
Nonostante il cessate il fuoco, il 21 agosto, il Pentagono ha aggiornato il numero dei soldati feriti nella guerra con l’Iran, che ora ammontano a 774.Secondo il Wall Street Journal, il Segretario dell’Esercito degli Stati Uniti Dan Driscoll dovrebbe lasciare il suo incarico quest’anno a seguito di una serie di disaccordi con il Segretario alla Guerra Pete Hegseth.
Donald Trump nel fine settimana ha affermato che le opzioni di azione militare degli Stati Uniti contro l’Iran non si limitano alla decisione di intraprendere una guerra economica contro Teheran. Crede che l’Iran sarebbe felice di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, ma “non è pronto a fare l’accordo giusto”.
Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha ribadito che gli Stati Uniti intendono lanciare un’offensiva finanziaria contro l’Iran “All’alba arriverà il D-Day: la più grande offensiva finanziaria mai lanciata contro un avversario”, ha scritto su X. Gli Stati Uniti hanno anche detto che risponderanno rapidamente agli attacchi dell’Iran se la Repubblica Islamica decidesse di rispondere alle “sanzioni senza precedenti” promesse da Washington con un’escalation militare, ha scritto il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent in un articolo sul Financial Times.
In risposta Teheran ha detto: “L’Iran bloccherà il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz se la guerra economica di Washington contro Teheran continuerà”, Segretario del Consiglio di Sicurezza della Repubblica Islamica, Mohsen Rezaei. Rezaei ha inoltre aggiunto che Teheran considererebbe la partecipazione di altri Paesi all’operazione economica statunitense contro l’Iran come un atto di ingresso in guerra.
Il 24 agosto il Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica ha dichiarato che: “L’Iran non intende accettare le condizioni proposte dagli Stati Uniti per la fine del conflitto”. Secondo il capo del ministero, è il Paese che ha dato inizio al conflitto armato a dover “assumersi la responsabilità delle proprie azioni”. E ha anche aggiunto che: “Il Ministero degli Esteri iraniano ha definito le truppe statunitensi di stanza in paesi terzi un obiettivo legittimo. Il ministero ha inoltre espresso la speranza che i paesi che forniscono infrastrutture alle truppe statunitensi adottino le “misure necessarie””.
La relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, ha affermato che una presenza internazionale di protezione nella Cisgiordania, a Gerusalemme Est e a Gaza è “assolutamente urgente”. Albanese ha sottolineato che gli Stati terzi hanno l’obbligo, ai sensi della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), di agire per porre fine all’occupazione illegale di Israele e ha invitato il Segretario Generale e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a superare la paralisi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attraverso il meccanismo “Uniti per la Pace”.
Il Canada ha messo in guardia sui “significativi rischi legali, finanziari e reputazionali” associati al fare affari con gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania, in un contesto di forte aumento della violenza dei coloni e di accelerata espansione degli insediamenti, che mira a soffocare l’idea di uno Stato palestinese.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “La decisione del governo israeliano di indire gare d’appalto per i lavori di costruzione del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. Ci opponiamo da tempo a questa mossa. Essa mina la soluzione dei due Stati dividendo la Cisgiordania e violando l’integrità territoriale dei territori palestinesi. Rimaniamo impegnati a favore di una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati”.
Hacker iraniani hanno messo fuori uso una centrale elettrica britannica per quattro giorni, secondo il Telegraph. L’incidente è considerato il cyberattacco di maggior successo nel suo genere. Si è verificato contemporaneamente a una serie di attacchi contro infrastrutture idriche statunitensi che hanno colpito 12 stati e hanno destato preoccupazione alla Casa Bianca.
Israele e Turchia stanno gestendo canali di comunicazione segreti per prevenire attriti, riferisce l’emittente statale israeliana Kan, citando una fonte. Secondo il canale Kan, Israele ha stabilito delle linee rosse per il dispiegamento militare turco in Siria, in particolare per quanto riguarda “il dispiegamento di sistemi di difesa aerea, droni e missili”.
