
Cattive notizie per il presidente Donald Trump, secondo il New York Times: “Gli alleati degli Stati Uniti ritengono che la guerra dell’amministrazione Trump contro l’Iran si stia dirigendo verso una sconfitta strategica”.
L’ex deputata Marjorie Taylor Greene si è rivolta a Trump: “La benzina costa 4,10 dollari [al gallone] e il diesel 5,36 dollari. La tua guerra illegale e insensata contro l’Iran sta minando proprio coloro che hanno votato per porre fine alle guerre all’estero, ridurre l’inflazione e abbassare i prezzi della benzina. È una stupidaggine da parte del team di Trump pubblicare contenuti del genere dal nostro presidente miliardario”.
I mediatori tra Iran e Stati Uniti, secondo Al Jazeera asrebbero al lavoro, anche se riscontra la testa ala preparazione militare americana è ancora in corso. “In un contesto di rinnovate tensioni tra Teheran e Washington, la mediazione rimane fondamentale per contenere l’escalation. Sembra che i mediatori regionali non siano scomparsi e possano svolgere un ruolo attivo nel dialogo tra Teheran e Washington per prevenire l’escalation e la guerra. Alcune prove suggeriscono che al momento non vi siano stati cambiamenti nella preparazione militare degli Stati Uniti”.
Smentita dall’Iran per l’ennesima volta la dichiarazione di Donald Trump secondo cui, “il presidente avrebbe annullato un attacco pianificato contro l’Iran dopo che i negoziatori iraniani (Araghchi) hanno risposto positivamente alla nuova proposta del Qatar di aprire lo Stretto di Hormuz. Non è chiaro se si raggiungerà un accordo definitivo su questa proposta. Dietro le quinte: I Paesi del Golfo sono frustrati dalla mancanza di una chiara politica statunitense. Non tutti i Paesi del Golfo condividono la stessa opinione, poiché gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto agli americani di adottare un approccio più duro nei confronti di Teheran”. WSJ
L’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, riporta, citando fonti a conoscenza della situazione: “Le notizie su un nuovo accordo per l’apertura dello Stretto di Hormuz sono false. Non è stato raggiunto alcun accordo per l’apertura dello Stretto”. Un portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato: “Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti”.
Il comandante del Comando Europeo degli Stati Uniti (EUCOM) ha avvertito privatamente, articolo del Washington Post, il Pentagono che non dispone di forze navali sufficienti per continuare a difendere Israele dai missili balistici iraniani e che potrebbe presto essere costretto a concentrare gli sforzi sulla difesa del territorio statunitense, a meno che non venga schierato un altro cacciatorpediniere.
L’avvertimento del generale Alexus Gregory Grynkewich sottolinea la crescente pressione che la guerra con l’Iran sta esercitando sulle risorse militari statunitensi. Secondo il WP, le operazioni quasi quotidiane hanno esaurito la flotta di cacciatorpediniere della Marina, mentre precedenti articoli del Wall Street Journal, del New York Times e di Reuters avevano dettagliato le crescenti preoccupazioni per la diminuzione delle scorte di missili antiaerei Patriot e di altri intercettori necessari per proteggere le truppe americane e gli alleati. Il Pentagono ha rifiutato di commentare la corrispondenza.
Ancora polemiche tra Iran e Ucraina. Denis Shtilerman, capo di Fire Point, azienda produttrice di missili Flamingo ucraina, ha pubblicato un post con minacce all’Iran. L’illustrazione mostra fenicotteri rosa che volano lungo una traiettoria che collega l’Ucraina e l’Iran presenta il logo dell’azienda, e sotto di esso la didascalia: “I fenicotteri vivono in Iran? Lo scopriremo presto”. “Ricordiamo a tutti coloro che minacciano l’Ucraina con i missili: i nostri fenicotteri volano per 3.000 km”, scrive Shtilerman.
Teheran d’altro canto ha fatto sapere che ha prove che l’attacco delle forze armate ucraine contro una nave iraniana nel Mar Caspio sia stato intenzionale, nonostante le rassicurazioni di Kiev, riferisce il Ministero degli Affari Esteri.
Ankara sta facendo pressione sull’Iran affinché interrompa gli attacchi con i droni contro le forze di opposizione curde in Iran, nel nord dell’Iraq. Teme che la continuazione degli attacchi possa ulteriormente coinvolgere i curdi con Israele e mettere a repentaglio l’accordo di pace tra la Turchia e il PKK.
L’Ambasciata degli Stati Uniti al Cairo ha emesso un avviso di viaggio per il Paese e ha raccomandato ai cittadini statunitensi in Egitto di valutare la possibilità di lasciare il Paese. I dati di navigazione pubblicati il 3 agosto mostrano che due petroliere che trasportano petrolio saudita hanno attraversato lo Stretto di Bab el-Mandeb durante il fine settimana. Ciò avviene in un contesto di rallentamento del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz a seguito dei recenti attacchi alle navi. Secondo la società di analisi Kpler, il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo Stretto di Bab el-Mandeb è sceso a 18 domenica, rispetto alle 27 di sabato e alle 28 di venerdì. Il rallentamento è dovuto al blocco navale annunciato da Ansar Allah ha colpito lo Yemen il 20 luglio, estendendo la portata delle sanzioni alle petroliere e alle rotte marittime regionali al di fuori del Golfo Persico. Secondo Bloomberg: Sei petroliere saudite hanno cambiato rotta, allontanandosi dallo Stretto di Bab el-Mandeb e iniziando un lungo e insolito viaggio intorno all’Africa.
