#ISRAELIRANWAR. La Censura israeliana favorisce il silenzio sulla costruzione di altri 34 insediamenti in Cisgiordania. Hamas protesta

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Durante la campagna militare congiunta israelo-americana in Iran, la censura militare israeliana ha svolto un ruolo unico e interessante. Mentre Israele dispone di una censura militare formale che blocca determinate pubblicazioni, gli Stati Uniti non hanno un meccanismo legale diretto per la censura della stampa. L’unico strumento a loro disposizione è una sorta di pressione indiretta o “minacce” da parte della Federal Communications Commission (FCC), misure ampiamente considerate costituzionalmente discutibili. 

Secondo le prove, in questa nuova realtà, la censura militare israeliana ha di fatto agito anche come responsabile della sicurezza delle informazioni per l’esercito statunitense riguardo a rapporti specificamente relativi alle forze statunitensi. È importante sottolineare che gran parte delle informazioni censurate in Israele proveniva da fonti sensibili ma pubblicamente accessibili sui siti web ufficiali dell’esercito statunitense. Questo ha creato un’interessante asimmetria: informazioni liberamente disponibili negli Stati Uniti potevano essere soggette a restrizioni in Israele proprio perché la censura israeliana le considerava un rischio per la sicurezza comune. Di conseguenza, il pubblico israeliano a volte veniva a conoscenza degli eventi prima attraverso i media stranieri o tramite giornalisti con doppia affiliazione (che lavoravano sia per i media israeliani che per quelli statunitensi).

Per esempio, secondo la CBS News, che cita i sopravvissuti al micidiale attacco iraniano in Kuwait, in cui sono rimasti uccisi sei militari americani del 103° Comando di Supporto dell’Esercito, i dettagli dell’attacco sarebbero stati gravemente travisati dal Dipartimento della Difesa. Secondo il rapporto, l’attacco è stato un colpo diretto e, come già riportato, le misure difensive intorno alla base erano gravemente inadeguate. Nonostante questa situazione, i sopravvissuti si sono precipitati a soccorrere i loro commilitoni feriti dopo l’attacco. Inoltre, secondo il rapporto, un allarme era già scattato prima dell’attacco, e i militari erano rientrati ai loro posti e si erano tolti l’equipaggiamento protettivo quando il drone ha colpito il loro rimorchio non protetto nel porto del Kuwait.

Per tornare alle censure israelaine, il governo israeliano ha approvato segretamente la creazione di 34 nuovi insediamenti in Giudea e Samaria. Un numero record approvato in una sola volta, e durante operazioni militari. Tra le località approvate per la creazione: territori all’interno delle enclavi palestinesi nella Samaria settentrionale e aree remote raramente raggiunte dall’esercito. Si tratta di fatto del più grande progetto di insediamento approvato da un singolo governo. In precedenza, erano stati approvati 69 insediamenti in varie fasi. Ora, il numero aumenterà immediatamente a 103.

Secondo diverse fonti, il Capo di Stato Maggiore, presente alla riunione, non si è opposto direttamente, ma ha espresso dubbi a causa delle limitazioni di personale e ha chiesto che la decisione venisse attuata gradualmente, creando più insediamenti alla volta. La posizione dell’esercito non è stata accettata e la decisione è stata approvata. Il governo ha deciso di mantenere segreto questo evento clamoroso, in parte per evitare di scatenare pressioni da parte degli Stati Uniti durante le operazioni militari, nel contesto dell’ultimatum di Trump. La pubblicazione è stata ora approvata dalla censura. 

Gli insediamenti includono Noa ed Emek Dotan, che sorgeranno in enclavi all’interno del territorio palestinese tra le aree A e B. Noa si trova a sud degli isolati giardini e giare vicino a Qabatiya. Emek Dotan collegherà Sha-Nur, Homesh e Shavi Shomron. La decisione contiene anche una clausola senza precedenti riguardante le infrastrutture idriche ed elettriche degli insediamenti: secondo un allegato riservato, la costruzione delle infrastrutture energetiche (elettricità e acqua) inizierà anche prima che vengano risolte le questioni relative ai terreni. I ministri della Difesa Katz e delle Finanze Smotrich hanno deciso di non rilasciare commenti.

Hamas ha condannato l’approvazione da parte del “gabinetto” israeliano di un piano per la costruzione di 34 nuovi avamposti di insediamento in tutta la Cisgiordania occupata, definendolo parte di una politica deliberata volta ad annettere territori, imporre la realtà sul terreno e sfollare i palestinesi. Il movimento ha sottolineato che i piani di insediamento sono nulli e privi di validità, non cambieranno la realtà del territorio e non conferiranno alcuna legittimità all’occupazione.

Hamas ha esortato la Lega Araba, l’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI) e le Nazioni Unite ad adottare misure urgenti e concrete per impedire al governo di Netanyahu di perseguire politiche di sfollamento e per far rispettare il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.

Antonio Albanese e Graziella Giangiulio

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