#ISRAELIRANWAR. Libano sud: Israele isola un milione di persone: sfollamento. Il Vaticano chiede a Trump di fermarsi. Netanyahu salta la XIV riunione consecutiva del Consiglio di Sicurezza

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Finalmente si cominciano a registrare appelli comuni per la fine del conflitto tra Israele/Stati Uniti contro l’Iran e il Libano anche se con diverso indirizzo politico. Il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, il 18 marzo a margine della presentazione del volume Leone XIV. Chi dite che io sia? Sono un figlio di Agostino, ha rivolto un monito diretto al presidente statunitense Donald Trump e al governo israeliano: “Finiscila al più presto, lasciate stare il Libano. Il pericolo di una escalation è alle porte”, Paese Roma. Il 19 marzo a intervenire la Cina, il Ministro degli Esteri cinese: “Esortiamo tutte le parti a cessare le operazioni militari in Asia occidentale”. E ancora: “Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, esorta gli Stati Uniti e Israele a porre fine alla guerra con l’Iran e chiede all’Iran di cessare gli attacchi contro i paesi vicini”.

Qatar, Azerbaigian, Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Libano, Pakistan, Arabia Saudita, Siria, Turchia ed Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dopo l’incontro di ieri a Riyadh, chiedendo all’Iran di cessare immediatamente gli attacchi. 

“La guerra in Iran, iniziata da Stati Uniti e Israele, è illegale. Lo ha affermato il primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez, auspicando una soluzione diplomatica”. In una dichiarazione di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone: “Esortiamo l’Iran a cessare immediatamente le sue minacce e i suoi attacchi. Siamo pronti a fare tutto il possibile per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Adotteremo misure per stabilizzare i mercati energetici. Esortiamo l’Iran a smettere di piazzare mine nello Stretto di Hormuz”. Portavoce del governo britannico: Starmer e il Segretario Generale della NATO hanno sottolineato l’importanza di mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz.

Il Pentagono potrebbe utilizzare i Marines ridispiegati dal Giappone per conquistare le isole a sud dell’Iran e costringere Teheran a ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando alcune fonti.

Il Pentagono chiede il via libera della Casa Bianca per oltre 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra all’Iran fonte WaPo. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) al 18° giorno dell’Operazione Epic Wrath, dall’inizio delle ostilità sono stati colpiti oltre 7.800 obiettivi in ​​Iran, tra cui più di 120 navi della Marina iraniana e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

Nel frattempo sale il prezzo della benzina negli Stati Uniti è a 3,85 dollari al gallone per la prima volta da settembre 2023. Il Brent sale a 116 dollari. In Europa il Gas è salito del 30%. 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo che concede una deroga di 60 giorni al Jones Act, una legge marittima di lunga data che impone che le merci trasportate tra i porti americani siano trasportate da navi battenti bandiera americana. Questa deroga consentirà a risorse vitali come petrolio, gas naturale, fertilizzanti e carbone di fluire liberamente negli Stati Uniti per due mesi, nel tentativo della Casa Bianca di stabilizzare i mercati petroliferi nel mezzo della guerra con l’Iran. La Fed lascia i tassi d’interesse invariati al 3,75%.

Joe Kent, che si è dimesso dalla carica di capo del Centro antiterrorismo presso l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale a causa del suo disaccordo con l’operazione militare contro la Repubblica Islamica ha dichiarato: “Teheran non era sul punto di acquisire armi nucleari né all’inizio dell’operazione militare statunitense “Epic Fury” né prima che l’esercito americano colpisse gli impianti nucleari della Repubblica Islamica nel giugno 2025”. E ancora: “Il Presidente, il Segretario di Stato e lo Speaker hanno tutti affermato che l’attacco è stato effettuato perché gli israeliani stavano per colpire. Se non avessero detto ciò, dimostrare il contrario sarebbe stato molto difficile. Non esiste alcuna prova che l’Iran stesse pianificando un attacco imminente”.

Il Senato degli Stati Uniti ha respinto un secondo tentativo da parte dei legislatori di limitare l’azione militare del presidente Donald Trump contro l’Iran, non approvando una risoluzione sui poteri di guerra. Quarantasette senatori hanno votato a favore del documento, mentre 53 hanno votato contro, secondo quanto riportato da Politico.

Tensioni tra Qatar e Usa. Gli Stati Uniti avrebbero detto al Qatar di non sapere degli attacchi a South Pars, mentre Axios afferma che il presidente degli Stati Uniti ha approvato personalmente l’attacco e i suoi commenti successivi sembrano essere un tentativo di allentare la tensione.

