
A scendere in campo e a chiedere una de-escalation nell’area del Golfo Persico il 17 di luglio è stata la Russia per voce del ministro per gli Affari Esteri, Sergey Lavrov. “La Russia chiede un cessate il fuoco immediato in Medio Oriente e il ritorno alla situazione precedente all’apertura dello Stretto di Hormuz”. “Gli Houthi hanno confermato che chiuderanno Bab al-Mandab se i bombardamenti contro l’Iran continueranno, e in tal caso le conseguenze per il commercio globale saranno molto gravi.”
Ancora Lavrov: “I colleghi americani chiedono il ripristino della libertà di navigazione, ma questa libertà era già in vigore prima dell’inizio dell’aggressione contro l’Iran. Il danno non si limita alle parti direttamente coinvolte nel conflitto, ma si estende anche ai Paesi del CCG, sui cui territori si trovano le basi americane. Entrambe le parti si scambiano accuse di violazione dell’accordo e attacchi missilistici, per i quali anche gli Stati del Golfo pagano il prezzo. La rinnovata escalation nella regione porta ad un accumulo di rischi per l’economia e la sicurezza della regione. Ribadiamo l’iniziativa della Russia per il dialogo tra gli Stati costieri del Golfo e l’Iran”.
E infine ha detto: “Rinnoviamo l’iniziativa della Russia per il dialogo nella regione con la partecipazione di Giordania, Iraq e Lega Araba, con il sostegno di Cina, Egitto e Pakistan. l’Iran ha confermato la sua disponibilità al dialogo insieme a Cina, Egitto e Pakistan. Apprezziamo molto gli sforzi di mediazione del Pakistan. Lo Stretto di Hormuz è una delle arterie più vitali per il commercio globale e oggi non è più un passaggio libero”
Il Comitato ministeriale dello Shin Bet israeliano ha approvato “il piano di Sicurezza a vita per Netanyahu. Sicurezza a vita per la moglie del Primo Ministro. I figli del Primo Ministro riceveranno la sicurezza per cinque anni dopo la fine del suo mandato”.
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha emesso un avviso: “Si consiglia ai cittadini statunitensi in Iraq di rimanere estremamente vigili, monitorare i media locali e seguire le istruzioni delle autorità locali. Interruzioni dei trasporti e chiusure dello spazio aereo sono possibili in qualsiasi momento senza preavviso”.
Le milizie legate alla Resistenza Islamica dell’Iraq, filo iraniana, hanno annunciato che offriranno una ricompensa di circa 10 milioni di dollari a chiunque uccida il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo il comunicato dell’organizzazione, la somma è stata raccolta tramite donazioni dei suoi sostenitori.
Gli Emirati Arabi Uniti annunciano la sospensione delle operazioni del porto di Fujairah a seguito di notizie riguardanti l’attacco da parte delle forze iraniane a due petroliere VLCC. Sebbene la notizia non sia ancora stata confermata ufficialmente, l’HFI Institute l’ha riportata sui suoi canali social. Fujairah si trova al largo dello Stretto di Hormuz ed è la principale rotta che consente agli Emirati Arabi Uniti di esportare petrolio aggirando il punto più stretto del Golfo Persico. Gestisce un volume significativo di esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi e ospita importanti impianti di stoccaggio e bunkeraggio.
L’Iran ha detto agli Houthi che devono chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb se gli Stati Uniti attaccano le centrali elettriche. Leader Houthi, Abdul-Malik Badr al-Din al-Houthi nel discorso del giovedì ha ribadito che “le tribù yemenite sono libere e non possono accettare la tutela e l’ingerenza saudita negli affari interni dello Yemen”. “Gli Stati Uniti, Israele e i loro alleati rappresentano una minaccia per la stabilità globale e coloro che si allineano con loro sono una fonte di male che minaccia la stabilità globale”.
