
Putin ha licenziato Mikhail Bogdanov dall’incarico di Vice Ministro degli Esteri e Rappresentante Speciale del Presidente per il Medio Oriente e l’Africa. La scelta arriva a poche ore dal licenziamento del ministro per i Trasporti che si è successivamente suicidato. L’E3 Francia, Germania, Regno Unito, invierà una lettera di attivazione snapback al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 15 luglio. La risoluzione sarebbe scaduta a ottobre. Nemmeno Russia e Cina possono fermare il meccanismo, e questo significa che all’Iran non è consentito importare sistemi d’arma. Questo porrebbe fine anche al sostegno una serie di jet e sistemi di difesa aerea cinesi. Il meccanismo di “snapback” è una disposizione dell’accordo nucleare originale del 2015 (noto anche come JCPOA) che, se attivata da una qualsiasi delle nazioni E3, reimposterebbe tutte le sanzioni ONU all’Iran.
Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha dichiarato che l’unica ragione per cui l’Iran non ha adottato “misure drastiche” riguardo al suo programma nucleare è perché l’E3 non ha ancora attivato lo snapback. Ha ripetutamente avvertito che se l’E3 dovesse avviare il meccanismo di snapback e reimporre le sanzioni ONU all’Iran, verrebbero prese decisioni importanti e sarebbe un “enorme errore”. L’attuazione della risoluzione – e quindi dell’embargo sulle armi – potrebbe richiedere fino a sei settimane da oggi, a seconda della rapidità con cui verrà attivato il meccanismo e dell’eventuale ricorso a tattiche dilatorie da parte di Russia e Cina. Ciò significa che la Cina ha sei settimane di tempo per consegnare un massiccio carico di armi all’Iran.
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf: “Proprio come durante la guerra contro l’Iraq, la Guida Suprema [l’Ayatollah Khamenei, ndr] era direttamente presente nella sala operativa, impartendo ordini e dirigendo i comandanti. Nel giro di poche ore dall’attacco israeliano, Khamenei è riuscito a mobilitare le forze armate e a farle uscire dallo stato di shock iniziale.”
Ottimisti Stati Unti e Hamas in merito all’accordo sui prigionieri. Nell’ambito del suo impegno per far progredire i negoziati, Hamas afferma di aver “mostrato la necessaria flessibilità” e di aver accettato di rilasciare dieci ostaggi. Tuttavia, il gruppo sottolinea che “le questioni principali rimangono nei negoziati”, tra cui un flusso illimitato di aiuti umanitari, un ritiro israeliano completo da Gaza e “garanzie concrete per un cessate il fuoco permanente”. Sebbene i negoziati rimangano difficili “a causa dell’intransigenza di Israele”, Hamas ha affermato di “lavorare seriamente e in buona fede con i mediatori”.
Secondo la testata al Mayadeen – vicina a Hezbollah – “non è stato raggiunto alcun accordo su nessuno dei punti controversi. La parte israeliana vuole mantenere l’occupazione e il controllo su oltre un terzo della Striscia di Gaza, compresa l’intera città di Rafah. La parte israeliana vuole mantenere sotto occupazione oltre 2 chilometri lungo i confini orientali e settentrionali. La delegazione israeliana vuole mantenere il meccanismo di aiuti attraverso trappole mortali”.
Il Segretario di Stato USA Rubio: “Siamo più vicini che mai a raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza”. “Israele non accetterà un ritiro completo dalla Striscia di Gaza. Siamo vicini a una tregua a Gaza e la questione può essere risolta se Hamas consegna le sue armi”.
Nel frattempo l’AFP conferma la presenza militare USA nella gestione degli aiuti umanitari: “La Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da Stati Uniti e Israele, è gestita da militari in pensione, agenti dell’intelligence ed evangelici. Safe Reach Solutions, collegata alla Gaza Humanitarian Foundation, è gestita da un ex agente delle operazioni sotto copertura della CIA”. Notizia a lungo smentita dai media statunitensi.
Secondo il Colonnello Gershon HaCohen: “Il sistema militare creato da Hamas non ha eguali al mondo, e le ripercussioni dei tunnel che circondano le nostre forze sono incredibili. Hamas è riuscita a riprendersi.”
Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornata alle ore 16:00 del 10 luglio. L’Ambasciata statunitense in Yemen: “gli Houthi hanno catturato membri dell’equipaggio della nave Eternity C e ne chiediamo l’immediato rilascio”. Nella giornata del 10 luglio il leader del movimento Ansar Allah in Yemen, Abdul Malik al-Houthi ha tenuto il suo discorso settimanale alla nazione affermando: “Le operazioni dei mujaheddin nella Striscia di Gaza, con le loro varie fazioni, riflettono la loro grande fermezza nell’affrontare quattro divisioni militari israeliane. L’imboscata di Beit Hanoun a mezzanotte di lunedì scorso si riflette nel vertice della creatività nel combattimento della resistenza e nell’efficacia delle prestazioni jihadiste”.