Il Direttore dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti: “Mojtaba Khamenei è più intransigente del suo defunto padre.” Sarebbe gravemente ferito da attacco israeliano americano. Il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti: “Conosciamo l’ubicazione dei conti bancari della leadership iraniana e li stiamo congelando ora”. Il Direttore dell’intelligence nazionale: “Gli obiettivi fissati dal presidente Trump riguardo all’Iran differiscono da quelli di Israele”

L’Agenzia europea per l’aviazione civile (EASA) ha esteso l’allerta di rischio per i voli nella zona di conflitto in Medio Oriente fino al 27 marzo, secondo quanto riportato sul sito web dell’agenzia.

Il Cancelliere tedesco Merz sull’Iran: “Washington non ci ha consultato e non ha dichiarato necessari gli aiuti europei. Avremmo sconsigliato di seguire questa strada nel modo in cui viene attualmente percorsa”. Le autorità svedesi hanno annunciato che un cittadino svedese è stato giustiziato questa mattina in Iran. L’accusa è stata di spionaggio in favore di Israele.

Benjamin Netanyahu ha saltato la sua quattordicesima riunione consecutiva del Consiglio di Sicurezza. Israele prevede azioni più serie da parte dell’Iran dopo l’attacco dell’aviazione israeliana a un giacimento di gas iraniano, secondo quanto riportato dal Times of Israel.

Hadi Al-Amiri, PMU: “Chiediamo al governo iracheno e alla Camera dei rappresentanti di intervenire immediatamente per fermare gli efferati attacchi contro i siti di Mobilitazione Popolare”, sembra che vi sia accordo tra PMU e Stati Uniti su uno stop agli attacchiate ambasciate USA. 

La Kuwait Oil Company sospende le operazioni nelle raffinerie di Abdullah Port e Ahmadi Port dopo gli attacchi. L’ambasciata statunitense in Arabia Saudita ha esortato i cittadini americani a lasciare il Paese: i voli commerciali dal regno sono spesso in ritardo e cancellati a causa delle sirene antiaeree. Il Qatar espelle i diplomatici iraniani dopo l’attacco agli impianti Ras Lafan.

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri del Qatar: L’impianto di conversione del gas in combustibili liquidi Pearl della Shell in Qatar è stato danneggiato da attacchi iraniani, secondo quanto riportato da Reuters. L’Amministratore Delegato di Qatar Energy: “La società potrebbe dichiarare la forza maggiore sui contratti di fornitura a lungo termine di gas naturale liquefatto con Italia e Belgio, Corea del Sud e Cina”.

Gli Emirati Arabi Uniti condannano l’attacco israeliano a un giacimento di gas in Iran, in quanto “rappresenta una pericolosa escalation”. Il Ministro degli Esteri dell’Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi: “Gli amici dell’America devono aiutarla a uscire da una guerra illegittima”.

Secondo fonti statunitensi: gli Stati Uniti e Israele stanno iniziando a perdere obiettivi attraverso i quali esercitare pressione sull’Iran. Questo rende il regime “più preparato che mai a chiudere lo Stretto”. Per questo motivo, i pianificatori militari britannici sono negli Stati Uniti per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz, The Times. “Èimprobabile che la Gran Bretagna schieri la propria marina, citando l’alto livello di minaccia: Non vedo molte nazioni disposte a mandare navi da guerra nel mezzo di una minaccia del genere in questo momento”.

L’intensità dei lanci di droni e missili dall’Iran è aumentata significativamente negli ultimi giorni. In Iran, una struttura situata a 350 metri dal reattore della centrale nucleare di Bushehr è crollata a causa dell’attacco all’Iran. Il reattore non ha subito danni, ha riferito il servizio stampa dell’AIEA sui social media. L’ex Ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan è diventato Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale in seguito alla morte di Larijani, secondo il portale Didban Iran. Il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie Alireza Tangsiri dopo l’attacco al giacimento di gas di South Pars: “Con l’aggiornamento del database degli obiettivi, gli impianti petroliferi associati agli Stati Uniti sono ora equiparati alle basi americane e saranno presi di mira con tutta la loro forza. Avvertiamo i cittadini e i lavoratori di stare lontani da questi impianti”. 

Il capo del Consiglio della Shura Qalibaf: “Ieri sera, il popolo iraniano ha sventato tutti i piani del nemico.” “Sono arrabbiati e frustrati con il popolo iraniano e stanno cercando di nascondere i loro fallimenti sul campo attaccando le infrastrutture”. “Il loro tentativo di attaccare le infrastrutture equivale a un suicidio per loro”. “Il principio del “occhio per occhio” è in vigore… e un nuovo livello di confronto è iniziato”.

