
I segnali di crescenti tensioni in Medio Oriente aumentano di minuto in minuto. L’Organizzazione statale iraniana per la protezione civile ha annunciato che venerdì 13 novembre si è tenuta un’esercitazione di allerta tramite telefonia mobile, la prima nella storia dell’Iran. Il sistema di allerta di emergenza è stato testato anche in alcune parti del Paese. Sempre in tema di Iran si apprende che una nave – petroliera – battente bandiera Emiratina è stata dirottata nel Mare Arabico ed è diretta ora verso l’ìIran.
Tel Aviv sta cercando un accordo ventennale di aiuti militari con gli Stati Uniti, riporta Axios. Secondo il portale, Israele probabilmente chiederà almeno 4 miliardi di dollari di aiuti annuali, ma teme che i negoziati “saranno più difficili dopo i significativi tagli agli aiuti esteri dell’amministrazione Trump”. Secondo Channel 12: “Una profonda crisi interna sta colpendo Israele, a più di due anni dallo scoppio della guerra di Gaza, mentre migliaia di soldati cercano di lasciare il servizio e andare in pensione anticipata, in un fenomeno considerato “il più pericoloso degli ultimi anni”. Migliaia di soldati a tempo indeterminato hanno presentato richieste ufficiali di congedo rapido e non desiderano continuare il servizio militare. Il fenomeno riguarda vari gradi e livelli all’interno dell’istituzione militare. – Le ragioni di questa ondata sono dovute a una serie di fattori, in particolare, ”il grave esaurimento derivante dalla guerra in corso a Gaza, le difficili condizioni di servizio e i lunghi periodi di dispiegamento sui fronti, le tensioni politiche che hanno compromesso l’unità dell’esercito, le modalità controverse di alcune recenti nomine militari”.
In Libano in piena preparazione per le prossime elezioni, si osservano veicoli blindati trasporto truppe BTR-82A del contingente di peacekeeping del Bangladesh in servizio nell’ambito della missione ONU lasciare il Libano. Secondo il Quotidiano Al-Jumhuriya: “Una delegazione saudita sarà presto in Libano… e sono in corso consultazioni positive tra Aoun e Hezbollah”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari aggiornato alle 13:00 del 14 novembre. La Marina britannica segnala che una petroliera ha improvvisamente deviato dalla sua rotta e si è diretta verso le acque territoriali iraniane era diretta dagli Emirati Arabi Uniti a Singapore ha incrociato altre tre imbarcazioni e si sta dirigendo verso l’Iran, in un’azione che sembra deliberata. Successivamente l’Autorità Marittima Britannica: “Abbiamo ricevuto una segnalazione di un incidente nel Mar Arabico”. Un drone di sorveglianza MQ-4C della Marina Militare statunitense sta attualmente sorvolando il luogo sconosciuto dell’incidente nel Mar Arabico.
Secondo l’agenzia di Stampa SANA che cita una fonte di sicurezza: “Gruppi fuorilegge stanno prendendo di mira le città di Walgha, Tell al-Aqra, Tell Hadid e al-Mazraa, nella campagna di Suwaida, con colpi di mortaio e mitragliatrici pesanti”.
L’Ufficio per le Operazioni Commerciali Marittime del Regno Unito segnala un possibile incidente nel Mar Arabico, vicino allo Stretto di Hormuz, a circa 20 miglia nautiche dalla costa di Khorfakkan, negli Emirati Arabi Uniti.
Ad Hadatha in Libano usata udita una forte serie di esplosioni e si è temuto un attacco israeliano, ma l’autorità hanno detto che è stato il risultato di esplosioni di ordigni bellici e non è ascrivibile ad un attacco delle IDF.
Le forze israeliane continuano a demolire edifici situati dietro la linea gialla del cessate il fuoco a Gaza, contribuendo alla distruzione delle aree residenziali palestinesi. L’ottocentesco Palazzo Culturale del Pascià nella Città Vecchia di Gaza, insieme alla Chiesa di San Porfirio e alla storica Grande Moschea di Omari, sono stati pesantemente bombardati da Israele. Non rimangono che alcuni muri. Le squadre locali stanno correndo contro il tempo, con risorse limitate, per recuperare manoscritti frammentati, pietre scolpite e delicati manufatti, tra cui una scultura secolare di un uccello, preservando ciò che resta del patrimonio culturale di Gaza, distrutto dalla sistematica distruzione di Israele.
La parte israeliana consegna i corpi di 15 palestinesi nell’ambito di uno scambio di prigionieri.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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