In Egitto, ieri al Cairo, c’è stato un incontro tra le delegazioni della Corrente Riformista Democratica e del movimento Fatah. L’attuale delegazione di Dahlan include: Samir Mashharawi, Majed Abu Shamala, Osama Al-Farra. Mentre la delegazione del movimento Fatah comprende: Hussein Al-Sheikh, Majed Faraj, Ruhi Fattouh. “Questi incontri si inseriscono nel quadro della discussione di una serie di dossier e questioni di interesse comune”. Si legge nella nota stampa.
Un alto funzionario dell’intelligence israeliana ha dichiarato al Jerusalem Post: “A meno che Israele non stabilisca delle “linee rosse” chiare in Siria e nel Mediterraneo orientale, l’esercito e la marina turchi continueranno ad espandere la loro presenza vicino ai confini settentrionali di Israele e nelle sue acque costiere. Israele potrebbe trovarsi ad affrontare carri armati turchi sulle alture del Golan e fregate turche al largo della costa di Cesarea”.
Su richiesta del Ministro degli Esteri Gideon Saar e in conformità con la legge israeliana sull’ingresso in Israele, l’Autorità per la Popolazione e l’Immigrazione negherà l’ingresso nel Paese a due membri del Parlamento europeo del partito svedese Sinistra, Jonas Sjöstd e Anna Gadin, che intendevano visitare i territori palestinesi. I due avrebbero dovuto arrivare in Israele questa sera. Negli ultimi anni, i due si sono costantemente espressi contro Israele, arrivando a chiedere procedimenti legali internazionali contro gli israeliani. In diverse occasioni pubbliche, hanno diffuso false accuse contro Israele, tra cui quelle di genocidio, fame deliberata e attacchi mirati contro bambini e personale medico.
Il Ministro della Difesa israeliano Yisrael Katz: “Il Primo Ministro Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di mantenere una politica di tolleranza zero sul lancio di aquiloni e palloni aerostatici dalla Striscia di Gaza verso gli insediamenti del Negev. Se i lanci dovessero continuare, verranno presi provvedimenti decisivi per fermare questa pratica.” Secondo Canale 15 di Israele: “Il Primo Ministro Netanyahu sta conducendo una valutazione della situazione presso il Comando Centrale in merito alle minacce nell’area di Giudea e Samaria (Cisgiordania)”.
Alleanze in vista dopo le primarie in Israele: Dopo Elazar Stern, anche il leader del blocco Kulanu ed ex membro della Knesset Yoav Folkman si unisce al partito di Eisenkot. Il generale Eisenkot sarebbe in vantaggio di 14 punti su Netanyahu.
Da Gaza, il Presidente della Commissione Elettorale Centrale Palestinese informa che le elezioni legislative si terranno nella data prevista del 28 novembre. Abbiamo completato la fase di registrazione degli elettori in Cisgiordania, con un tasso dell’87%. Ci stiamo preparando ad aprire le candidature per le elezioni legislative in Cisgiordania e a Gaza il 26 settembre.
Il Ministero della Salute di Gaza riferisce che nelle ultime 24 ore si registrano due morti e 32 feriti a causa degli attacchi israeliani. La Commissione palestinese per la resistenza al Muro e agli insediamenti ha riferito che la Cisgiordania conta ora 592 insediamenti e avamposti israeliani, con circa 780.000 coloni israeliani residenti, inclusa Gerusalemme Est. Israele controlla circa il 42% della Cisgiordania, compreso il 71% dell’Area C e fino al 91% della Valle del Giordano. In queste aree, ci sono 192 insediamenti e 400 avamposti, di cui 231 sono avamposti pastorali. La commissione afferma che l’espansione degli insediamenti, la costruzione di nuove strade, gli attacchi militari e le restrizioni alla libertà di movimento si sono intensificati dall’ottobre 2023 e descrive queste misure come una continua espansione del controllo israeliano sui territori palestinesi.
È stato rivelato il motivo degli attacchi israeliani contro la Siria della scorsa settimana: “la Turchia stava pianificando di schierare sistemi di difesa aerea all’aeroporto, il che avrebbe limitato la libertà d’azione di Israele”. Il ministro degli Esteri siriano Assad al-Shibani ha dichiarato a Reuters: “Speriamo di riprendere i colloqui su un accordo di sicurezza con Israele. I colloqui sono stati sospesi dopo l’attacco israeliano alla Siria di questa settimana. Non ci fidiamo di Israele e la nostra priorità è fermare gli attacchi sul territorio siriano. Damasco tende la mano diplomaticamente e invita Israele a non perdere questa storica opportunità.” Secondo Axios, il direttore del Mossad Roman Hoffman ha incontrato il ministro degli Esteri siriano.