Il Ministro degli Esteri iraniano: “Siamo solo alla terza settimana di questa guerra di scelta, imposta sia agli iraniani che agli americani. Questi 200 miliardi di dollari sono solo la punta dell’iceberg. I cittadini americani comuni possono ringraziare Benjamin Netanyahu e i suoi lacchè al Congresso per la “tassa Israele First” da mille miliardi di dollari che sta per colpire l’economia statunitense”. Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi: “L’attuale preoccupazione di Macron non è dovuta all’attacco israeliano ai nostri impianti del gas. È dovuta alla nostra rappresaglia. Che tristezza!”

Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaghari, leader iraniano:” La guerra continuerà finché gli aggressori non si arrenderanno. La situazione è questa: alcuni hanno perso la cognizione del giorno e della notte! I loro giorni si trasformano in notti all’interno dei bunker e di notte non trovano riposo mentre assistono ai nostri attacchi che illuminano il cielo”. Rappresentante di Teheran in parlamento: “Stiamo portando avanti in parlamento un piano secondo il quale, se lo Stretto di Hormuz verrà utilizzato come rotta sicura per il traffico marittimo, il transito di energia e la sicurezza alimentare, i paesi saranno obbligati a pagare pedaggi e tasse alla Repubblica Islamica dell’Iran”. “L’Iran conserva ancora alcune capacità missilistiche”.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio Oriente e Asia Occidentale alle ore 15:30 del 19 marzo. Il Capo di Stato Maggiore degli Stati Uniti: il Comando Centrale sta lavorando secondo i piani per raggiungere gli obiettivi dell’operazione militare in Iran: Abbiamo sganciato bombe anti-bunker per distruggere i missili da crociera antinave iraniani. Stiamo entrando più profondamente nello spazio aereo iraniano. I caccia A-10 sono entrati nei cieli dell’Iran meridionale. Gli elicotteri Apache stanno attaccando le milizie sostenute dall’Iran in Iraq”

Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegset: “Non abbiamo fissato un termine preciso per la fine della nostra missione in Iran. I Paesi del Golfo hanno rafforzato le loro forze e siamo orgogliosi di collaborare con loro e grati per questo”. CBS NEWS: “La portaerei statunitense “Gerald R. Ford” è diretta in Grecia per riparazioni. 

Il Ministero della Salute israeliano: “Gli ospedali hanno accolto 3.924 feriti dall’inizio della guerra contro l’Iran. 177 feriti nelle ultime 24 ore, di cui 3 in condizioni critiche”. Nella notte del 18 due marzo si sono registrati sei lanci da parte dell’Iran contro Israele di cui due in combinazione simultanea con Hezbollah. Colpite: Tel Aviv, un missile a frammentazione è caduto a Ramat Gan. Gravi danni a un edificio a più piani a Ramat Gan, a est di Tel Aviv. Confermato il danneggiamento di Tre aerei privati ​​all’aeroporto Ben Gurion a causa della caduta di schegge di razzo nei giorni scorsi. Anche nella notte tra il 19 e il19 marzo l’Iran ha usato munizioni a grappolo. Submunizioni a grappolo iraniane nel Negev. Il centro di Tel Aviv dopo colpito da missili a fissione. Un incendio è scoppiato in un edificio a Tel Aviv dopo la caduta di un razzo a frammentazione. Alle 04:00 alle 05:00 e ancora alle 06:00 lanci a Tel Aviv registrati dall’Iran. Alle 10:00 del mattino di nuove sirene in azione in Israele, colpita Tel Aviv, caduta di munizioni a grappolo in 5 località. Un morto registrato a causa della caduta di un missile iraniano nella regione di Sharon. Missile iraniano è caduto ad Haifa. Caduta nella zona di Rosh La-Zion. Diversi feriti e sei morti in Palestina dopo la caduta di un missile intercettore israeliano a Deir Samet, a sud-ovest di Hebron (Cisgiordania). Secondo i pasdaran sarebbe stata colpita la base di Arar, funge da punto di osservazione di Israele vicino ai confini con il Libano e la Siria ed è uno dei principali quartier generali delle sue unità delle Forze Terrestri.

