
L’account ufficiale dell’X-Peace Council è attivo. Il primo tweet è di congratulazioni è andato all’Argentina, che ha aderito come membro fondatore. Il presidente statunitense Donald Trump commenta il dispiegamento su larga scala delle forze statunitensi nella regione: “Abbiamo una flotta enorme nel Mediterraneo e spero che non dovremo usarla”. Il New York Times afferma che un attacco all’Iran potrebbe arrivare anche oggi.
Trump ha dichiarato che un’altra flotta di navi statunitensi si stanno dirigendo verso le coste dell’Iran. Ha invitato Teheran a firmare l’accordo con Washington.
Secondo il Senatore repubblicano Ted Cruz: “Dobbiamo armare i manifestanti in Iran. Ora. Il popolo iraniano defe rovesciare l’Ayatollah, un tiranno che invoca regolarmente “morte all’America”, e l’America diventerà molto più sicura”.
In merito a un possibile attacco all’Iran, l’Arabia Saudita ribadisce che non “permetterà che il suo spazio aereo o territorio venga utilizzato per alcuna azione militare contro l’Iran”, ha dichiarato il Principe Ereditario, secondo la Saudi Press Agency (SPA).
Per il primo Ministro di Israele Benjamin Netanyahu: “L’alleanza iraniana sta cercando di ricostruirsi. Se l’Iran commettesse un grave errore e attaccasse Israele, risponderemmo con una forza che l’Iran non ha mai visto prima”. Israel Hayom: “Ancora una volta, l’aereo privato “Wing of Zion” di Netanyahu è decollato dalla base Nevatim Air verso una destinazione sconosciuta”.
Il comandante della Marina iraniana Shahram Irani ha dichiarato che attualmente ci sono circa 100 navi iraniane in mare. Ha inoltre sottolineato che le condizioni in Iran sono ora molto migliori rispetto agli anni ’80, quando il Paese era coinvolto in una guerra imposta dall’Iraq. “Stiamo facendo tutto il possibile per garantire una presenza completa in mare”, ha aggiunto.
La TV iraniana riporta la notizia “di una base missilistica sotterranea progettata per colpire le portaerei americane nella regione”.
Abulfazl Zahraun della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano in una intervista ha detto: “In caso di attacco americano, qualsiasi luogo in cui si trovino basi americane verrà completamente distrutto. Se il presidente degli Stati Uniti interviene in questo caso, sarà senza dubbio l’ultimo presidente degli Stati Uniti.”
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di non avere contatti con l’inviato statunitense Steve Witkoff e che il suo Paese non ha richiesto negoziati. Araghchi ha sottolineato che il suo Paese mantiene i contatti con gli Stati mediatori che stanno conducendo i negoziati. Una fonte iraniana ad Al Mayadeen: “Dato il rafforzamento militare del nemico, la negoziazione non è la nostra priorità; piuttosto, una difesa decisa è in prima linea tra le nostre priorità.”
E ancora il Comandante della Marina delle IRGC, l’ammiraglio Alireza Tangsiri: “Il Golfo Persico appartiene all’Iran e ai suoi vicini. È tempo che l’America esca dalla nostra regione o ne affronti le conseguenze”.
Nel tardo pomeriggio si apprende che l’Iran ha sospeso i messaggi diplomatici con gli Stati Uniti tramite l’Oman.
Vladimir Putin ieri ha incontrato il Presidente della Repubblica Araba Siriana, Ahmed al-Sharaa, in Russia per una visita di lavoro, secondo quanto riportato dal Cremlino. Si discuterà della situazione e delle prospettive di sviluppo delle relazioni bilaterali in diverse aree, nonché dell’attuale situazione in Medio Oriente. E della sopravvivenza delle basi militari in Siria. La Russia sostiene tutti gli sforzi delle autorità siriane per ripristinare l’integrità territoriale del Paese, ha dichiarato Vladimir Putin. Il presidente russo si è anche congratulato con al-Sharaa per la reintegrazione della regione dell’Eufrate nella Siria.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle ore 16:00 del 28 gennaio. Trump minaccia l’Iran: il tempo stringe, fate un accordo ora, il prossimo attacco sarà molto più grave. Il 28 gennaio, un uomo accusato di spionaggio per il Mossad è stato impiccato in Iran.
Un drone da ricognizione a lungo raggio iraniano ha sorvolando il Mar Arabico a est dell’Oman, dopo aver sorvolato brevemente lo Stretto di Hormuz, probabilmentenel tentativo di ispezionare la portaerei CVN 72 Abraham Lincoln e il suo gruppo d’attacco.
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars, il comandante della difesa aerea iraniana Reza Ilahami (sia dell’esercito che del quartier generale di emergenza di Khatam al-Anbia) ha confermato “il rafforzamento delle capacità per contrastare le minacce americane e israeliane”. Ha affermato che le forze di difesa aerea stanno lavorando per migliorare le proprie capacità in linea con il livello di minaccia e ha aggiunto: “La difesa aerea si impegna a migliorare le capacità di combattimento e a rispondere a qualsiasi attacco ostile in collaborazione con il Ministero della Difesa e le aziende interessate”. Le immagini del Sentinel-2 del 27 gennaio mostrano la portaerei iraniana IRIS Shahid Bagheri ancora ancorata al porto di Bander Abbas, nell’Iran meridionale. La nave supporta le operazioni con droni ed elicotteri, rafforzando la capacità di Teheran di monitorare e scoraggiare le attività militari straniere.
In Siria, Israele ha intensificato i suoi voli di ricognizione aerea per oltre cinque giorni consecutivi per monitorare il Libano meridionale, la Siria e l’entroterra. Utilizzando il 122° Squadrone dell’Aeronautica Militare
Un aereo Nachshon Oron 452 del 122° Squadrone dell’aeronautica militare israeliana, utilizzato per intelligence elettronica, sorveglianza aerea e aggiornamenti sugli obiettivi, ha effettuato una sortita su Gaza in una missione di ricognizione e sorveglianza mirata alla Siria meridionale, a Damasco, al Libano meridionale e alle sue coste, a Gaza e fino ai confini con Egitto e Giordania. Oltre a vari tipi di droni e UAV sulle alture del Golan, a Quneitra e in Libano c’è avviso di un aumento del livello di attacchi, omicidi, jamming e operazioni di sicurezza.
Si registrano scontri a Hay al-Salloum, si registra il lancio di un razzo B7, pesanti colpi d’arma da fuoco e la distruzione di negozi.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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