializzazione da parte iraniana nel frattempo il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane annuncia, in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero accelerando il dispiegamento di migliaia di Marines e marinai in Asia occidentale: “Attendiamo con impazienza i Marines americani”. L’Iran ha inoltre tracciato una linea rossa per il Regno Unito, avvertendo che aprire le sue basi agli attacchi statunitensi sarà considerato un coinvolgimento diretto, aumentando la tensione in una situazione già di per sé instabile”.

Qalibaf ai musulmani: “Dovremmo impegnarci per stabilire un sistema di sicurezza nella regione basato sulla fratellanza tra noi, non sulla fiducia nei nemici dell’Islam. Qualsiasi divergenza tra i musulmani serve al grande complotto dei nostri nemici comuni in questa regione. Promettono sostegno e sicurezza, ma sono bugiardi e portano solo guerra, insicurezza e ostilità. Qualsiasi musulmano che si affidi all’America, principale sostenitrice dei massacri a Gaza, in Libano e in Iran, non troverà alcun sostegno o aiuto per sé”. “Sapete che chiunque l’America rivesta con un abito, in realtà è nudo”.

Il Ministero degli Esteri russo chiede un’indagine approfondita sull’attacco missilistico “mirato” contro i corrispondenti di RT in Libano

Il Ministero degli Affari Esteri cinese ha esortato le parti nella regione a cessare le operazioni militari il prima possibile. La dichiarazione ha sottolineato la necessità di prevenire un’ulteriore escalation del conflitto, secondo Pechino, “le attuali tensioni hanno un impatto diretto sui settori dell’energia, della finanza, del commercio e dei trasporti internazionali. Ha affermato che questa situazione danneggia gli interessi comuni di tutti i paesi”. La Cina ha condannato giovedì l’uccisione del capo della sicurezza nazionale iraniana Ali Larijani da parte di un attacco aereo israeliano, definendola inaccettabile.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornato alle ore 15:00 del 20 marzo. Un caccia F-35 dell’aeronautica statunitense ha effettuato un atterraggio di emergenza in una base dell’esercito americano in Medio Oriente dopo essere stato colpito dal fuoco antiaereo durante una missione di combattimento in Iran. Un portavoce del Comando Centrale ha dichiarato che l’aereo è atterrato in sicurezza e che il pilota è in condizioni stabili. L’Iran ha rivendicato l’attacco con un video, indicando l’uso di un missile terra aria. 

Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha confermato alla CNN che l’aereo stava “svolgendo una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto a un atterraggio di emergenza, l ‘”l’incidente è oggetto di indagine”.

Sarebbero almeno 16 aerei militari statunitensi distrutti nella guerra con l’Iran, tra cui circa 10 droni Reaper

Gli Stati Uniti stanno “accelerando lo sviluppo” di 2.500 Marines per l’Asia occidentale, incluse 3 navi per l’assalto anfibio fonte Newsmax

La Gran Bretagna installerà un sistema di monitoraggio satellitare da 17,5 milioni di sterline ad Akrotiri, Cipro

A partire dal pomeriggio del 19 marzo alle ore 16:00 circa, sei ondate di attacchi sono state lanciate dall’Iran contro Israele. Che hanno scatenato: incendio in una raffineria di petrolio di Haifa colpita da un missile. Interruzione di corrente nella zona di Kiryat Ata, nella baia di Haifa, colpito impianto petrolchimico ad Haifa. In totale sarebbero stati tre i siti sensibili nella regione di Haifa colpiti da missili iraniani. Avvertimenti di perdite di sostanze pericolose ad Haifa a causa degli attacchi.

Altro lancio dall’Iran registrato alle 17:45 del 19 marzo colpita nuovamente Haifa altra interruzione di corrente. Alle ore 23:00 quanto lancio dall’Iran verso Israele. Alle 23:30 i lanci registrai erano sei. I sistemi di difesa aerea israeliani non sono riusciti a intercettare il missile iraniano. Impatti su Haifa Shemen Beaches. Secondo i pasdaran sono stati usati missili a propellente solido e liquido, tra cui Qadr, Khorramshahr, Khaibar Shekan, Qiyam e Zulfiqar, insieme a droni d’attacco.

Intorno alle ore 02:00 lanciata la settima ondata di attacchi contro Israele. Il missile israeliano Arrow-3 fallisce l’intercettazione di un missile iraniano. Alle 10:00 fonti israeliane hanno riferito di danni a un edificio a Rehovot. Alle 12:30 ancor missili iraniani contro obiettivi a Rehovot 9 i feriti di varia entità tra i coloni. Alle 13:00 è partita dall’Iran l’ottava ondata di attacchi iraniani contro Israele, media israeliani: “un missile a grappolo iraniano è caduto a Modi’in e nella zona di Ginton, nei pressi dell’aeroporto Ben Gurion”

Alcuni attacchi contro Israele sono stati effettuati in contemporanea con Hezbollah che ha colpito: Kiryat Shmona, 4 feriti di cui uno in condizioni critiche, a causa della caduta di un razzo lanciato da Hezbollah. Contro la base israeliana di Shamshon, a ovest del lago di Tiberiade, condotta da uno sciame di droni d’attacco. Intorno alle 08:00 del mattino in Israele una delle submunizioni iraniane è caduta all’interno della base aerea di Palmachim, sulla costa di Tel Aviv. Il 20 marzo ancora Hezbollah lancia alle 13:00 circa 20 razzi verso la Galilea. Rivendicati nella giornata del 20 marzo da Hezbollah attacchi contro: insediamento di Shlomi con un attacco missilistico e attacco contro l’insediamento di Avivim con razzi.