A partire dalle 20:00 del 18 marzo ripresi i lanci di Hezbollah nel nord di Israele, almeno tre nella notte. I Lanci di Hezbollah sono arrivati a 315 km dal punto di lancio, notizia confermata da Canale 15 di Israele. Allarmi anche nella striscia di Gaza. Alle 15:30 del 19 marzo Hezbollah rivendica attacco contro Maalot Tarshiha con una salva di razzi, due lanci a Kiryat Shmona, a distanza uno dall’altro di 30 minuti. In totale, asserisce Hezbollah: “è la quinta volta che colpiamo l’insediamento di Kiryat Shmona”. Hezbollah rivendica attacco a Nahariya e il sito di Even Menachem con un bombardamento di missili a guida di precisione. In chiusura di raccolta dati lanci di missili in arrivo dall’Iran. In seguito agli attacchi missilistici su Haifa e Kiryat Shmona, si sono verificati blackout diffusi in queste città. Secondo account turchi, non verificabili, “La più grande raffineria di petrolio di Israele e la centrale termoelettrica locale hanno preso fuoco ad Haifa”.

La resistenza irachena SARAYA AWLIYA AL-DAM lancia un missile/drone contro una base statunitense in Giordania nelle prime ore del 19 marzo. 

Israele colpisce di proposito troupe di giornalisti di RT, Steve Sweeney e il suo cameraman, sono rimasti feriti nel Libano meridionale. Secondo quanto da loro dichiarato, un aereo ha sparato un missile contro la loro auto mentre stavano attraversando un ponte vicino a una base militare. Entrambi sono coscienti e attualmente stanno ricevendo cure mediche in ospedale. Sembra che le schegge dell’esplosione li abbiano sfiorati agli arti. Indossavano abbigliamento facilmente riconoscibile con la scritta PRESS. 

Steve Sweeney: “Israele afferma di bombardare i ponti per interrompere le linee di rifornimento di Hezbollah. Ma sul campo la realtà è cruda: intere vie di accesso al Libano meridionale vengono interrotte, isolando di fatto circa un milione di persone dalle proprie case. Famiglie che vivono in questa terra da generazioni si trovano ora ad affrontare il rischio concreto di uno sfollamento permanente, impossibilitate a tornare, ricostruire o persino raggiungere ciò che resta delle loro comunità. Quella che viene presentata come una tattica militare sta anche ridisegnando la mappa della vita civile”.

Nella notte incidente di sicurezza per i militari israeliani in Libano sud. Hezbollah ha preso di mira altri 3 carri armati Merkava nella città di Tyba. Colpiti da Hezbollah due carri armati Merkava a Baidar al-Faqani, nella città di Tiro, con missili guidati. “Questo porta a 6 il numero di carri armati presi di mira”. Si legge nel comunicato di Hezbollah; nel pomeriggio del 19 marzo Hezbollah ha rivendicato attacco contro i soldati dell’esercito israeliano nella nuova base di Plat, nel Libano meridionale, con un lancio di razzi e ancora attacco a “Tel al-Hamam, nella zona meridionale di Khiam, con una salva di razzi”. 

Israele ha bombardato: Saltna, Majdal Zoun e Kafr Tibnit. Raid mirato alla città di Kafran, nel sud del Libano. Al-Mayadeen: “gli aerei di Israele hanno effettuato una serie di raid sulle città di Kafr Kuba, Majdal Zoun, Sultanieh, Ainatha, Armuta e Zuatar Al-Sharqiya e Kfara”. “Nelle ultime ore, gli aerei militari israeliani hanno effettuato 24 raid sulle città della Bekaa, nella parte orientale del Paese”.

In Siria i droni di Hezbollah hanno sorvolato le alture del Golan.

Nella notte tra il 18 e il 19 marzo attacco alla base statunitense a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Non solo quattro droni hanno attaccato siti appartenenti a gruppi di opposizione iraniani a nord di Erbil, Sadegh

Nel pomeriggio del 19 marzo: Il “Partito per la Libertà del Kurdistan” iraniano (PAK) ha diffuso un video in cui invita i gruppi armati curdi a unirsi e a intraprendere una lotta armata contro l’Iran. Questa chiamata alle armi risponde alla chiamata di Netanyahu di compiere rivolte in Iran. 

La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmad è stata presa di mira da un drone, provocando un piccolo incendio. L’Iran ha attaccato due raffinerie in Kuwait nella mattina del 19 marzo.

A partire dal tardo pomeriggio del 18 marzo: Esplosioni in Arabia Saudita. Due forti esplosioni sono state udite nella capitale, Riyadh. Nella serata un missile iraniano ha colpito il suo obiettivo in Arabia Saudita. Dopo l’attacco americano-israeliano all’impianto iraniano di Southern Pars Gas, l’Iran ha attaccato gli impianti energetici americani nei paesi arabi. I media saudita parlano di molteplici impatti in Arabia Saudita. Nella mattina nel 19 marzo colpito il porto saudita di Yanbu sul Mar Rosso, il principale porto di esportazione petrolifera dell’Arabia Saudita a più di mille chilometri dall’Iran e dal Golfo Persico, è stato attaccato dall’aria questa mattina. Secondo il rapporto, il porto ha subito danni lievi. La raffineria di petrolio SAMREF nel porto saudita di Yanbu è stata colpita da un raid aereo, Reuters. Questo è l’unico hub di esportazione di petrolio greggio dal Golfo Persico a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, afferma il rapporto

Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato l’intercettazione di un missile balistico a medio raggio.

