
La Svizzera oggi ospita a Ginevra i negoziatori di Iran e Stati Uniti, con la mediazione dell’Oman. Il ministro per gli Affari Esteri iraniani, è partito il 15 pomeriggio n vista del secondo round di colloqui con gli Stati Uniti.
Nella giornata del 16 di febbraio il capo dell’Agenzia per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha incontrato il Ministro degli Esteri iraniano a Ginevra. Secondo account iraniani: “Con questo incontro, il “processo di colloqui sul nucleare” ha avviato il suo secondo round. In questo round, esperti economici, legali e tecnici accompagnano la delegazione iraniana, sottolineando che l’approccio dell’Iran a questi negoziati è “orientato ai risultati” (la questione della revoca delle sanzioni è inscindibile dai negoziati). Il Portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Baqaei ha comunque fatto sapere che: “La questione della revoca delle sanzioni è per noi una questione inscindibile. In questo round di negoziati sono presenti anche esperti del settore tecnico”.
Il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran, Larijani: Stiamo negoziando con l’America, ma Israele sta interferendo per rovinare tutto. “Israele sta giocando il ruolo di un avventuriero nella regione; ha piani non solo per l’Iran, ma anche per il Qatar, l’Arabia Saudita e la Turchia. I pensatori politici regionali devono capire che il problema non è l’Iran, ma Israele. Se gli americani ci minacciano, saranno respinti. L’Iran è pienamente preparato, ma non cerca la guerra. Se ci verrà imposta, risponderemo. Data l’esperienza passata, dubito che il nemico vorrà di nuovo la guerra, ma siamo preparati a qualsiasi scenario”.
Donald Trump ha già minacciato chiese: “I negoziati con l’Iran avranno successo. In caso contrario, sarà una brutta giornata per loro”. Secondo CBS Trump aderirebbe all’attacco designato da Israele. Alti funzionari dell’amministrazione Trump hanno dichiarato al New York Times che il Presidente Trump non ha ancora deciso se attaccare l’Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha detto che il cambio di regime in Iran: “Sembra la cosa migliore che potesse succedere”.
E sempre Trump è intervenuto sulla nomina del primo ministro iracheno: “Stiamo valutando la possibilità di un Primo Ministro per l’Iraq. Abbiamo qualche idea al riguardo”.
Marco Rubio, Segretario di Stato americano: “Trump si è detto disponibile a incontrare il leader della Rivoluzione iraniana se quest’ultimo lo desidera”. “Stiamo lavorando per raggiungere un accordo con l’Iran e i prossimi incontri mostreranno se si possono fare progressi”.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Stiamo dando una possibilità al piano di Trump. Ha detto che si può scegliere la via più facile o quella più difficile. Dobbiamo garantire il disarmo di Hamas, compresi gli AK-47 che hanno, e la distruzione dei tunnel. Abbiamo distrutto 150 km di tunnel su 500”. Sull’accordo con l’Iran,Teheran deve: “rimuovere tutto l’uranio e smantellare tutti gli impianti di arricchimento, limitare la gittata dei missili a 300 km per impedire che raggiungano Israele, smantellare l'”asse del terrore”.
Il quotidiano ebraico Yediot Ahronot, citando un ufficiale dell’intelligence israeliana: “Al-Sinwar ha imboccato la strada della normalizzazione con l’Arabia Saudita il 7 ottobre, ha minato il concetto di sicurezza in “Israele” e ha riportato la questione palestinese in primo piano.” Prima del 7 ottobre, Israele e Arabia Saudita si stavano muovendo verso la normalizzazione delle relazioni diplomatiche (Accordi di Abramo).
Ed ora uno sguardo agli scenari militari nella regione Medio Orientale e Asia Occidentale. Il 13 febbraio un aereo da trasporto militare americano Boeing C-17A era in rotta verso l’Iran. Nuove immagini satellitari della base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, utilizzate dall’esercito statunitense, mostrano il dispiegamento di sistemi di difesa aerea Patriot e di caccia F-16.
Navi da guerra delle Marine statunitensi, russe e cinesi sono presenti dal 12 febbraio in Medio Oriente.
Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che in caso di attacco statunitense, si schiereranno con l’Iran. Ha osservato che i talebani sono pronti a fornire tutto “il supporto possibile nella lotta contro l’invasione, inclusa l’assistenza militare”. Due anni fa, Iran, Siria e Iraq, supportati dagli Houthi attraverso lo Yemen, hanno concordato una possibile guerra terrestre contro Israele e la prima jihad congiunta tra sciiti e sunniti. Dopo la caduta di Assad, questo processo si è interrotto e ora i Talebani e l’Iran stanno formando un’alleanza contro l’imminente grande “crociata” sostenuta da Stati Uniti e Israele.
Il 14 febbraio un aereo da trasporto militare dell’aeronautica militare russa è arrivato a Teheran. Il trasferimento del radar YLC-8B cinese all’Iran potrebbe riscrivere la potenza aerea dell’Asia occidentale e porre fine al predominio dello stealth Defence Security Asia. Scrivono gli account iraniani. “Il presunto dispiegamento del radar anti-stealth a lungo raggio YLC-8B cinese in Iran segnala un cambiamento strategico nell’architettura della difesa aerea dell’Asia occidentale, sfidando direttamente la dipendenza di Stati Uniti e Israele dagli aerei stealth di quinta generazione, rimodellando le dinamiche di deterrenza regionale”.
Forze della Guardia di Frontiera dell’Iran bloccano un’operazione di contrabbando di un carico di armi pesanti nel Paese arrestati i trasportatori. Il 16 febbraio l’Iran ha svolto l’esercitazione “Controllo Intelligente dello Stretto di Hormuz”, guidata dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sotto la supervisione del Maggiore Generale Mohammad Pakpour. “L’esercitazione si concentra sulla prontezza operativa, sulla pianificazione della sicurezza marittima e sulla risposta rapida a potenziali minacce, rafforzando la stabilità nel Golfo Persico e nel Mar di Oman”. Chiuso temporaneamente lo Stretto di Hormuz.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato che tra il 13 e il 12 febbraio sono stati effettuati 10 attacchi aerei contro oltre 30 obiettivi dell’ISIS in Siria. L’esercito siriano ha annunciato la presa della base americana ad Al-Shaddadi, nella Siria orientale a seguito della partenza dei militari americani.
Il Ministero della Cooperazione Giuridica Internazionale in Iraq riferisce che un totale di 5.704 prigionieri provenienti da 61 paesi sono stati trasferiti dalla Siria all’Iraq. Di questi, 467 sono iracheni, 3.543 siriani, 710 arabi di altri paesi e 983 stranieri. Gli stranieri provengono, tra gli altri paesi, da Europa occidentale, Russia, Polonia, Ucraina, Australia, Canada, Stati Uniti, Sudafrica e Nuova Zelanda. Un prigioniero risulta disperso: la sua ubicazione non è chiara. L’esercito iracheno ha annunciato di aver testato il lancio di missili da un drone cinese CH-5 presso la base aerea di Al Asad in seguito al ritiro delle truppe americane
Il numero di voli di aerei da trasporto militare americani C-17 e C-5, operati dall’Aeronautica Militare degli Stati Uniti (US Air Force), dagli Stati Uniti all’Asia occidentale ha raggiunto quota 152 in poche settimane. Tra questi, altri tre voli sono arrivati in Giordania, uno in Kuwait e uno in Arabia Saudita. Inoltre, due aerei E/A-18G Growler e sei F-35A (codice di coda “VT”) hanno lasciato la Spagna per la Giordania. L’agenzia di stampa Reuters riferisce che gli Stati Uniti si stanno preparando per “operazioni prolungate contro l’Iran per diverse settimane”. Questo volume di voli potrebbe aumentare significativamente, includendo i movimenti dalle basi dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare statunitense, nonché i voli destinati a supportare lo schieramento delle forze navali statunitensi.