Israele si prepara al voto, il Presidente israeliano Isaac Herzog: “Israele è una democrazia. Siamo alle elezioni. Le elezioni si terranno il 27 ottobre: elezioni importantissime. Avremo circa 40 partiti diversi in lizza, dai partiti filo-palestinesi a quelli di estrema destra, persino fascisti, sull’orlo del fascismo. Li abbiamo tutti perché il diritto alla libertà di parola è il più ampio possibile in questa nazione e la democrazia prospera qui”.
Secondo Canale 12, di Israele, l’incontro tra Netanyahu e Mladenov è stato difficile. Axios, ha riferito che l’Alto Rappresentante del Consiglio di Pace e il consigliere del Consiglio hanno incontrato oggi Netanyahu e lo hanno informato della necessità di fermare gli attacchi a Gaza; Mladenov e Arie Latieston hanno detto chiaro e tondo che Netanyahu deve fermare gli attacchi, immediatamente.
Sembra che Mladenov abbia chiesto al primo ministro di Israele un cessate il fuoco di 14 giorni, i24NEWS, “come primo passo per iniziare il processo di (disarmo graduale)”. L’Ufficio del Primo Ministro, citando una fonte politica: “Israele” non si ritirerà dall’attuale linea nella Striscia di Gaza”.
Hamas ha fatto sapere che: “Il capo dell’Ufficio politico Khalil al-Hayya ha ricevuto una telefonata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Pezeshkian ha ribadito durante la sua telefonata con al-Hayya l’importanza del consenso e del coordinamento tra tutte le componenti della nazione e la loro unità, in particolare per quanto riguarda la questione palestinese[…]; Al-Hayya ha espresso il suo apprezzamento per la telefonata di Pezeshkian e per la ferma posizione iraniana a sostegno del popolo palestinese e dei suoi diritti inalienabili.; Al-Hayya ha sottolineato l’adesione del popolo palestinese ai propri diritti e l’utilizzo di tutti i mezzi e metodi legittimi per ottenerli”. Al Mayadeen
Il presidente iraniano ha sottolineato: “Non abbandoneremo la Palestina e rimarremo al fianco del suo popolo e dei suoi giusti causa, sostenendola nonostante tutte le circostanze”.
Confermate le elezioni in Palestina dalPresidente Abbas: “Le elezioni legislative si terranno come previsto, il 28 novembre”.
In Libano, l’Ambasciatore degli Stati Uniti ha detto che le parti libanese e israeliana devono concordare un meccanismo chiaro e praticabile. Nel frattempo fonti locali libanesi riferiscono che: “Le proposte israeliane includono la conduzione di un’indagine completa dei villaggi meridionali, che comprenda il numero di abitazioni e i nomi dei proprietari, nonché negozi e istituzioni religiose e sociali. Secondo quanto riferito, avrebbero anche chiesto all’esercito libanese di impedire ad alcuni residenti di tornare nei loro villaggi, sulla base di liste preparate dall’intelligence israeliana”.
Gli Stati Uniti hanno ritirato i sistemi di difesa aerea Patriot da Erbil. Le truppe americane lasceranno l’Iraq entro due mesi. Mentre L’Agenzia federale di intelligence e investigazione irachena (FIIA) ha emesso un ordine in cui richiede informazioni aggiornate sull’ubicazione delle basi militari e sullo stato attuale degli armamenti per valutare i danni causati dai raid aerei guidati da Arabia Saudita e Stati Uniti contro diversi obiettivi delle milizie filo-governative (PMF) in tutto il paese. L’agenzia ha inoltre avvertito le unità di essere vigili e di segnalare qualsiasi attività sospetta che possa portare a incidenti o rappresentare una minaccia per le risorse delle PMF, ordinando loro di segnalare immediatamente qualsiasi preoccupazione.
Da Hormnuz, ennesima dichiarazione dell’Autorità delle Vie Navigabili del Golfo: “A causa delle continue e aggressive azioni militari statunitensi nella regione, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è impossibile”.
L’Iran nei tentativi di prevenire l’escalation ha avviato nuovo colloqui con paesi terzi. Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con il Ministro degli Esteri turco e il Capo di Stato Maggiore pakistano. Nella conversazione ha messo in guardia gli Stati Uniti contro qualsiasi “azione avventuristica”. Le forze armate iraniane sono pronte a rispondere con decisione a qualsiasi aggressione.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale. Aggiornata alle ore 16:00 del 3 agosto. Secondo il CENTCOM, le forze statunitensi hanno dirottato 35 navi mercantili, disabilitato due navi che non rispettavano i requisiti del blocco e ispezionato altre due per verificarne la conformità prima di consentire loro di proseguire il viaggio.
