#ISRAELIRANWAR. Libano, Hezbollah verso una una guerra di logoramento contro Israele. Washington-Teheran: tensione alle stelle

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Dopo le dichiarazioni di Donal Trump al cardiopalma, dell’attacco all’Iran, tutto è rientrato perché il Pentagono ha spiegato al presidente degli Stati Uniti che l’Iran ha rafforzato le difese aeree, sconfessando dunque il presidente stesso, che invece aveva detto di aver ritirato l’attacco su richiesta dei Paesi del Golfo, Paesi che a loro volta hanno detto di non aver chiesto nulla perché non erano al corrente di un eventuale attacco. 

Nel frattempo a tornare sulla questione iraniana Syed Mohsin Naqvi, Ministro degli Interni pakistano. Giunto a Teheran per consultazioni con alti funzionari iraniani, ha incontrato lunedì sera Seyed Abbas Araghchi, Ministro degli Esteri.

Durante l’incontro, le due parti hanno discusso della cooperazione bilaterale Iran-Pakistan, anche in ambito di sicurezza ed economico. Le due parti si sono inoltre scambiate opinioni sulla recente situazione della sicurezza nella regione e sugli sforzi in corso per porre fine alla guerra imposta dagli Stati Uniti e da Israele.

Araghchi ha sottolineato che “i comportamenti e gli atteggiamenti contraddittori e arroganti degli Stati Uniti rappresentano un serio ostacolo nel corso della diplomazia”. Ha anche affermato che, “sebbene l’Iran prenda sul serio la diplomazia, non esiterà ad adottare qualsiasi misura per rafforzare i preparativi a difesa della sicurezza nazionale e degli interessi dell’Iran”.

A scoraggiare le azioni statunitensi anche la notizia che il 70% dei missili iraniani nascosti nelle città sotterranee non è stato danneggiato. I lanciatori sono nascosti nelle montagne di granito.

Si apprende da fonti statunitensi che comunque il governo statunitense ha rifiutato anche l’ultima bozza inviata dall’Iran. Channel 13, citando un alto funzionario americano: “l’offerta iraniana è insufficiente e l’Iran deve prendere maggiore iniziativa nei negoziati”.

Il Segretario del Tesoro statunitense Steven Mnuchin, durante il vertice del G7 a Parigi, ha chiesto ai membri di aderire alle sanzioni per tagliare le risorse finanziarie dell’Iran. Secondo Matt Duss, Vicepresidente esecutivo del Center for International Policy: “L’accordo con l’Iran è diventato impossibile quando Trump ha posto l’illogica condizione dell’arricchimento zero. Questa condizione è stata come una pillola avvelenata imposta a Trump da Benjamin Netanyahu e dai funzionari e politici intransigenti di Washington, perché non volevano un accordo, ma cercavano la guerra. Un accordo con l’Iran sarà possibile quando Trump ritirerà questo errore”.

Fonti a conoscenza della posizione francese ad Al-Diyar: “Parigi è a disagio per l’incomprensibile gestione americana dell’attuale processo diplomatico, alla luce della mancanza di un serio tentativo di cessate il fuoco e della continua escalation sul campo, che non contribuisce a trovare soluzioni realistiche e rapide alla guerra in corso. I francesi rimproverano la parte libanese, che non ha mostrato alcuna effettiva adesione al ruolo francese”.

Israele si impadronisce di 1.000 km quadrati con la strategia di guerra di Netanyahu , FT: ha stabilito posizioni a Gaza, in Libano e in Siria, prendendo il controllo di un territorio che rappresenta circa il 5% dei confini israeliani del 1949.

I ministri degli Esteri di Brasile, Bangladesh, Colombia, Spagna, Indonesia, Giordania, Libia, Pakistan e Turchia condannano gli attacchi alla “Flottiglia della Libertà” che cercava di rompere l’assedio a Gaza. 

Channel 13 informa che il Primo Ministro Netanyahu ha tenuto una serie di consultazioni sulla sicurezza a partire dal pomeriggio del 19 maggio. La radio dell’Esercito israeliano mandando in onda il Ministro Eli Cohen: “Ritengo la legge sullo scioglimento della Knesset supererà la prima lettura e che le possibilità di risolvere la crisi della legge sulla coscrizione siano molto basse.” 