Nella giornata del 20 marzo le IDF hanno disperso i fedeli con gas lacrimogeni presso la porta di Bab al-Sahra, in concomitanza con la chiusura della moschea di Al-Aqsa.

Intorno alle 15: sirene in azione a Nahariya e dintorni per il timore di droni infiltrati.

Hezbollah ha rivendicato una serie di attacchi contro le IDF in Libano dal 13 marzo al 20: a Khiam con lanciarazzi contro assembramento di soldati israeliani nel quartiere meridionale della città. Attacco contro un raduno di soldati dell’esercito israeliano presso la nuova base di Tel al-Hamamis, a sud di Khiam, con un bombardamento missilistico sempre il 13 di marzo. E ancora contri assembramento di soldati dell’esercito israeliano a Khalet Al-Assafir, a sud della città di Khiam, e a Kfarjaladi, usando dei razzi. E nel secondo attacco missili. Il 20 marzo Hezbollah ha attaccato assembramento di soldati dell’esercito israeliano nella foresta di Aytron con una salva di razzi e ancora, contro assembramento di soldati israeliana nella zona di Al-Marj, di fronte alla città di confine di Markaba, con un attacco missilistico per la seconda volta. Colpita anche una caserma di Kafra Jallad con una salva di razzi, Kfarjalad con un lancio di razzi, l’insediamento di Hanita con un lancio di razzi; la caserma di Baranit (quartier generale della 91ª Brigata) con un attacco missilistico.

In Siria Israele ha attaccato nella provincia di Daraa. Distrutto deposito di munizioni e un quartier generale dell’esercito siriano, 12 brigata e 89 reggimento colpiti a Izraa. 

L’hangar per aerei da ricognizione appartenente alla Central Intelligence Agency/Esercito degli Stati Uniti a Erbil è stato danneggiato, distrutte delle residenze degli ufficiali militari statunitensi a Erbil in attacchi del 19 marzo

Tre Eurofighter kuwaitiani sono stati distrutti, mentre due Eurofighter italiani sono stati danneggiati ma sono riparabili nella base kuwaitiana. Nella notte tra il 19 e 20 marzo, esplosioni udite in una base militare statunitense in Kuwait a seguito di un attacco combinato di missili e droni. La Kuwait Petroleum Corporation segnala che la raffineria Mina Al Ahmadi nel porto è stata presa di mira da attacchi di droni, provocando un incendio e costringendo alla chiusura di una parte significativa dell’impianto. 

Secondo la testata greca Kathimerini, un sistema di difesa aerea Patriot PAC-2/3 schierato in Arabia Saudita ha abbattuto due missili balistici iraniani in arrivo. Qualche giorno fa, è stato anche riportato che la Grecia ha trasferito il 20% delle sue scorte di missili terra-aria PAC-2/3 agli Emirati Arabi Uniti. Il 20 alle 15:00 circa, esplosioni scuotono l’Arabia Saudita

Distruzione dei serbatoi di carburante di un aereo militare americano in Bahrein e distruzione di un deposito di equipaggiamento per la difesa aerea presso la base di Riffa, appartenente all’esercito statunitense in Bahrein.

Un piccolo team di specialisti anti-drone, inviato da Kiev a Doha pochi giorni fa per assistere il Qatar nella lotta contro i droni iraniani, sta incontrando ostacoli nei negoziati con l’industria della difesa. In cambio dell’assistenza, Kiev chiede a Doha di consegnare la sua flotta di 12 caccia Mirage 2000-5. Doha sta attualmente ignorando la richiesta di Kiev. Di conseguenza, i negoziati per rafforzare le capacità anti-drone del Qatar sono in una fase di stallo.

Distruzione dei serbatoi di carburante di un aereo militare americano a Dubai.

Gli Stati Uniti stanno valutando un blocco navale o la conquista dell’isola iraniana di Kharg, riporta Axios, citando alcune fonti. Secondo il portale, questo è il modo in cui Washington sta cercando di costringere l’Iran ad aprire lo Stretto di Hormuz.

Immagini satellitari mostrano la distruzione di un impianto di produzione di missili nella città iraniana di Karji. Nei voli di ricognizione del 20 marzo da parte di droni statunitensi, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha distrutto un drone americano.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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