
Secondo l’Agenzia di stampa AP: Alti funzionari regionali hanno affermato che sono stati compiuti progressi negli sforzi per risolvere le divergenze tra Washington e Teheran e tornare ai termini del memorandum d’intesa.
Secondo Donald Trump, presidente degli Stati Uniti:” L’unico motivo per cui l’Iran vuole parlare è perché si trova in una brutta posizione. Abbiamo tempo e ci sono buone probabilità che qualcosa accada nei colloqui. In caso contrario, torneremo a fare quello che facevamo prima. Abbiamo inflitto all’Iran una sconfitta schiacciante, vediamo cosa succederà ora. I negoziati stanno procedendo in modo molto “amichevole”, le sanzioni sono state fantastiche, hanno detto: “Per favore, niente più sanzioni”.
Resta però il dato della stampa statunitense secondo cui in realtà gli USA sono senza missili. L’amministrazione statunitense ritiene che la pubblicazione da parte dei media di dati aggiornati sugli arsenali missilistici Patriot e THAAD statunitensi potrebbe rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale del Paese, Wall Street Journal.
Donald Trump, inoltre chiederà a Vladimir Putin se la Russia ha trasferito immagini satellitari all’Iran. “Scopriremo se è vero. Lo chiederò a Putin. Lo scopriremo. Non ha avuto un grande impatto”, ha detto Trump.
Il 28 luglio la delegazione statunitense ha lasciato l’aula del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in segno di protesta contro il discorso della Francia, riferisce l’AP. In precedenza, la Missione permanente francese presso le Nazioni Unite a Ginevra aveva dichiarato che gli Stati Uniti non possono più essere considerati un “faro dei diritti umani”. Il deputato statunitense Mike Waltz ha replicato affermando che Parigi sta assecondando “alcuni dei peggiori violatori dei diritti umani”. Sempre il 28 luglio i senatori statunitensi hanno raggiunto un accordo su un disegno di legge che impone nuove sanzioni contro Russia e Iran, Bloomberg
Il traffico marittimo commerciale, comprese petroliere e navi da carico, attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb al largo delle coste dello Yemen sembra continuare con interruzioni relativamente lievi, mentre il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz rimane ben al di sotto della norma.
Il primo Ministro di Israele, Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’obiettivo principale del suo incontro con il Presidente Trump è garantire la sicurezza di Israele. Netanyahu intende presentare un piano per nuovi attacchi sul territorio iraniano durante il suo prossimo incontro con Trump, nel caso in cui Washington decidesse di riprendere le operazioni militari su vasta scala contro la Repubblica Islamica, secondo quanto riportato dal portale americano Al-Monitor, citando alcune fonti. Secondo il portale, i piani riguardano nuove strategie operative per attacchi militari israeliani contro impianti industriali, ponti e infrastrutture ferroviarie iraniane.
Hamas ha dichiarato la sua disponibilità ad attuare il piano del Consiglio di Pace per una soluzione a Gaza. Secondo Al Arabiya, il movimento accetta di attuare la clausola dell’iniziativa che prevede il disarmo. Le armi dei sostenitori di Hamas saranno trasferite a nuove strutture palestinesi che opereranno sotto l’egida e in coordinamento con il Consiglio di Pace.
L’Iraq ha risposto al lancio di droni verso l’Arabia Saudita: “Non permetteremo che il nostro territorio venga utilizzato per compiere attacchi terroristici contro i paesi vicini”. Non solo nella giornata del 27 di luglio ancora una volta gli ucraini sono stati protagonisti in negativo della questione Iran – Stati Uniti. Le autorità irachene hanno arrestato cittadini ucraini accusati di compiere atti di sabotaggio sotto il cappello della Resistenza Irachena, mentre agivano per indurre l’Iraq a entrare in guerra contro l’Iran. Una relazione alla stampa è stata fatta dal consigliere per la sicurezza nazionale iracheno Qasim al-Abudi .
La Resistenza islamica in Iraq nega qualsiasi coinvolgimento nell’attacco alla raffineria di petrolio di Abqaiq, situata in Arabia Saudita. Affermano che l’attacco sia stato in realtà perpetrato dallo Yemen e che l’Arabia Saudita sia troppo codarda per rispondere alle forze yemenite, pertanto attribuiscono la responsabilità dell’attacco agli iracheni. Affermano inoltre che qualsiasi attacco all’Iraq riceverà una risposta decisa ed esprimono il loro sostegno allo Yemen e al suo popolo nella lotta contro l’ingiusto blocco.
Aramco, compagnia saudita, ha sospeso le operazioni presso la sua raffineria di Jeddah, che lavora 400.000 barili di petrolio al giorno, in seguito all’attacco degli Houthi del 25 luglio.
Dallo Yemen, Dhaifallah al-Shami, membro dell’ufficio politico di Ansar Allah, ad Al Mayadeen: “L’Arabia Saudita sta cercando di eludere le conseguenze del blocco imposto allo Yemen. Abbiamo annunciato l’operazione per rompere l’assedio e siamo pronti ad andare fino in fondo nello scontro. Tutte le opzioni sono aperte per noi e i primi passi sono stati prudenti, forse l’Arabia Saudita affronterà la situazione; se il blocco sullo Yemen non verrà revocato, nessun negoziato avrà valore e non potrà essere accettato” e poi ha aggiunto: “L’iniziativa giordana di operare voli per lo Yemen è benvenuta, e qualsiasi altra iniziativa è altrettanto benvenuta”.