Anche per la politica interna israeliana la questione iraniana così come per gli Stati Uniti è diventata una spina nel fianco. Così Maariv: “Israele si trova in una pericolosa situazione strategica di fronte all’Iran. La pressione di Netanyahu per riprendere l’attacco all’Iran potrebbe ulteriormente invischiare Israele”. Sostanzialmente per il giornale: “La magia si è rivoltata contro il mago e l’Iran ha inflitto una cocente sconfitta a Israele attraverso il cessate il fuoco imposto a Israele in Libano”. Maariv afferma che: “la guerra potrebbe trasformarsi in una vera e propria catastrofe strategica per Israel”, che oggi non ha alcun controllo sui negoziati né sulla situazione attuale”. Eli Cohen, comunque ha detto che: “La prossima fase del confronto con l’Iran consisterà nel bombardare obiettivi economici, centrali elettriche e infrastrutture per l’energia”.

Edito il Documento del Consiglio di Pace:” I quattro paesi mediatori – Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti – “Avvertiamo con forza che qualsiasi violazione da parte di una qualsiasi delle parti metterebbe a repentaglio tutto ciò che è stato costruito con grande sforzo”. “La prossima fase della “tabella di marcia” per Gaza dipende dal completo disarmo di Hamas e di tutte le organizzazioni armate a Gaza come prerequisito per il progresso”. “Israele effettuerà un ritiro graduale verso il perimetro di Gaza, ma solo in base ai tempi di comprovato disarmo. La ricostruzione inizierà solo nelle aree in cui il disarmo sarà stato completato”. La ricostruzione di Gaza richiede più di 30 miliardi di dollari e gli investimenti sono subordinati al disarmo.

I media israeliani riferiscono che un aereo israeliano è partito in direzione di Abu Dhabi.

Gli esperti marittimi hanno espresso preoccupazione per il silenzio delle principali testate giornalistiche marittime riguardo alla devastante esplosione nello Stretto di Bab al-Mandab. Secondo questi esperti, la mancanza di copertura ha sollevato dubbi sull’impegno delle testate giornalistiche in materia di sicurezza marittima e ha influito negativamente sulla loro credibilità a livello globale. Suggeriscono inoltre che questo silenzio possa derivare dalle pressioni del governo statunitense volte a evitare ulteriori aumenti dei prezzi del petrolio e a limitare il controllo sulla capacità delle forze armate statunitensi di mantenere la sicurezza regionale.

Il Capo dell’AIE mette comunque in guardia: “Le scorte commerciali di petrolio si stanno rapidamente esaurendo a causa della guerra contro l’Iran e della chiusura dello Stretto di Hormuz, e potrebbero durare solo poche settimane”.

Di contro l’agenzia di stampa Fars ha riferito che, con la giurisdizione sullo Stretto di Hormuz rivendicata, l’Iran potrebbe, in base alla sua piena sovranità sui fondali e sul sottosuolo delle sue acque territoriali ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti umani, sottoporre tutti i cavi in ​​fibra ottica che attraversano lo stretto ad autorizzazione, supervisione e pagamento di tariffe sovrane. Fars ha citato un rapporto di Policy Exchange, secondo il quale questi cavi facilitano transazioni finanziarie giornaliere superiori a 10 trilioni di dollari. Qualsiasi interruzione in questo stretto strategico causata dal passaggio di cavi protetti che utilizzano la tecnologia DWDM potrebbe infliggere perdite dirette e indirette alle economie regionali e globali, comprese tra decine e centinaia di milioni di dollari al giorno.

Dall’Iran giunge la dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Baqaei, in risposta alle accuse del Cancelliere tedesco Merz contro l’Iran: “Signor Friedrich Merz, l’ipocrisia è evidente. Quando gli Stati Uniti e il regime israeliano attaccano apertamente gli impianti nucleari iraniani protetti, non c’è condanna, solo scuse e giustificazioni. Ma nel momento in cui si verifica un’operazione sotto falsa bandiera, che persino gli Emirati Arabi Uniti si sono rifiutati di attribuire ufficialmente all’Iran, le stesse voci improvvisamente iniziano a predicare “diritto internazionale” e “sicurezza regionale”. Se gli attacchi contro le installazioni nucleari minacciano realmente la popolazione della regione, allora questo principio deve valere per tutti, non solo quando si allinea con la convenienza politica occidentale”.

Il Portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento, Ebrahim Rezaei ha ribadito: “Qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran incontrerà una risposta più decisa e metterà ulteriormente in imbarazzo Trump. La storia dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più al suo stato precedente e nessuna potenza potrà aprirlo senza il nostro consenso”.

A Teheran e nelle province di Qom, Azerbaigian Orientale e Shiraz, si terranno programmi speciali per commemorare l’anniversario della morte del Presidente Raisi e dei suoi compagni. Hojjat al-Islam Mirtajeddini, Vice Responsabile per le Cerimonie del Consiglio di Coordinamento della Propaganda Islamica ha spiegato che sono previsti raduni notturni e in 900 luoghi di preghiera del venerdì in tutto il paese.

