
Nonostante le continue notizie sul raggiungimento di un accordo di fatto, Trump e Khamenej non hanno firmato. I team negoziali hanno completato il loro lavoro e il nucleare iraniano è rimasto fuori dagli accordi. Il parlamento iraniano nella giornata del 29 maggio ha votato no al mantenimento dell’uranio arricchito in un paese terzo.
Washington e Teheran non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma sono vicine, ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance. Il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, minaccia l’Oman: “Mi riferisco specificamente all’Oman; Gli Stati Uniti agiranno con fermezza contro qualsiasi nazione che aiuti l’Iran a imporre pedaggi sullo Stretto di Hormuz”. E ancora ha detto: “Non abbiamo avuto un cambio di regime, ma abbiamo cambiato il regime”.
Nel pomeriggio del 29 maggio l’ennesima dichiarazione di Donald Trump: “Il Presidente Trump annuncia la revoca del blocco navale statunitense e afferma che l’Iran deve aprire lo Stretto di Hormuz e consentire la diluizione delle sue scorte di uranio arricchito. Afferma di essere in procinto di prendere una decisione definitiva nella Situation Room”. Il mondo attende.
Non meno minacciose le parole del primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu: “Dobbiamo portare a termine la missione in Iran in modo da costituire una “soluzione finale”, e ne parlo con Trump quasi quotidianamente”. “Israele non è più solo una potenza regionale, è già una potenza globale. E perché una potenza globale? Perché possediamo tecnologie di livello mondiale. Oggi lo vedono, nel Golfo e altrove. Ora siamo in grado di sfruttare il nostro potere in molteplici direzioni”. Ha chiosato Netanyahu.
Durante una manifestazione cittadini di Israele incitano Netanyahu a occupare il ‘100%’ di Gaza. Netanyahu afferma che il suo obiettivo è raggiungere il 70%. “Possiamo iniziare gradualmente. Prima il 70%. Iniziamo da lì”.
Il ministro della Difesa israeliano Katz: “Se sparano contro i nostri insediamenti, allora, secondo la situazione a cui li abbiamo abituati in passato, dovremmo evacuare gli abitanti di Dahieh, attaccare e raderla al suolo. Se ci sono droni, non ci sarà nessuno”.
I negoziati tra il governo iracheno e le milizie irachene sul disarmo sono giunti a una fase di stallo. Secondo quanto riportato, i gruppi avrebbero suggerito al Primo Ministro di posticipare il suo piano fino alla fine del 2027. Queste indiscrezioni indicano che questo cambio di posizione sarebbe avvenuto in seguito a ordini della Forza Quds iraniana.
A frenare l’entusiasmo della stampa a americana sugli accordi USA – Iran, l’agenzia di stampa iraniana Tasnim: “Il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti non è stato ancora finalizzato o approvato”. E aggiunge: “una volta finalizzato il testo, l’Iran lo comunicherà ai mediatori e all’opinione pubblica pakistani”.
Il Presidente del Parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf e capo della delegazione parlamentare iraniana in merito ai progressi fatti: Non concediamo vantaggi con i negoziati, ma con i missili; nei negoziati, ci limitiamo a farglielo capire. Non ci fidiamo di garanzie e parole, solo i fatti contano. Non intraprenderemo alcuna azione prima che l’altra parte agisca. Il vincitore di qualsiasi accordo è colui che è meglio preparato alla guerra il giorno dopo”. E ancora ha pubblicato una dichiarazione su X in merito ai negoziati in corso con gli USA e alle continue violazioni dell’accordo di cessate il fuoco.
La Commissione per la Sicurezza Nazionale Iraniana del parlamento: “Non intendiamo trasferire l’uranio arricchito a un paese terzo”.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato, durante una telefonata, “molto costruttiva” con il Ministro degli Esteri omanita Badr Al Busaidi, ha espresso la solidarietà dell’Iran all’Oman contro qualsiasi minaccia e ha discusso della futura gestione dello Stretto di Hormuz “nel quadro delle responsabilità sovrane e del diritto internazionale”. Ha aggiunto che l’Iran accoglie con favore le consultazioni con tutti i paesi stranieri.
Il ministro Abbas Araghchi ha ribadito che l’Iran è al fianco del Sultanato dell’Oman nel contrastare le minacce e ha sottolineato che le discussioni con Muscat hanno incluso la gestione marittima regionale, le responsabilità sovrane e i quadri giuridici che regolano lo Stretto di Hormuz.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati all ore 16:00 del 29 maggio. Un nuovo video diffuso dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) mostra caccia F/A-18E/F e E/A-18G Growler della Marina statunitense e F-35C del Corpo dei Marines statunitensi operanti dal ponte della portaerei Abraham Lincoln (CVN-72) nel Mar Arabico.
Le sirene della difesa aerea stanno suonando a ovest e a nord della Galilea, preoccupazioni per la sicurezza relative ai droni provenienti da nord del confine.
Il Capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir: “Hezbollah è stato sconfitto ed è impegnato in una guerra di sopravvivenza per la sua stessa esistenza. Anche in questo momento, i nostri combattenti stanno schiacciando il nemico su tutti i fronti. Le nostre forze stanno attualmente operando in luoghi che io, in qualità di comandante di battaglione, non sono riuscito a raggiungere”. Portavoce delle IDF: “A seguito degli allarmi attivati poco fa riguardo all’infiltrazione di un aereo ostile nelle aree di Even Manahim e Shitula, è stato identificato un bersaglio aereo sospetto. L’incidente si è ora concluso.”