Il 16 luglio mattina è scoppiato un incendio al Santuario dell’Imam Reza a Mashhad, in Iran. Ali Khamenei è stato sepolto lì la scorsa settimana. Secondo i media iraniani, non ci sono stati danni.
Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), il generale di brigata Majid Mousavi, afferma che il Sud (dell’Iran) e Teheran sono una cosa sola per l’Iran, avvertendo che gli attacchi efficaci e mirati dell’Iran continueranno a piovere sul “nemico finché la calma non tornerà sulla costa meridionale dell’Iran e nello Stretto di Hormuz”.
Ed ora uno sguardo agli scenari militari in Medio Oriente e Asia occidentale aggiornati alle ore 15:30 del 17 luglio. Gli Stati Uniti, secondo indiscrezioni, si stanno preparando ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Mercoledì, almeno due cacciatorpediniere hanno operato vicino allo stretto. Tuttavia, non si sono avventurati vicino a Hormuz. Sembra però che CENTCOM stia pianificando un’altra “incursione fulminea”, come quella del 5 maggio. Tuttavia, il comando della 5ª Flotta non considera ancora l’area sufficientemente preparata per uno sfondamento da parte di navi da guerra americane. Pertanto, nella notte tra mercoledì e giovedì, le Forze Armate statunitensi hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro la Repubblica Islamica. Lo ha riferito il Comando Centrale. Inoltre, il testo afferma esplicitamente che “gli Stati Uniti stanno attaccando obiettivi militari iraniani che potrebbero minacciare il libero passaggio delle navi nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz”. CENTCOM il 16 notte annuncia l’inizio di una nuova serie di attacchi per “indebolire” le capacità militari dell’Iran. Alle ore 23:00 ore italiane dello stesso giorno, un caccia F-35A americano nel Golfo Persico ha trasmesso un segnale di soccorso al numero 7700.
In risposta l’Iran attacca con missili balistici le basi statunitensi in Giordania. Le immagini satellitari mostrano diversi impatti presso la base King Faisal in Giordania dei giorni scorsi.
Il 17 luglio nuovi attacchi delle IDF a Gaza. Attaccata la zona di Al-Kuneis, a sud-ovest della città di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale. 6 morti a causa degli attacchi delle IDF nella Striscia di Gaza.
Scontri scoppiano nel villaggio di Kafr Ein, a nord-ovest di Ramallah, e le IDF lanciano gas lacrimogeni contro gli abitanti di Ramallah. Le IDF prendono d’assalto il santuario di Al-Aziz nella città di Aqruta, a est di Nablus.
Continuano i bombardamenti a Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Bombardamenti di artiglieria contro Jal Shihab sotto, la collina Ali Al-Taher nel sud del Paese. L’esercito israeliano ha effettuato un bombardamento nella città di Kafr Tibnit
I Pasdaran hanno annunciato: “In risposta all’aggressione militare statunitense” un attacco a sorpresa contro il Centro di Comando delle Operazioni Speciali americane nella regione di Al-Tanf, in Siria, durante l’undicesima ondata dell’Operazione Nasr. L’attacco ha distrutto un sistema radar e diversi elicotteri per operazioni speciali, uccidendo un gran numero di soldati. Ricordiamo che alla base gli americani hanno lasciato la base a febbraio 2026, ora ci sono i militari di Jawlani/al- Sharaa. Nuovo sequestro di armi per Hezbollah in Siria al valico di al Tanf. Il 7 luglio erano stati sequestrati centinaia di droni, cavi in fibra ottica e molte altre armi leggere al valico.