L’Iran è stato invitato ad aderire al Patto di Difesa della Mecca. La questione è in fase di valutazione, ha dichiarato Mehdi Rahimi, capo dell’agenzia di stampa iraniana Majlis. L’accordo della Mecca è stato firmato il 7 agosto dal Principe ereditario dell’Arabia Saudita, dal Presidente della Turchia e dal Primo Ministro del Pakistan. Esso stabilisce che un attacco a uno dei paesi sarà considerato un’aggressione contro tutti i membri della coalizione.
In merito alla navigazione dello Stretto di Hormuz, il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano: “Abbiamo concordato con l’Oman una rotta attraverso lo Stretto di Hormuz, che è un’opzione provvisoria, ma è solo sulla carta, e lo Stretto di Hormuz sarà aperto solo quando gli americani adempiranno ai loro obblighi. Secondo Axios, che cita tre funzionari statunitensi, circa 40 petroliere hanno attraversato lo Stretto di Hormuz venerdì sera in entrambe le direzioni attraverso il canale di acque profonde meridionale.
I media iraniani hanno pubblicato un video della visita del comandante delle forze armate, Ali Abdollahi, a un complesso sotterraneo per la produzione di missili balistici. E ancora si apprende che Iran e la Russia sono vicini alla firma di un accordo per la realizzazione del progetto ferroviario Rasht-Astara, che sarà costruito dall’Azerbaigian. Si tratta di un progetto importante per il corridoio di trasporto internazionale Nord-Sud. L’Iran ha annunciato la scoperta di un nuovo, enorme giacimento di gas naturale, con riserve stimate in circa 7,5 trilioni di piedi cubi, per un valore di circa 165 miliardi di dollari.
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, il Feldmaresciallo Asim Munir, a Teheran a capo di una delegazione ufficiale, come annunciato dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Baghaei ha dichiarato che lo scopo della visita è rafforzare la cooperazione bilaterale tra Iran e Pakistan e proseguire gli sforzi di Islamabad per mantenere la pace e la sicurezza nella regione.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia Occidentale aggiornato alle 15:30 de 24 agosto. In relazione al dirottamento di una nave mercantile turca al largo delle coste della Somalia, il 23 agosto è stato riportato che caccia F-16 turchi di stanza a Mogadiscio hanno effettuato un attacco aereo sul distretto di Eyl a Nugaal, nel Puntland, uccidendo quattro persone. Il Puntland è una regione vicina a Stati Uniti, Israele ed Emirati Arabi Uniti, e recentemente vi sono comparse basi militari israeliane ed emiratine. Un gruppo di pirati somali, guidato dal pirata Farah Hirsi Kulan Buyah, ha la sua base nella città di Eyl. Esercitano un notevole potere politico e militare sia a Mogadiscio che nel Puntland.
L’Ufficio stampa del governo di Gaza segnala 4.379 violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, tra cui l’uccisione di 1.286 palestinesi, il ferimento di 4.257 e la detenzione di altri 180. Camion cisterna sono entrati nella Striscia di Gaza dal valico di Kerem Shalom.
Raid israeliani registrati anche nella giornata del 24 agosto a Gaza: contro una tenda per sfollati vicino all’ospedale di Al-Aqsa a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Attacco con colpi di arma da fuoco a nord di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza porta alla morte di una bambina colpita anche Al-Satar. Colpiti dai proiettili delle forze israeliani i quartieri di Shujaiya e Zeitoun, a est di Gaza City. Aerei israeliani bombardano il quartiere di Al-Sheikh Radwan a nord di Gaza City, colpito impianto di desalinizzazione dell’acqua e un’area di preghiera.
In Cisgiordania, milizie di coloni israeliani hanno incendiato una fabbrica di alluminio vicino al checkpoint di Ein Sinya, a nord di Ramallah è scoppiato un incendio. On line video di Coloni israeliani mostrano molestie contro una famiglia palestinese alla periferia di Turmusayya, a nord di Ramallah. Coloni israeliani installano roulotte nel loro insediamento illegale vicino al villaggio di Bourine, in Cisgiordania.