A partire dalle 15:30 del 18 marzo sirene in azione in Bahrein. Fotografie mostrano alcuni dei danni ingenti subiti dalle strutture della base di supporto navale in Bahrein, sede della 5a flotta della Marina statunitense, dopo oltre due settimane di attacchi missilistici balistici e con droni provenienti dall’Iran. Le forze armate del Bahrein hanno dichiarato che i loro sistemi di difesa aerea hanno distrutto 234 droni e 132 missili diretti contro l’Iran dall’inizio delle operazioni statunitensi e israeliane contro l’Iran, il 28 febbraio e il territorio del Paese. Alle 15:15 del 19 marzo udite esplosioni in Bahrein.

Le immagini satellitari cinesi mostrano le conseguenze di un attacco missilistico iraniano sulla città industriale di Ras Lafan in Qatar. Si sta osservando un incendio presso il più grande impianto di gas naturale del mondo, Pearl GTL. L’Amministratore delegato di Qatar Energy: “Perderemo il 17% delle esportazioni di gas liquefatto del Qatar per un periodo compreso tra 3 e 5 anni. Potremmo essere costretti a dichiarare la forza maggiore nei contratti a lungo termine, per un periodo massimo di cinque anni”.

Danni alla base dell’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti ad Al-Dahfra a seguito di attacchi. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo, le motovedette delle Guardie Rivoluzionarie hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz, e hanno attaccato una petroliera e poi sono tornate indietro. 

Esplosione di una petroliera vicino agli Emirati Arabi Uniti. Notizia confermata dall’UK Maritime Trade Operations (UKMTO) secondo cui l’incidente è avvenuto a circa 20 km dal porto di Khawr Fakkan, provocando un incendio a bordo dell’imbarcazione. La nave mercantile è stata abbandonata dopo essere stata colpita da un oggetto non identificato a 11 miglia nautiche a est di Khor Fakkan, negli Emirati Arabi Uniti.

La petroliera che batteva la comoda bandiera delle “Barbados” e trasportava 160.000 tonnellate di petrolio è stata fermata e costretta a tornare indietro dopo una azione della Marina delle Guardie Rivoluzionarie nello Stretto di Hormuz.

Una petroliera è stata presa di mira vicino al Qatar intorno alle 05:00 del 19 marzo.

Dall’Iran il Portavoce delle Forze di Difesa Israeliane: “L’Aeronautica Militare, guidata dalla Marina e da Aman, ha recentemente colpito per la prima volta obiettivi nel nord dell’Iran nell’ambito dell’Operazione Ruggito del Leone”. Ancora nella mattinata del 19 marzo: “I sistemi di difesa aerea nella zona orientale di Teheran stanno aprendo il fuoco contro il nemico nei cieli sopra la capitale”. Danni al Palazzo di Saadabad a seguito di un attacco aereo israelo-americano. 

In Iran, traffico intenso sulla strada Chalus con l’inizio dei viaggi per Nowruz inizia il capodanno iraniano. 

Il vice comandante della forza navale dell’esercito iraniano Faramarz Paman: “il nemico non osa avvicinarsi ai confini iraniani” perché sanno che saranno colpiti.

Il complesso storico di Saadabad a Teheran è stato danneggiato dai bombardamenti dell’alleanza USA-Israele. Arrestate 178 persone con l’accusa di spionaggio e mercenari in favore della coalizione israeliana-americana dall’inizio della guerra ad oggi. Secondo un comunicato dei Pasdaran: “Questi traditori hanno inviato le posizioni dei centri e dei posti di blocco della Mezzaluna Rossa ai servizi segreti israelo-americani con l’obiettivo di colpire questi centri e inviare immagini dei punti sensibili colpiti. Dall’inizio della guerra sono stati arrestati anche diversi cittadini stranieri, ai quali sono state sequestrate attrezzature militari e tecniche come armi, dispositivi GPS, dispositivi di comunicazione speciali e valuta estera”.

Esercito iraniano: Abbiamo distrutto un drone da ricognizione nemico di tipo Europter 5 nei cieli della provincia di Hamedan, nel nord-ovest del Paese. Confermata dall’Iran la distruzione di almeno 5 centri delle forze Basij. 

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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