Le immagini satellitari indicano che un sistema Patriot AD americano è stato distrutto in un attacco di droni iraniani Shahed-136 all’aeroporto di Erbil, in Iraq. A partire dalle prime ore del 17 di luglio nuovo attacchi iraniani a Erbil. L’esplosione è stata causata da un attacco con droni kamikaze. Colonne di fumo si alzano dal quartier generale del partito dei ribelli curdi iraniani nel nord dell’Iraq. L’agenzia di stampa irachena Shafaq News riporta che 9 membri del gruppo Komala (oppositori iraniani curdi) sono stati uccisi negli attacchi missilistici avvenuti questa mattina presto contro il quartier generale del gruppo. Secondo una fonte dell’agenzia, le squadre di soccorso di Komala non sono ancora riuscite a recuperare i corpi a causa della loro posizione all’interno di grotte e del terreno impervio di questa regione montuosa. La fonte ha anche affermato che diversi elementi del Komala sono rimasti feriti nell’attacco e che le condizioni di alcuni di loro sono critiche. Il destino degli altri membri intrappolati sotto le macerie del bombardamento rimane sconosciuto.
Gli attacchi sono ripresi contro le minoranze curde iraniane in Iraq nel pomeriggio de 17 luglio. Il timore iraniano è che i curdi possano attraversare i confini e dare vita a rivolte in Iran. Esplosioni scuotono la città di Sulaymaniyah, nel nord dell’Iraq e ancora colpita Erbil. I pasdaran inoltre affermano che due lanciatori HIMARS sono stati distrutti a Bassora, sud dell’Iraq.
Notte molto difficile in Kuwait. Diverse le esplosioni registrate, un sistema HIMARS statunitense in Kuwait è stato distrutto da droni iraniani. Registrati ampi incendi ai confini del Kuwait. Il Ministero dell’Elettricità, dell’Acqua e delle Energie Rinnovabili del Kuwait ha dichiarato oggi che, durante gli attacchi missilistici delle forze armate iraniane, una delle centrali elettriche e degli impianti di desalinizzazione del Paese è stata colpita. I media iraniani hanno mandato on line immagini satellitari che mostrano la distruzione di un altro hangar legato agli interessi americani in Kuwait, a seguito di un attacco iraniano.
Teheran ha attaccato il ponte Re Fahd che collega il Bahrein all’Arabia Saudita. Segnalazioni di un gran numero di ambulanze dirette verso il ponte che è l’unico collegamento terrestre tra l’Arabia Saudita e il Bahrein. E ancora ha lanciato attacchi missilistici contro la Bahrain Petroleum Company (BAPCO). Il passaggio da obiettivi militari a obiettivi del settore energetico è un segnale che USA e Iran stanno intensificando l’escalation.
Il quartier generale della 5ª Flotta della Marina statunitense è stato filmato dai satelliti dopo un attacco di droni iraniani. L’esercito iraniano ha diffuso filmati che mostrano attacchi di droni contro elicotteri e aerei da ricognizione P-8 Poseidon statunitensi presso la base aerea di Sakhir in Bahrein. Nuovi danni causati da attacchi iraniani sono stati identificati presso la base NSA, sede del quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense. Le immagini satellitari mostrano una grande antenna alle coordinate 26°12’27.17″N, 50°36’37.38″E.
Nella notte del 17 luglio: forti esplosioni udite in Qatar.
Le immagini satellitari scattate il 16 mattina mostrano che almeno tre grandi depositi di munizioni nella base militare di Zayed negli Emirati Arabi Uniti sono stati completamente distrutti da un incendio per cause ancora ignote. Ciascuno di questi depositi si trova ad almeno 250 metri di distanza l’uno dall’altro ed è protetto da un terrapieno, il che significa che è improbabile che la propagazione dell’incendio possa causare l’incendio simultaneo di tutti e tre.
L’Iran ha designato le proprietà di Donald Trump negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita come obiettivi legittimi per gli attacchi, secondo quanto riportato dal servizio stampa delle Guardie Rivoluzionarie. Ciò riguarda i campi da golf e grattacieli. Tra questi figurano il Trump International Hotel & Tower (Dubai), il Trump Plaza (Gedda) e la Trump Tower (Riyadh).