Ed ora uno sguardo agli scenari militari aperti in Medio oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 15:30 del 19 maggio. Secondo gli Stati Uniti l’Iran ha sfruttato il cessate il fuoco del mese scorso per riabilitare decine di siti di missili balistici bombardati durante la guerra e ha anche spostato piattaforme di lancio mobili. Secondo un funzionario militare statunitense, gli iraniani “hanno studiato le traiettorie di volo dei caccia e dei bombardieri americani” in modo da poterli affrontare se la guerra fosse ripresa.

Yedioth Ahronoth afferma: “In collaborazione con la polizia, l’esercito israeliano ha iniziato questa mattina un’esercitazione militare su larga scala a Eilat”. Il Sito web Walla Hebrew: “Un funzionario della sicurezza israeliana ha affermato che il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz è stato informato che più di 40 navi sono state sequestrate e più di 300 attivisti su circa 500 sono stati arrestati finora. Non tutte le navi sono state ancora sequestrate”.

Esplosioni udite ad Haifa e Nahariya in seguito a intercettazioni aeree senza attivazione delle sirene

Il 19 maggio si registrano raid israeliani-americani a Mawasi Khan Yunis. Colpita l’area degli sfollati. Un raid israeliano ha preso di mira un terreno vicino alle tende degli sfollati nella zona di Moassi, nella città di Al-Qarara, a nord della città di Khan Yunis, Striscia di Gaza

Navi da guerra israeliane aprono il fuoco in mare al largo della città di Khan Yunis, Gaza sud, due pescatori feriti da imbarcazioni israeliane. Una persona è rimasta ferita da proiettili sparati dalle forze di occupazione a est del campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. 

Giornata di raid e attacchi anche in Cisgiordania ai danni dei cittadini palestinesi. Le forze israeliane hanno preso di mira i palestinesi che cercavano di aiutare un uomo ferito. E ancora 5 veicoli d’assalto a Deir Sharaf e poi colpita Zawata Al Balad. Registrato movimento dei veicoli militari israeliani dal checkpoint di Huwara verso via Faysal, assaltato il campo per sfollati Al-Ain da li i militari israeliani si sono diretti verso via Al-Mareej. Assalto alla Moschea Al-Salam, chiuso l’incrocio di Al-Kindi. Preso d’assalto il quartiere di Rofedia, l’aerea del Cimitero Orientale. Infine assalto a Intelligence Street. Assaltate le case durante l’invasione della città di Samu, a sud di Hebron.

Israele continuagli attacchi anche in tutto il Libano, concentrandosi in particolare sul Sud e prendendo di mira anche le squadre mediche e le aree residenziali. Dall’inizio della nuova guerra israeliana contro il Libano, il 2 marzo, 3.020 persone sono state uccise e altre 9.273 ferite, secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute pubblica libanese.

Aree colpite nella giornata del 19 maggio: infrastrutture civili a Tiro, nel sud del Libano. Attacco a Kafra, contro una abitazione a Braachit. La squadra della Protezione Civile di Burj Al Shamali si è spostata nell’area minacciata di Maashouq- Tiro, per avvertire la popolazione ed evacuarla. Successivamente aerei da guerra israelo-americani sono entrati nello spazio aereo del settore occidentale e di Zahrani, nel Libano meridionale. Raid registrati tra le città di Kfardounin e Deirkifa

L’esercito israeliano afferma: “Abbiamo lanciato un missile intercettore contro un drone nell’area in cui operano le nostre forze nel sud del Libano”. Secondo Canale 12 di Israele: “Negli ultimi giorni, l’esercito israeliano ha monitorato un cambiamento nella strategia di fuoco di Hezbollah, che si sta spostando verso una guerra di logoramento contro le forze dell’esercito nel Libano meridionale e nell’entroterra israeliano”. “Il nuovo metodo di Hezbollah prevede il lancio di droni, droni kamikaze e missili in quantità minori per singola salva. Tuttavia, la frequenza dei lanci è aumentata e questi vengono effettuati con un ampio dispiegamento lungo tutto il fronte. Fonti militari spiegano che Hezbollah è in grado di effettuare lanci di maggiori dimensioni, ma sceglie di distribuirli per creare una serie continua di allarmi e tentare di sfinire le forze operative sul campo”.

L’esercito israeliano ha bombardato con l’artiglieria le vicinanze di terreni agricoli nel villaggio di Tranjah, nella campagna di Quneitra. Hadashot: “Scontri sono avvenuti tra le forze dell’esercito israeliano e i militanti siriani nella regione di Daraa, nel sud della Siria”.

Esplosioni a Erbil.

Secondo i media americanil’Iran ha spostato diverse piattaforme di lancio missilistico in preparazione di una ripresa dei combattimenti.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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