A Jenin forze israeliane compiono irruzioni e arresti. A Ein Al-Beida, nella valle settentrionale del Giordano, demolite strutture agricole dei beduini palestinesi sotto pressione delle autorità di Israele. Nel mirino dei coloni anche il villaggio di Al-Walaja, a sud-ovest di Gerusalemme, arrivati decine di ordini di demolizione e di sospensione dei lavori emessi dalle autorità israeliane nei confronti di case e altre strutture.
Le emittenti televisive libanesi riferiscono che aerei da guerra dell’IDF hanno colpito la zona di Ali al-Taher Ridge, così come i villaggi di Rumman e Nabatieh al-Fawqa, nella regione di Nabatieh. È stato inoltre riportato che soldati dell’IDF hanno incendiato degli edifici nel villaggio di Hadata. L’artiglieria israeliana prende di mira la città di Al-Mansouri, nel Libano meridionale. Un drone israeliano prende di mira la città di Harris. I bulldozer militari israeliani hanno oltrepassato la cosiddetta Linea Gialla vicino a zone abitate da civili nella città di Haris. Attentato contro le forze israeliane: Esplosione all’interno di un veicolo imbottito di esplosivo alla periferia della città di Haris, in direzione di Hadatha. Le forze israeliane effettuano una massiccia esplosione nella città di Yohmor Al-Shqif e nella città di città di Kafr Tebnit. Un drone israeliano ha sganciato una bomba esplosiva nelle vicinanze dell’area di Dabsha-Douhat Kafr Rumman.
Attività militare israeliana il 21 agosto sera vicino alla città di Quneitra, in Siria. Fonti locali riferiscono che truppe dell’esercito israeliano sono entrate in un villaggio nella regione di Quneitra, nel sud della Siria, e stanno ispezionando le case dei residenti. Israele è entrato nella Siria meridionale con sei veicoli militari e un contingente di fanteria, attaccando il villaggio di Ma’ariya. Un’unità militare israeliana ha attraversato il confine con la Siria meridionale e ha attaccato il villaggio di Sayd al-Hanout, nella campagna meridionale di Quneitra.
Il generale di brigata Siad Mukhtar, comandante logistico e di rifornimento degli Houthi, è stato ucciso in un attacco dell’esercito yemenita nella provincia di Al-Jawf. L’UKMTO ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato a 63 miglia nautiche a ovest di Yanbu, in Arabia Saudita. L’attacco ha provocato un incendio sul ponte principale della nave.
Le petroliere saudite cambiano rotta intorno all’Africa a causa delle interruzioni: Almeno nove superpetroliere (VLCC) saudite stanno attualmente navigando intorno all’Africa per caricare greggio a Sidi Kerir, nel nord dell’Egitto, o tramite trasferimenti da nave a nave nel Mediterraneo orientale. Cinque di queste petroliere, di ritorno dall’Asia orientale e meridionale, hanno deciso 23 giorni fa di circumnavigare l’Africa a causa del blocco imposto dallo Yemen all’Arabia Saudita.
L’Iran è passato da una dottrina militare difensiva a una offensiva, ha dichiarato il rappresentante ufficiale delle Forze Armate della Repubblica Islamica, Mohammad Akraminia. Akraminia ha osservato: “Un’altra dimensione del concetto di dottrina militare offensiva è il fatto che qualsiasi atto di aggressione sarà inevitabilmente seguito da una risposta immediata, e questa risposta può essere molto più ampia dell’atto di aggressione stesso”. Distribuzione di 30.000 tonnellate di beni essenziali nella provincia di Teheran Capo dell’Organizzazione Agricola Jihad della provincia di Teheran: “Non ci sono preoccupazioni riguardo alla fornitura e alla distribuzione di beni essenziali”.
Il capo della polizia iraniana, il generale di brigata Ahmad Reza Radan, ha lanciato un allarme, affermando che “i nemici dell’Iran starebbero cercando di creare disordini in tutto il paese e ha esortato la popolazione a rimanere vigile contro quelli che ha descritto come tentativi di sfruttare le difficoltà economiche”. Parlando a Sari, Radan ha affermato che la “”terza guerra” non è ancora finita e ha sottolineato che l’Iran deve rimanere pienamente preparato per non essere colto di sorpresa”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
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