Le Forze di Difesa Israeliane (IOF) hanno condotto una serie di attacchi mirati contro civili in Piazza Shoa, nel quartiere di Tufah, nella città di Gaza. Secondo fonti sul campo, diversi feriti e almeno due morti sono stati confermati. I feriti vengono trasferiti all’ospedale Al-Muqaddam a causa della mancanza di strutture nelle immediate vicinanze.
Un colono ebreo si è introdotto a Masafer Yatta, Hebron e ha aggredito una donna palestinese, suo figlio e il loro cane.
Hezbollah ha distrutto due batterie Iron Dome nella caserma di Ramim utilizzando droni FPV.| Riepilogo dell’aggressione israeliana al territorio libanese il 28/05/2026: Gli aerei da guerra israeliani hanno effettuato massicci raid aerei sul Libano meridionale, sulla regione della Beqaa e sulla periferia meridionale di Beirut, prendendo di mira decine di città e aree tra cui Kafra, Tire, Dweir, Shokine, Hiboush, Deir Qanoun Ras El Ain, Bourj Qalawyeh, Ghandouriyeh, Kfardounine, Mifdoun, Touline, Ghassanieh, Haris, Chhour, Maarake, Ali Tahir, Deir. Zahrani, Qatarni, Wadi Bourghoz, Yohmor El Shaqif, Kafar Jouze, Mansouri, Zibqine, Rmeidiyeh, Tebnine, Shakra, Qulayleh, Nabatieh, Jibchit, Kafar Tebnit, Deben, Tair Daba, Arnoun, Harouf, Sahmar nella Beqaa e Shouwaifat nella Periferia meridionale di Beirut. Droni nemici hanno anche effettuato raid su Jibchit, Adloun, Toul, Mifdoun, Haris, Deir Zahrani, Zebdine, Zefta, Hiboush, Abba e strade e aree circostanti, mentre i bombardamenti di artiglieria israeliani hanno preso di mira Kafar Rouman, Al Mahmoodyeh, Al Reyhan, Deben, Sareefa, Nafakhiyeh, Blatt, Mansouri, Jdeidet Marjeyoun, Al Hanyeh e Kafar Tebnit.
Nella giornata del 29: Segnalati spostamenti di massa di residenti a seguito delle minacce israeliane contro i villaggi di Ansariyah, Al-Kharaib, Shabrouh, Sarafand, Adlun e Al-Bayssariyah nel Libano meridionale. Attacchi aerei israeliani ad Al-Serfand e Al-Basyariyah, a nord di Tiro. Elicotteri israeliani avvistati sopra le città di Al-Khaim e Kfarkela, nel sud del Libano. Bombardamento di artiglieria contro le città di Al-Ganduriya e Farun. Si segnalano vittime civili nel recente raid israeliano contro la città storica di Al-Kharayeb a Sidone, nel sud del Libano.
Gli scontri si avvicinano a 7 chilometri dalla città di Nabatieh, gli aerei da guerra israeliani stanno bombardando pesantemente le aree circostanti questa città strategica. Dalla mattina del 29 maggio, i villaggi di Arnoun, Habouch, Abba, Jebshit, Kfar Roumman, Nabatieh al-Fawqa, Shukin, Yahmar e le alture di Ali al-Taher sono sotto attacco.
Scontri sono in corso anche nella città di Zutrar Est, dove i combattenti di Hezbollah stanno conducendo operazioni di guerriglia sugli assi orientale e settentrionale della città, cercando di impedire l’avanzata dei convogli blindati israeliani verso la città e lungo la strada che porta a Misfadun.
La difesa aerea yemenita distrugge un drone statunitense sopra Marib si tratta di un MQ-9 statunitense da parte di Ansarullah nella regione di Marib, nello Yemen centrale.
Nella notte tra il 28 e il 29 maggio esplosioni udite nello Stretto di Hormuz. Canali non ufficiali legati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche riferiscono che quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz “senza il permesso dell’Iran” sono state bersagliate da colpi d’arma da fuoco. Le forze armate iraniane hanno lanciato missili dal sud del Paese contro diversi obiettivi specifici. Sono emerse informazioni non ufficiali sulla distruzione di un altro drone americano da parte degli iraniani. MQ-9.
Notizie di lanci di missili contro navi da guerra americane nello Stretto di Hormuz, notizia non confermata. Secondo quanto riportato, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno lanciato missili di avvertimento contro 4 navi che hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz senza l’autorizzazione dell’Iran. Nelle ultime 24 ore (ore 13 del 29 maggio), imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le Guardie Rivoluzionarie israeliane.
Fars News Agency riporta che il sito web di monitoraggio aereo FlightRadar ha confermato le notizie iraniane secondo cui aerei americani operavano sul Golfo Persico contemporaneamente al lancio di missili da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Secondo la pubblicazione, mentre i media iraniani riportavano che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche aveva lanciato diversi missili contro “obiettivi specifici” nel sud, un aereo da ricognizione marittima statunitense P-8 Poseidon e un aereo cisterna statunitense KC-46A Pegasus sono stati avvistati nella zona, operanti sul Golfo Persico.
Scontri ed esplosioni segnalati nell’Iran meridionale. Secondo fonti locali, diverse esplosioni sono state udite nell’Iran meridionale. Alcune fonti indicano che diversi missili sono stati lanciati contro imbarcazioni non autorizzate nelle acque dello Stretto di Hormuz. Altre suggeriscono che le esplosioni siano riconducibili a uno scambio di fuoco avvenuto durante gli avvertimenti rivolti alle navi che violavano le norme dello stretto. D’altro canto, si segnala che i sistemi di difesa aerea del Paese sono stati attivati per contrastare i droni statunitensi.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/