Il 14 febbraio si apprende che le 41 persone accusate di spionaggio in Libano sono ora sotto processo. Fonti giudiziarie affermano che i sospettati sono stati identificati e arrestati per aver fornito informazioni sensibili sulla sicurezza agli israeliani durante e dopo la guerra, inclusi dettagli che hanno contribuito a identificare obiettivi militari.
Quattro persone uccise da un raid israeliano su un’auto nella zona di Majdal Anjar, nel Libano orientale. L’esercito israeliano afferma di aver preso di mira membri della Jihad Islamica Palestinese (PIJ). Un veicolo è stato preso di mira da Israele ad Hanin, nel Libano meridionale .L’autista dell’autobus che trasportava gli studenti è stato ucciso.
L’esercito libanese sta rafforzando il suo schieramento istituendo 4 punti di confine nella città meridionale di Kfarkla. Ha stabilito un nuovo punto di posizionamento a sud di Khalat Al-Muhafer, alla periferia della città di Adaisah, nel sud. La decisione dell’esercito è arrivata dopo l’aumento delle operazioni di infiltrazione e bombardamento verificatesi dall’inizio dell’anno nella città meridionale di Kfarkla. I caccia israeliani hanno preso di mira Wadi Barghaz, Houmine Fouqa e le alture della regione di Al-Tuffah nel Libano meridionale.
Il 15 gennaio, il Capo di Stato Maggiore delle IDF, Generale Eyal Zamir, ha “fermamente condannato” l’attacco a due soldatesse nella città ultraortodossa di Bnei Brak. Nella dichiarazione, Zamir ha affermato che considera l’incidente “molto grave” e “condanna fermamente l’attacco ai soldati delle IDF in servizio militare” in città. “Qualsiasi danno causato ai soldati delle IDF da civili israeliani costituisce una grave violazione della linea rossa e devono essere intraprese azioni decisive contro gli aggressori”, si legge nella dichiarazione. Zamir ha aggiunto che “si aspetta che gli aggressori siano ritenuti responsabili”.
Il 16 febbraio un’unità specializzata nello smantellamento di esplosivi si sta dirigendo verso l’ufficio di Benjamin Netanyahu in seguito all’arrivo di una busta sospetta. Channel 15: “Agenti della CIA erano attivi nelle rivolte iraniane insieme ai rivoltosi!”
L’Imam della Moschea di Al-Aqsa, lo sceicco Akrama Sabri, critica la decisione di: “Israele ha deciso di bandire decine di giovani dalla moschea durante il mese di Ramadan e di impedire l’accesso a qualsiasi struttura per i fedeli provenienti dalla Cisgiordania.”
Scontri registrati il 13 febbraio tra le forze di sicurezza della resistenza e i collaborazionisti di Israele nel quartiere di Al-Zaytoun, con vittime tra i collaborazionisti, sia morti che feriti, hanno spinto le pattuglie israeliane a intervenire e bombardare la zona.
La Forza “Deterrente” della Sicurezza della Resistenza commenta l’attacco ai mercenari assoldati da Israele: “Nell’ambito dell’operazione per inseguire e smantellare le bande collaborazioniste, la Forza Deterrente ha sventato un tentativo di sabotaggio da parte delle bande collaborazioniste nelle ultime ore. La Forza di Deterrenza è riuscita ad attirare un gruppo di bande collaborazioniste e ad accerchiarle efficacemente. Tuttavia, l’intervento delle forze di occupazione ha fornito copertura per il ritiro di questo gruppo collaborazionista”.
Almeno 8 persone sono state uccise in un attacco di un drone israeliano contro un gruppo di palestinesi e una tenda che ospitava sfollati a ovest dell’area di Fallujah, a nord della Striscia di Gaza.
L’esercito israeliano ha demolito un quartiere residenziale a est di Khan Yunis, Diversi attacchi aerei registrati su Rafahnella Striscia di Gaza meridionale; ha completamente distrutto il complesso dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione (UNRWA) a Gerusalemme Est. L’artiglieria israeliana ha bombardato la parte orientale del quartiere di Al-Tuffah, nella Striscia di Gaza orientale.
Due morti a Tubas, Ciosgiordania uccisi dalle autorità palestinesi.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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