La compagnia aerea iraniana Mahan Air ha programmato il suo secondo volo per lo Yemen per oggi 18 luglio, il che significa che il blocco saudita dello Yemen non è più accettabile per l’Iran. Il Leader del movimento Ansar Allah in Yemen: “L’Arabia Saudita fornisce a Stati Uniti, Israele e Gran Bretagna le coordinate e le informazioni precise sugli obiettivi. Mettendo a disposizione i suoi aeroporti, Riyadh ha consentito le operazioni degli aerei spia israeliani. La vera equazione è l’aeroporto di Sana’a contro l’aeroporto di Riad”.
Segnalazioni di un’esplosione non identificata nella capitale yemenita, Sana’a.
Una petroliera nella zona di Khabbah Est, vicino alla costa dell’Oman, è stata attaccata da un proiettile non identificato. L’UKMTO ha segnalato un incidente che ha coinvolto un’imbarcazione e forze militari a circa 100 miglia nautiche a est del porto omanita di Duqm. Missile iraniano ha colpito una nave thailandese.
Colpito duramente l’Iran nella notte tra il 16 ve 17 luglio: Esplosioni sarebbero state udite a Bandar Abbas, città nella provincia meridionale iraniana di Hormuzgan. Otto esplosioni segnalate vicino al villaggio di Masneh sull’isola di Qeshm, a seguito di un attacco aereo. Il ponte che collega Bandar Abbas e Shiraz è stato attaccato. Canali collegati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche: “una stazione ferroviaria è stata attaccata nella città di Ahvaz”. Un attacco aereo statunitense ha preso di mira un nodo ferroviario a Bandar Abbas, ferendo due civili. Gli ultimi attacchi statunitensi sono mirati alle infrastrutture civili.
Gli attacchi statunitensi hanno preso di mira in totale 6 ponti in Iran, tra cui: Bandar Khamir, un importante cavalcavia che collega Bandar Abbas a Lar. Al momento dell’attacco c’erano delle auto sul ponte, causando almeno un morto e diversi feriti. Il ponte di Gariveh, almeno un morto e diversi feriti. Tutti i ponti si trovano tutti a Khomer, nella provincia di Hormozgan. Anche una stazione ferroviaria, a ovest di Bandar Abbas, punto di collegamento tra la ferrovia e le linee passeggeri e merci del porto di Shahid Rajaei e la ferrovia di Bandar Abbas, è stata bombardata: finora si contano 2 feriti. Missili di precisione lanciati da aerei da combattimento hanno colpito una torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas, danneggiando diversi edifici residenziali nelle vicinanze e provocando morti e feriti tra i civili. Missili statunitensi hanno colpito un aeroporto civile a Iranshahr, nel sud-est dell’Iran.
Due i comunicati dell’Esercito iraniano che rivendicano gli attacchi dalla decima e undicesima ondata. “Decima fase dell’operazione lampo dell’Esercito; basi e centri statunitensi in Kuwait e Bahrein sono stati presi di mira da attacchi di droni Arash che hanno preso di mira i sistemi radar, il sistema di difesa Patriot e i depositi di carburante dell’esercito statunitense presso la base di Ali Al-Salem in Kuwait. Colpiti i sistemi di comunicazione e radar, inclusi i radar Super Hawk, e le infrastrutture e i sistemi Patriot dell’esercito statunitense di stanza presso la base di Sheikh Isa in Bahrein”. Undicesima ondata dell’Operazione Nasr 2, […] attacco a sorpresa contro il centro di comando delle operazioni speciali nemiche nella regione di Al-Tanf in Siria, oltre a distruggere un sistema radar e diversi elicotteri per operazioni speciali, in rappresaglia per il sangue dei soldati martiri della notte precedente a Iranshahr, mandando all’inferno un gran numero di militari addestrati dagli USA”.
Antonio Albanese e Graziella Giangiulio
Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/