Il Portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha annunciato: “Le esercitazioni militari della Marina iniziate ieri proseguiranno fino a stasera nella zona marittima tra Kiryat Zuwon e Ashdod. Le esercitazioni coinvolgeranno la sicurezza attiva e il traffico marittimo nell’area designata. Le esercitazioni erano state programmate nell’ambito del programma di addestramento del 2026 e non vi è motivo di preoccuparsi per eventuali incidenti di sicurezza”.
Il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz n una apparizione televisiva sul Libano: “Abbiamo distrutto 24 villaggi libanesi. Abbiamo distrutto ogni casa. Non torneranno. Sapete perché? Perché non hanno un posto dove tornare. Tutto è distrutto”. E ancora ha dichiarato: “Abbiamo istituito una zona di sicurezza a Gaza che copre oltre il 50-60% della Striscia di Gaza. Tutto in quella zona è stato distrutto. Questa è la nostra politica. Non ci sono case e non ci sono minacce”.
Il due agosto una esplosione ha ferito cinque soldati libanesi è stata causata da una bomba piazzata da Hezbollah, ha dichiarato l’esercito israeliano. Inizialmente si pensava che che l’ordigno fosse delle IDF l’esplosione è avvenuta vicino al loro veicolo nella città di Kafra. “A seguito dell’analisi, e contrariamente alle precedenti dichiarazioni, è stato stabilito che l’ordigno esplosivo non apparteneva alle Forze di Difesa Israeliane (IDF)”, ha affermato l’IDF in un comunicato, aggiungendo che “secondo le informazioni in possesso dell’IDF, l’ordigno esplosivo apparteneva probabilmente all’organizzazione terroristica Hezbollah”. L’IDF ha dichiarato che le truppe israeliane non sono mai state presenti nella città di Kafra, situata al di fuori della zona cuscinetto controllata dall’IDF nel Libano meridionale.
Tra il due e il tre agosto Israele ha continuato la distruzione delle case in Libano: demolizioni nel villaggio di Majdel Zuun, situato nel Libano meridionale. Attacco israeliano a Taybeh e Qantara. Drone israeliano ha sganciato una seconda granata stordente sulla città di Buyout al-Sayyad, nel Libano meridionale. Ad Al-Mansouri una bomba sonora è stata sganciata da un drone israeliano su una mezzo che ha preso fuoco. Bombardamenti di artiglieria israeliani contro la città di Mays al Jabal, nel Libano meridionale. Bombardata la periferia occidentale della città di Mays al Jabal.
Tra il 31 luglio e il 2 agosto diverse località colpite in Iraq. Una densa nube di fumo è stata avvistata vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad, la causa è sconosciuta. L’Iran attacca le città irachene di Erbil e Sulaymaniyah Esplosione nella base militare statunitense di Al-Taji in Iraq. Fonti giornalistiche hanno riportato un’esplosione nel deposito di munizioni della base militare “Al-Taji”, situata a nord di Baghdad.
Il primo agosto l’esercito kuwaitiano: “i sistemi di difesa aerea stanno attualmente intercettando missili iraniani ostili”.
Le immagini satellitari indicano una sospetta fuoriuscita di petrolio dalla petroliera Caroline Bazengi, parte di una flotta ombra, al largo delle coste dell’Oman. Secondo Bloomberg, una petroliera che trasportava gas naturale liquefatto (GNL) e che appartiene alla compagnia qatariana Gaslog Shanghai è stata colpita da colpi d’arma da fuoco durante la notte al largo delle coste dell’Oman mentre attraversava lo Stretto di Hormuz. La petroliera aveva caricato gas naturale liquefatto in Qatar il 27 luglio e ha smesso di trasmettere segnali AIS il 31 luglio, mentre si trovava vicino all’imboccatura occidentale dello Stretto di Hormuz. La nave cisterna per GNL GasLog Shanghai ha cambiato rotta dopo essere stata colpita nella sala macchine, provocando un incendio e la completa perdita di potenza e propulsione.
L’Iran ha schierato i carri armati T-72S della 92ª Divisione Corazzata dell’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran vengono schierati verso la città di Abadan, situata nel sud-ovest dell’Iran. E ancora ha annunciato l’esecuzione di due cittadini iraniani, Amid Bahazad e Furia Safe, riconosciuti colpevoli di spionaggio per Israele.
Secondo un comunicato stampa del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, un drone MQ-9 è stato distrutto dalle forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nel Golfo Persico il 3 agosto.
Il Consigliere del Comandante in Capo dell’Esercito iraniano, Soran Mohammadzadeh, ha rivendicato le operazioni in Iraq contro l’opposizione curda. “Le nostre forze speciali hanno condotto 14 operazioni di terra a Sulaymaniyah ed Erbil, in Iraq, contro gruppi armati di opposizione. Diversi militanti sono stati uccisi, altri catturati e la 23ª Brigata è rientrata senza perdite”. L’obiettivo degli elementi separatisti è spiare i valichi di frontiera iraniani e fornire informazioni al Mossad israeliano o alla CIA.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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