Iran e Oman stanno discutendo una soluzione alla questione dello Stretto di Hormuz. Una delle proposte avanzate è l’apertura del canale centrale dello stretto, in acque internazionali (questa proposta era già stata avanzata e respinta dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche). I mediatori omaniti sono ottimisti e sperano di annunciare progressi nei negoziati nei prossimi giorni.
Il Comandante del Comando militare congiunto iraniano: “Il tentativo degli Stati Uniti di stabilire un blocco navale illegale rappresenta un’escalation della guerra nella regione”. Secondo gli iraniani, gli Stati Uniti hanno minacciato navi mercantili e petroliere iraniane. Hanno inoltre dichiarato che “in base a come le forze armate iraniane hanno dimostrato la loro forza nella pratica, qualsiasi minaccia o azione da parte dell’esercito iraniano non resterà impunita e sarà punita”.
Il Vice Presidente del Parlamento iraniano Haji Babaei: “La decisione sul futuro dello Stretto di Hormuz spetta alla leadership e al popolo, e il rispetto di tale decisione è una scelta del popolo. Se dovessimo raggiungere un accordo con l’Oman riguardo allo Stretto di Hormuz, l’Oman deve sapere che tale accordo non deve contraddire la sovranità dell’Iran e che gli Stati Uniti non devono in alcun caso interferire in questa questione”.
Il quotidiano conservatore iraniano Keyhan: “Non cadete nella trappola della tregua proposta da Trump. Gli arsenali del nemico sono esauriti ed è giunto il momento di rompere il blocco navale. Tornare all’illusione dei negoziati sarebbe un errore. La macchina militare statunitense nel Golfo Persico è giunta a un punto morto. La ritirata di Trump non è il risultato della forza, ma la conseguenza dell’esaurimento delle scorte di missili e sistemi di difesa aerea. Il nemico ha bisogno di un ‘periodo di recupero’ per ripristinare le proprie capacità militari. Affidarsi al sorriso diplomatico di Washington sarebbe un errore. Non è il momento di smettere di combattere, ma di consolidare un nuovo ordine attraverso attacchi decisivi e la revoca del blocco navale. Soprattutto ora, con le forze armate statunitensi che si trovano ad affrontare una grave carenza di munizioni, la strada per raggiungere una sicurezza stabile passa attraverso un’azione militare decisiva sul terreno.”
Il Portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya ha dichiarato: “Nessuna azienda o paese che riceve fondi da beni iraniani congelati sarà autorizzato a transitare attraverso lo Stretto di Hormuz. Avvertiamo il […] Trump delle conseguenze delle sue azioni illegali, come il pagamento di un risarcimento alle navi danneggiate da beni iraniani. Le navi sono state danneggiate durante la guerra imposta all’Iran a seguito della destabilizzazione della sicurezza da parte dell’esercito statunitense. A tutte le aziende e i paesi che accolgono con favore la proposta di Trump non sarà consentito il transito delle proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz”.
E ancora, il Generale Ibn al-Reza, Ministro della Difesa e della Logistica delle Forze Armate ad interim: “Le linee di produzione dell’industria della difesa sono più attive che mai. Lo sviluppo delle capacità di difesa aerea e navale è tra le priorità strategiche del Ministero della Difesa. Dobbiamo combattere all’avanguardia della tecnologia ed essere sempre un passo avanti al nemico. Qualsiasi problema identificato sul campo di battaglia deve essere trasformato in una soluzione tecnologica, un prodotto operativo e una capacità difensiva nel più breve tempo possibile. Coloro che pensavano che prendendo di mira i centri strategici della difesa, l’industria della difesa della Repubblica Islamica dell’Iran avrebbe cessato di operare, oggi si trovano di fronte a una realtà completamente diversa. Le linee di produzione sono più attive di prima, le tecnologie sono più avanzate e la volontà degli esperti e degli scienziati iraniani di costruire il futuro della difesa del Paese si è rafforzata”.
Ed ora uno sguardo allo scenario militare in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle ore 16:00 del 28 luglio. “L’esercito statunitense sta scegliendo deliberatamente quali missili e droni iraniani abbattere, permettendo ad alcuni attacchi di avere successo”, NBC News, che cita due fonti di alto livello dell’amministrazione statunitense. “Il comando decide di non utilizzare gli intercettori se un proiettile iraniano non minaccia le forze statunitensi, le infrastrutture critiche o gli alleati nella regione. Questa pratica è in vigore fin dai primi giorni della guerra. Ci sono stati casi in cui l’esercito statunitense ha permesso a missili e droni iraniani di colpire basi americane se non presidiati”.
Raid aereo israeliano su Gaza City, Al-Rmal. Il Rappresentante della Palestina presso le Nazioni Unite: “Chiediamo protezione internazionale per i palestinesi dalla violenza dei coloni in Cisgiordania e Netanyahu cerca di ottenerla” Yassin Dweikat , Portavoce ufficiale della Camera di Commercio e membro del Consiglio di Amministrazione: Solo il 5% dell’attività commerciale a Nablus a causa del blocco israeliano sulla città.
Libano, due colpi di artiglieria hanno colpito la periferia della città di Shebaa, mentre contemporaneamente un intenso fuoco di mitragliatrice prendeva di mira la periferia della città. Due colpi di cannone sparati da un carro armato hanno colpito la zona di Ras Sharqi nella città di Yater. Demolizione israeliana contro Zawtar El Sharkiyeh, Bombardamento di artiglieria su Nabatieh Al-Fawqa, Libano meridionale. Forze israeliane incendiano case a Markaba.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/