L’esercito libanese il 9 luglio è stato impegnato in raid a Beirut e nella città meridionale di Ain Qana per arrestare i 4-5 sostenitori e membri di Hezbollah che sono stati avvistati con alcuni fucili AK a Beirut durante un evento di Ashura in un quartiere sciita. L’attività e le demolizioni sono continuate da pare israeliana in tutte nelle vicinanze dei punti occupati dagli israeliani vicino a Labbouneh e al monte Balat. Il 10 luglio il Ministero della Salute libanese ha riferito di un morto e un ferito in un attacco con drone contro una motocicletta all’incrocio della città di Mansouri. E durante la notte, le IDF hanno attaccato un negozio di alluminio e un bar a Yohmor.
La 72ª Divisione dell’esercito siriano ha trasferito rinforzi costituiti da 10 carri armati T-72M e veicoli blindati su ruote nell’area della diga di Tishreen, a est di Aleppo. Le truppe israeliane sarebbero entrate nella Siria meridionale tra i villaggi di Samadaniyah Occidentale e Orientale, utilizzando un carro armato e due veicoli blindati. L’operazione è iniziata dopo che le unità hanno lasciato la base di Al-Hamidiya nella campagna di Quneitra. Esplosioni segnalate nell’area di Damasco.
Continuano gli incendi a Latakia, anche gli elicotteri turchi S-70 partecipano allo spegnimento.
L’Ufficio stampa governativo a Gaza: “Il numero di vittime degli aiuti umanitari prese di mira da Israele vicino alle trappole mortali è salito a 773 martiri, 5.101 feriti e 41 dispersi”. Dall’inizio delle consegne degli aiuti umanitari.
L’IDF ha lanciato potenti attacchi nella parte orientale di Gaza. Distrutto un altro tunnel di Hamas fatto saltare in aria a Khan Yunis. Aerei AIF bombardano una casa dietro la moschea di Al-Aybaki nel quartiere di Al-Tuffah, nella parte orientale di Gaza City. L’esercito israeliano fornisce dettagli preliminari sul tentativo di catturare un soldato a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale, affermando quanto segue: “Un riservista, che lavorava come operatore di escavatore, è stato ucciso mercoledì in un attacco di Hamas e affiliati a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. Inizialmente, gli uomini di Hamas hanno lanciato un razzo contro le forze, poi sono usciti da un tunnel e hanno cercato di rapire il soldato. che stava partecipando a un’operazione con il dodicesimo battaglione della Brigata Golani per distruggere l’infrastruttura di Hamas”.
Le IDF hanno dichiarato che “le indagini preliminari indicano che gli uomini di Hamas emersi da un’infrastruttura sotterranea hanno attaccato una forza delle IDF e, durante l’attacco, hanno tentato di dirottare il soldato dalla piattaforma su cui stava lavorando”. “Il soldato li ha affrontati, Hamas ha sparato e ha ucciso l’uomo e sequestrato l’arma. Le forze di sicurezza presenti nella zona hanno aperto il fuoco sugli uomini di Hamas, ferendone diversi, e hanno sventato il rapimento. Oltre al tentativo di rapimento, altri due combattenti sono rimasti moderatamente feriti oggi a Khan Yunis dal fuoco anticarro”.
La radio militare israeliana riporta dalla polizia: “Due palestinesi sono scesi da un veicolo con targa palestinese e hanno accoltellato una guardia giurata, sequestrandone l’arma. Civili armati e forze di sicurezza presenti sul posto hanno attaccato gli aggressori e li hanno uccisi”.
Le Brigate Al-Qassam hanno rivendicato un attacco contro i carri armati Merkava vicino all’incrocio di Sheikh Nasser nel centro di Khan Younis.
Un colono è stato ucciso e diversi sono rimasti feriti nella sparatoria in un negozio a Etzion a nord di Hebron, in Cisgiordania. Secondo i Media israeliani: “Un soldato di riserva è stato trovato ucciso sul “Monte Homa” a Gerusalemme”. Le forze israeliane stanno conducendo una campagna di arresti durante il raid nel campo profughi di Qalandia, a nord di Gerusalemme.
Abu Obeida, portavoce militare delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam in una dichiarazione: “Da Hebron a Jenin, i combattenti continuano le loro eroiche operazioni contro le forze israeliane e i gruppi di coloni in risposta all’aggressione ad Al-Aqsa e all’escalation di crimini da parte dell’esercito IDF e dei suoi coloni, che hanno trasformato la vita dei palestinesi in un inferno insopportabile”. “Invitiamo i nostri giovani eroici a intensificare l’azione di resistenza in tutte le aree della Cisgiordania e di Gerusalemme, e a sollevarsi contro gli aggressori per dissuaderli dal continuare i loro crimini e dal procedere con il piano di annessione della Cisgiordania, prima che ciò che resta della Palestina sfugga dalle mani del nostro popolo”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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