
Uno dei tanti modi per studiare le armi del “nemico” è quella di sperare nel malfunzionamento di qualche strumento per poi prenderlo e studiarlo.
Israele non a caso ha sempre distrutto i suoi mezzi in caso di attacco che rendeva l’inutilizzo al fronte, lasciando così al nemico solo polvere di metallo nel deserto.
Agli iraniani invece sembra andata meglio. L’Iran avrebbe scoperto una testata perforante WDU-42/B intatta proveniente da un missile americano AGM-158 JASSM (Joint Air-to-Surface Standoff Missile), che, se confermata, potrebbe rappresentare uno dei più significativi successi di intelligence del recente conflitto tra Stati Uniti e Iran.
I media iraniani hanno pubblicato immagini della testata recuperata, che mostrava lievi danni esterni, suggerendo che il missile non sia esploso all’impatto o che la sua spoletta non abbia funzionato. L’AGM-158 JASSM è uno dei missili da crociera a lungo raggio più avanzati sviluppati da Lockheed Martin per distruggere obiettivi corazzati di alto valore con un rischio minimo di rilevamento. Armato con una testata perforante WDU-42/B da 450 chilogrammi, il missile combina tecnologia stealth, navigazione GPS/INS e un sistema di guida a infrarossi, che gli consente di colpire con precisione obiettivi strategici da centinaia di chilometri di distanza.
Gli analisti militari ritengono che il ritrovamento della testata intatta e possibilmente di altri componenti del missile potrebbe fornire all’Iran preziose informazioni sull’ingegneria bellica americana, tra cui la progettazione della testata, la progettazione della spoletta, le capacità di penetrazione e i metodi di produzione. Sebbene la testata stessa non riveli il sistema di guida del missile, qualsiasi componente elettronico o strutturale recuperato potrebbe aiutare gli ingegneri iraniani a migliorare i propri missili da crociera, i sistemi di difesa aerea e l’ingegneria inversa.
Né gli Stati Uniti né Lockheed Martin hanno confermato ufficialmente le affermazioni dell’Iran e non è ancora disponibile una verifica indipendente della testata recuperata. Tuttavia, se confermato, l’incidente evidenzia i rischi per l’intelligence associati alla possibilità che munizioni a guida di precisione finiscano nelle mani degli avversari, rivelando potenzialmente elementi di alcune delle tecnologie di attacco più avanzate degli Stati Uniti.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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